| Wiener Stadt-Bibliothek ! 22985 k ÌllP^ Jb-: ‘■v ; V ^ * Y ■ ■ ^ & ' B R E V E RAGGVAGLIO Di quanto di Giorno in Giorno è leguito nel tempo, che T importa ntifsima Città DI VIENNA è fiata Attediata, e battuta dalle poderofifs. Armi Ottomane, E SOTTO IL COMANDI DEL GENERALE COaDI starembergh VALOROSISSIMAMENTE DIFESA; m In Infpruch, & in Bologna, per Giacomo Monti, MBCLXXXill. Con licenza de * Superiori • Auendofili 12. Luglio hauuto auuifo, che la Vanguardia Turchefea s’auanzaua verfo Vienna, e che già parte di queita era fiata veduta poco lontana; diede il Generale di Starembcrgh Comandante della Città licenza, che tutto il Legname,sì da Fabbriche come da fuoco, che in grandiflìma quantità era sù le riue del Danubio, foflfe da chi ne voleua leuato , ò abbruciato. AUi 13 • marchiarono le fuddette Truppe così vicino alla Città, che con il tirodel- r Artiglieria fi farebbono potute arriuare, fopra di che fece i! fuddetto Generale porre a fuoco tutti i Borghi, Chiefe, Cafe, e Giardini vicini alla Città .. Mercoledì 14. di buon bora fi vide l’inimico hauer di già alzato terreno , & efler- fi auanzato 50. in 60. pad! dinante dalle palizate, al che gli haueuano non poco aiutato le muraglie refiate dall’antedetto incendio, dalle quali coperto,non fe gli era potuto con il Cannone impedire illauoro ,11 medefimo giorno fi cominciò dall’vna, e l’altra paite a Salutarli gagliardamente con, il Cannone, e la fera dagl’incendiari nemici penetrati nella Città fu abbruciata la Chiefa detta del Scioten ,e fuo Crmite- rio fabbricato diruiouo,sì come le belle Cafe del Traun, & Aufperg. Fu prefopiù d’vno Incendiario, & vno de medefimi fù fubito trucidato, reftandone le membra fparfe per le firade a terrore de gli altri. Fù fubito alla Cittadinanza, Scolari, e La* uoranti d’ogni forte ìngionto il metterli in armi, con ordine : che tutti i tetti coperti ai legno doueflero fubito efier leuati ,come feguì, e fece la medefima notte giuo- car l’inimicogagliardiirìmamente il Cannone vcr/’o il Bainone della Refidenza, e del Scbott, guadagnando i Gianizzeri ogn’ hora terreno verfo le Palizade . Incanto il Sig. General Scareinbergh (landò sù le Mura a riuederle col £10 folito colaggio, e diligenza reftò leggiermente ferito nella Teda davna fcheggia cauata da v rellarcuo morti 12. de i noftfi, e due Vfficiali. Dalle Bombe gettate il dì 26. nella Città vennero a marcare 3.0 4-pcrfone. La fera delli 27 affaltò di nuouo l’inimico la Contrafcarpa, mà fù coraggiofa- roente ributtato lenza perdita di rimarco de i nolìri, vfando intanto quello ogni diligenza per fortificarli nel Leopcllìac. Per tener lontani dalle Palizade i Turchi, trottarono i nolìri Ingegneri vna nuoua forte d’Armi,cioè, formarono vn Manico di Legno ò Alta comoda da firingere knga tre braccia in circa, in cima di cui poterò vna falce limile a quella da mieter tormento, mà con vn filo così tagliente, che in vn colpo partiua vn Corpo in due ? >arti .Quelle per efferpiù lunghe, evantaggiofe delle Sciable, tenevano i Turchi ontani, e ne ammazzauano molti, onde gli altri rimafero intimoriti di modo, che non ardiuano auuicinarlì. . Dalli 27. fino i 30. fece volar alcune mine ,che abbatterono in più luoghi le Fa- , l«zade,mà perche negli affaiti , chedaua,sìlafciauafempreriòutrare,eraildanno da i nolìri fubito riparato. Quelli giorni dalle Bombe inm;icbe furono morte ó.per- * Ione, e due offefe, e perche fi era 1* inimeo affai ben fortificato, nè fi poteua far vfeir i da i ripari, fi era tralafciato per alcuni giorni di far lortire. j Si affaticò l’inimico apprellò Nusdorf di feccàrequel braccio del Danubio, mà ? non effendogli riufeito, la notte delli 30. Luglio attaccò molte Barche al Ponte, & * hauendocon quantità di arbori fatto molti foderi , baueua intenticne fopra quelli d’attaccarle rortifìcationi della Torre Roffa,che fonde più deboli. Alli 3 u fecero i nolìri volar vna mina, quale vccife da 30. Turchi « Il primo Agollo la mattina durante la Predica colpì vna palla di Cannone come fopra nella Chiefa di Santo Stefano, che fece cada moli Saffi, mà ncn relìò offefo, che leggiermente vna donna « E perche gl’ Inimici appreffo la Porta dello Schott, e dellaRefidenza Aerano tanto auanzati verfo le Palrzate,che con vn* tiro di Saffo dalla Muraglia fi poteuano giungere, così 1 * attaccarono il detto, & il feguente giorno più volte rouinandole ,màfuronofempreributtati. La notte delli2. hauendoi nolìri fciolto la metà delle Barche, e Foderi attaccati al Ponte fopradetto vicino al- 9 la Torre Roffa vi pofero il fuoco, & al contrario s’impadronì l’inimico, mà con I buona perdita de fuoi,di due punte sù la Contrafcarpaj nel medefimo tempo hauen- I uo 30.de nolìri fatto vnafortita aCauallo neriportorono 48>Buoi, ebenche r.elli I giorni predetti follerò continoui i tiri del Cannone, e le Bombe Yerio la Città non I A 2 relìò 1 re'lòpergratiadiS, D.M.offefoalcuno, nè furono incendiati gli edifici, benché ne fjfiero molto danneggiati, effendo le Bombe di i oo. e i so. libre 1 * vna. Alli 3. fece il nemico nuouo tentatiuo verfo la Contrafcarpa, dirimpetto al Ba, ftion Lebel, fe ne impadronì anche, mà ne fu poi ributtato con perdita di ioo. huo- mini,perdendo noi il Tenente Colonnello del General Starembergh, che ne hcbbe diremo rammarico, vn Capitano, vn’Alfiere , ecirca 20. Soldati. Il giorno delli 14, fù attaccata la Contrafcarpa in tré luoghi durando tutta la Rotte , lotto i! Comando del medefimo Starembergh, la fcaramuccia, nella quale recarono 20.de notili morti,e 30- feriti ,perdendoui l’inimico 500. de fuoi. Alli j. fi h:bbe auuifoper ifpia, che hauendo volfuto 3000. Caualli riconofcere il foccorfo, che da noi s’ attendeua, eratn fiati dai nofiri forprefi, e trucidati 2000. La notte, come anche il giorno feguente 6. facendo l’inimico ogni sforzo s’impadronì della Contrafcarpa, il che gli liufcì più con ilcauar terreno , che in altro modo,dfendofi quelle due notti dalle cacciandogli i nolfri d3 gli approcci, quali ripieni de i loro morti, e coperti di certa, bruciare le fattine,e cauati i lacchi di Lana, che haueuano buttato nel Foffo, per empirlo , lo riduffero al prillino fiato. Vollero alli 17. dare vn nuouo affalto ;mà incontrati dai nofiri furono ributtati, & inchiodato loro due Cannoni, & vn Morraro. . In quelli giorni ritornò vno mandaro a riconofcere, come fiaua con il Soccorfo, q 'ale hauendo ripo tato che il Tccheli vicino a Presburgh era (tato battuto, e che il Rè di Polonia era in marchia per vr.irfi con ^Armata C$fa:ea, & apportar il bramato fcccorfo riempì di fperanza gli attediati. 1 ! Giorno dell’ Affannone della B. V. la Seruitù retata in Vienna di S. M. C. in numero di 300 fu detonata a guardare il Iliuellino della Porta detta Stuben Thor, il che con prontezza efeguirono, hauendo per loro Colonnello il Signor Conte di Trautmansdorf, il Foriere maggiore de i Trabanti per Sergente maggiore » Se il Signor di Reifchelbergh ,& Mulberg per Capitani. Alli x8. a buon’ hora fu attaccato quello Riuellino, mà rifofpinto l’Inimico, vi rellò dalla nodra parte morto il Colonnello Dupigni ,e 30. Soldati a Cauallo 5 il medemo giorno la fera alle ho e 7 fegui di nuouo vn gagliardo attacco, e benché fotte l’Inimico ributtato, la notte fi accodò al Riuellino, che alili 2. con la Mina hauea in parte rouinato, e cominciando a cauar terreno, anche i nodri alli 19, co- irinciorno a farui vna tagliata gettandogli vni la terra, che cauauano verfo gli al* t i. Segui quelli giorni vna fornita di 20. dei notai ,e riporcorno 36. Buoi. In quello mentre trasferirono i Turchi copertamente tré pezzi di Cannone vicino alle Pa* lizade contro il Baloardo del Lebel. Alli 20. attefero a cauar terra, fi fuppone per effettuar qualche Mina, fenza lafciar- fì impedire dalle nollre Bombe, e Granate, il che efrguirono anche nel Leopolddat, forfè con intentione di palfar con le Mine anche fotto l’acqua. In quello tempo tra la pouera gente fi faceua in edremo fentir la fame, morendone molta, e la carne di Gatto per chi ne poteua hauere era viuanda delicata , a quello, & alla miferia di così graue attedio s’aggiunle la diffenteria , che regnando grauemente hà fatto llrage di molte perfone di rimarco retate in Vienna,caufata forfè dal fetore , che rendeuano tanto ifani, che gli ammalati, quali per lepubliche Piazze, eStrade giaceuaoo. ' Alli 21. operò vna nollra Mina bene , opprimendo vna quantità di Nemici, alli 22 fi continouaronole reciproche ollilità con Bombe -, e Granare ,& alli 23* vn’al* tra Mina volò con l’effetto della antedetta . All’incontro fece il Nemico alli 24- volar ancor egli due Mine ,l’vna con poco effetto non hauendo, che buttato della terra nel follo, e danneggiato qualcheduno de i noltri . Il medefimo giorno giunfe vno che portò lettera del Sereniamo Duca di Lorena, &c. con prometta in 8 . giorni del Soccot fo, il che, dante 1 * edremità, e miferia nella quale fi trouauanogli affe- diaci, che ogni giorno crefc ua j e l’fiauerperfo più di 4000. Soldati fra morti, feri- ti,& ammalati,apportò loro non poca allegrezza. Peraltro temendoli di nuoto affiliti, haueua il Generale Staretnbergh fra l’altre inuentioni fatto fare alcuni Peccati con punte di ferro accomodaci sù ruote per più facilmente condurgli oue fotte il bi- fogno , ingiungendo fetto pena della vira a i Capi di Cafa il far vigilar nelle Cantine fe fi fent uano far Mine. Il medefimo giorno delti 24 pafsò l’Inimico con 200 Causili il Danubio, abbruciò a orni Villaggi, mà fu bactuto da. <-n offri, e di 100. che di nuouo per falciarli fi buttomo nel Danubio quali tutti vi affogamo. La fera me- defitna incontrarono i noltri vna Mina dell* Inimico, facendola volare con buon’ effetto, e danno di quello, ilchefeguito fecero vna Sortita, fcaceando felicemente gl’inimici da’ Follo con perdita di 3oo.di loro,mentre de i noftri non nereilorono che ,7 tra feriti, e morti, ciò non od ante la notte, & il Seguente giorno zoomarono nel fotto, conducend'to moltiSaccbi di Lana. Il dì medemo dopomezogiorno hebbero di nuouo i noilri vn felice rincontro, Scacciandoli dal Foflo con la mo te di 100. e più di lo o. rouinàndo i loro ’auori fatti, inchiodando 10. pezzi, e lenando loro rutta la poluere da vna Mina trouata. Alli 26. fi vkfc dalla Torre di S. Stefano accodarli 1 * Inimico alla Città , fr pra di che fece il Generale guernir doppiamente i podi, facendo giuocar tutta la notte, Se il il giorno fcguente delli 27. il Cannone centro il medefimo, per impedirgli J’ap- predar fi • La mattina de! dì detto furono impiccati due Mofchettieri, l 1 vno del Reggimento del Bech , e 1 * altro della Guardia della Città, prefi fuori delle Palizate in procinto dipaflTaral Nemico, & vn Ragazzo di «5. Anni fu decapitato, perche elfendo già andato dal Nemico, era da quello (lato rimandat o a fine di offeruare la noltra Arri- glieria , e Mine, per tornar poi a riferir loro il fito , c la qualità. Dopo il mezo giorno fegiù vna forcita di reo, huomini, che fecero affai danno all’ Inimico, non teftando dei noftri, che 30. Soldati, la fera però dallo feoppio d’vna Mina fù buttato a bado vn pezzo del Riuellino&icino alla Refidenza, con danno rimarcabile de i noftri « Per alcuni giorni haut '4 il Nemico in luogo di Bombe gettato gran quantità difa-fi coni Mortati da ì quali erano rellace alcune perfone morte a & altre ferite, * * Al li 28. cadde vna pioggia impetuofa, che impedì 1 * oprar cofa di confideratio- r;e da ambe le parti. La Notte dalle 12. fino all’ vna, come anche il dì 29. dalle 9, fino alle 10. daila Torre di S» Stefano furono mandare all’ aria diuerfe Rachette, che fogno fodero non fi può fapere, benché fia facile il congetturarlo, è forza però dif- piaceffe molto al Nemico, poiché cominciò fubito a fulminar contro la detta Torre con il Cannone. Il dì detto fece volare la metà d’ vn Riuellino con danno di circa 100.de i noti» frà morti, e feriti. lidi 30. tentòdi notte,e di giorno più d’vn'actacco al Riuellino, e Foffo del Baloardo, fù però fempre ributtato, nè puotèacquiftar altro , che quello hauea fui detto Riuellino già auanti occu paro. Alli 31*la ferafrà le 9. e io.hore con tré Rachette fi lignificò hauer riceuuto 1 ’ auuifo,cheSuaMaeftàCefarea,& il Rè di Polonia il primo Settembre fi farebbo- no trottati a Crems, paffando frà tanto le nofire Truppe al Stocherau, e Tuln i Ponti, la Vanguardia delle quali incontratali con quella de i Turchi, l’haueua battuta con la morte di 4000. di loro, e prigionia di due flafsà • Il medefimo giorno dalla Torredi S.Stefano fi vide, che l'Inimico dal fuoCampoconduceua verfo la Città più d’vn Cannon grotto, e perche i Turchi fi erano alloggiati nella Foffadel Balo3rdo della R.efidenza , per ifcacciarglifecero i noftri il primo Settembre frà le 21.e 12. hore vna fort’ta,che fù però infelice, non hauendogli potuto fugar dal apollo prefo, e perfo da 70, huomini frà morti, e feriti. La notte fi diede con due Rachette fegno dalla Torre di S. Stefano, e fi mandò vno a (ollecitarilSoccorfo. Il fecondo giorno di buon’ hora fecero volar vna Mina lotto il Baftione della Re- fidenza, che ne atterrò vna buona parte , tentando verfo la fera impadronirli fola- mente del Riuellino , mà furono ributtati con perdita . La notte dalla Torre di S. Stefano fi mandorono all* aria da 20. Rachette . Il medefimo giorno de i 2. fcefero da 800. Turchi nel Foffo, mà berfagliati dal Cannone, e Mofchettaria fi ritirorono con perdita. Alli 3. fi videro di nuono molte Rachette dall* accennata Torre, ricominciando a buon horaleoftilità con il Cannone, Bombe, e Granate, che durò fino alle 9* hore, venne anche sloggiato l’Inimico dal foffo del Baftione della Refidenza, & inchiodato lorocon vna fortita i 3. Cannoni condotti fotto il Baftione del Lebel. Il di 4. diede il nemico fuoco ad vna mina , che buttò a terra buona parte del Baftione della Refidenza, in modo che hauendo dato l’affalto hebbe fortuna dipintami fopra due Stendardi , pure ne fù ribattuto con perdita, reftandoui però 100.de i noftri morti, e feriti,conuenendo anche lafciar loro tutto il Riuellino in preda» La notte al luogo folito frà le 3 §(9. hore lì videro volare tré Rachette. AUi Àlli 5. non furono còsi frequenti i tiri del Cannone, e Bombe del Nemico. In quello giorno fiì alìq4. Compagnie franche de i Serui di Corte allignato per Colonnello ilContedi Trautmanfdorf, ilForierMaggiore de’Trabanti, flato già Ospitano in Caodia, per Tenente Colonello, &iì Signor di Raifcelberg per Sergente Maggiore* . AHi 6 frale 12.& i.hora fece il Nemico volar vna delie lue mine principali fotto il Ballionedel Lebel, qualeperche da i noilri era in parte Hata* (uentaca non fece l’effetto, checredeua j ne lenò però vna cantonata , gettando molta terra verfo il medemo ; 30.de inoflri, che contraminauano vi.rellorno fepolti, il che fùdi gran danno, per hauer noi mancanza grande di fimil gente. Si credeua, che fegui- to quefto hauerebbe il Nemico dato 1 * afTalco, per lo che datoli all*arme a fine ogni vnofitrouafle al fuo pollo cagionò quefto vn gran timore, particolarmente nelle donne, credendo efierfi 1 * Inimico già impadronito della Città: la notte fi diede legno con tre llachette dalla folita Torre. Alii 7. douettero le antedette 4. Compagnie franche (temendofi di nuouemine, &aftaltij mutar pofto, efuronmefle a guardarla nuoua Refidenza, pollo rerico- lofo quanto l’altro, eflendo la detta tutta forata da i tiri delle Bombe, e Cannone: quefto giorno incontrarono inoltri vna mina del Nemico lotto la Cortina detta Scraichuuer vicina al Baftione del Lebel, cauandone 13 gran Botti di poluere. Il giorno feguente cioè li 8. verfo la fera fece lotto il detto Baftione volare vna mina, quale non hauendo fattoi’apertura, che credeua, non potè il nemico an- j dar all’allatto in quella quantità, che s’era preparato. Quelli due giorni fùdata gran fperanza a gli alfediati, che il foccorfo folfe con la marchia già vicino, alla Città , il che era da bramarli, poiché fi trouauano a gli eilrcmi, hauendo il Nemico operato con le mine quello non hauea potuto con le Bombe, e con le Batterie: oltre di che era la Militia ridotta a foli 4000. huomini, de gli habitandfrà huomini, donne, e fanciulli, nemoriuano so. 60.e fino a 70. il giorno, onde mancando la . gente, rouinate lefo; tificationi, & angulliati dalla fame , già temeuano 1* vltimo | efterminio. Quelle due notti fi diedero nuoui legni con Rachetce dalla Torre di [ Santo Stefano. 1 Alii 9. gettò il Nemico quantità di Bombe, e fafti nella Città, cui fu nella me- dema forma corrifpolto, non trala feiando però il folito di cauar terreno, per Io che ■ fi temeua di vederlo breue volar di nuouo qualche mina. Quegli che dalla Torre di S. Stefano olferuauano gli andamenti del Nemico riferirono, che quello mouea gli alloggiamenti verfo il monte di Vienna , & ilCaiembergh. A ili io. non lìvide, nè lenti altro, che cauar cerreup, e gettar fafti, e Bombe, e la notte fi diedero nuoui legni con le lolite Rachetteikf - ^ u Aiii 11. continouò il Nemico nella forma antedetta , e quella notte fi videro ani dar all aria più Racchette fui Calembcrgh. / La Domenica mattina, che fù li 12. fi vide di buon fiora, che il Nemico cedendo hauea abbandonato il pofto preio fui Calembergh,e che i noilri fi auanzauano in buona ordinanza,calando il monte contro di quello, giocando dall’ vna, e dall’ al- \ tra parte il Cannone , dal che però non trattenuti i noilri attaccarono vnitarnente con i Polacchi l’Ala finillra,ponendola in confufione, il che veduto dal Nemico, che fui Viener Berg era dai ncllrillato parimente attaccato, fi diedero ad vna manife- flafuga, abbandonando come nella antecedente Relatione fi è detto quanto hauea- no, coneuidentiftìmoMiracolo Diurno, meritamente aferitto alle interceftìoni della Beatiffima Vergine,parendo humanamente imponìbile, che inimico così vigo-; y rofo, e potente fi fia Iafciato così facilmente fugare, abbandonando in vn momento i Progredì, che intanto tempo, e con tanta fatica, e perdita di gente haue» fatti. Il giorno feguente entrarono nella Città quantità di Chriftianidi ogni fcftò, &eti maltrattato da i Turchi. Il medefimo giorno alle 9. bore fi fece vedereà Cauallo il Rè di Polonia con il Figlio a lato, e con vnanumerofa comitiua de Prcncipi, e Caualieri, la Maelià Sua quali Tempre teneuala Beretta in mano , percorrifpondere aifaluti del Popolo; Moltraua negli occhi, e nel volto tali fplendori di Maeflà, e valore, che pareua dicefiero: Io fono il liberatore, non folo di voi altri, e di Vienna, mà di tutta la Chriilianità, dipendendo da quello punto il pericolo di andare in vltima ruina ; Ngl medefimo giorno fortirono dalla Città gran numero di gente , olTeruando i lauori fotterranei dell’Inimico, da’quali fi è fatto infallibile argomento, che la Piazza non fi poteua tenere, più di fei altri giorni, con tutti i tagli, retirate, & altre pre- uenzioni fatte dalla prudenza de'Noltri Comandanti, il che fà conofcere quanto fia fiato opportuno il foccorloriceuuto, hauendo Iddio tolto il giudittoal Vifir, che poteua accelerare l’acquifio della Piazza, con ordini più fpediti,e più rifoluti. Il giorno de’ i4 t comparue qui il Nofiro Augufiiflìmo Imperatore, che alla fua naturai Maeltà haueua così bene vnita la piaceuolezza, e l’amore, che molle quello Popolo a contemplarlo, confegni,e dimoftrationi di particolar tenerezzaJ Andò a S. Stefano a rendere le douute grafie a Dio Benedetto, & alla fua Santiflìma Madre, e poi vfcì a Cauallo con guardie numerofifiìme, accompagnato dalli due Elettori di Bauiera, eSaflonia, e da numero grandiffimo de’Principi, eCaualie» ri tanto Soldati, quanto Cortegiani, i quali loferuirono al fuo Palazzo vecchio, e quiui defìnò allegramente con li due Elettori fuddetti • Il Rè di Polonia s’incarnino con l’Armata ad infeguire il Turco, che fi era ritirato ne’ Bofchi lontano di qua quattro Leghe in circa,penfando iù tanto alla totale dìllruttione del di lui Efsercito* Mà non hauendo afsunto di parlare, che dell’AflTediodi Vienna, tacerò molti auuifi venuti tutti a fauore noltro, e particolarmente di hauer priuàto affatto 1 » Inimico di Cannone5 dirò bensì, chela noftra Soldatefca Prefidiaria, ha fatto merauiglie, in ogni fattione, che fe l’è prefentata j che i Borghefi coll* vbbidien- za, e coll’ardire hanno pareggiato la Militia Veterana, che il Generale Starembergh non fi è rifparmiato ne pericoli, e colle vigilie hà mollrato, & infegnato, quanto importa l’aflìrtenza d’ vn gran Capitano, verfo la propria Militia, e con folertia, veramente Militare, hà fatto conofcere il valore di fe iìeflfo, 1 * amore vetfo la Patria, e la fede verfo il Prencipe j che non hà potuto, nè poteua migliorare nell* Elettione di sì fingolare Soggetto : Dirò ancora, che il Rè di Polonia, vnitamente con il Serenifiìmo diLo'ena Atlante in fatiche, Argo in vigilanza, Marte in valore nell’ affalir I* Armata Turca, hà operato da Marte, & hà portato la fua venuta tal terrore alle Squadre Nemiche, che pareua CombaitefTero gli Angeli contro l’Inferno medefimo# il ?ine; /' ' tx A*%à ;,V. . 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