Wiener Stadt-Bibliothek. a 22988 A W v ‘'v % K \ \ .•s k V „r a ) r \ K i r •f. ■ r : r : --' ì ÙàZl?. f rf - R AGG V AGLIO DISTINTO Di quanto occorfe nella Campagna pattata tra le Armi Chriftiane, e Turchefche, (DELLA MARCHIA Tenuta dal Primo Vijìreyfua moftra generale ,con la nota delle Truppe radunate ne <~va fTi domtmfdeTGran Signori DELL’ASSEDIO DI VIENNA. ' ■ ■ *\ '•■' • , : « - fi :>* À- ! ì UA^iw^' juiJ;; f: . '• ■’~l f* ^■• r 'tr f “-■ V \j»' u»\ ; ' *■ ? , v*.>" > ^ - ¥» * ~'h M ■ ' 'J ÌÉW^S - ALL'ILLVST^SS. ET ECCELLEW'ISS . S1G. IL SIGNOR LEONARDO D O N A D O, Proueditore Generale di Palma, per laSereniffima Republica di Venetia. S1G.SIG.EE AT. COLENDISSIMO, L merito di V.E. già cono- fciuto in Italia, viene non meno riuerito, che llima- to in Germania. Hanno le grandi lue qualità vir- __ tù magnetica, che nel medefimo tempo fegnano il mezzo giorno, e’1 lèttentrione. Quello abbenche gelido , smcalorifce nel porgerle tributi di olfequio, e diriuerenza. V.E. è in pollo martiale, e perciò non fdegna il Ferro. Il prelènte Raggaglio è vn compendio di memorabili proue, fatte da più va- lorofi foldati in oppugnare, difendere, e lòccorrere Vienna, mentre ella prefiede ad’ vn Commando tanto riguardeuole +ì* l della m della Tua Patria, che dirigge con Tardezza, e foftiene con matura prudenza, fcor- gerà nella medefima più accidenti, doue trà gran prudenza ha mancato la condotta , e trà ambitiofa profuntione precipitato Torgoglio, doue fi vidde impallidire di timore e fuga , & arrofiire nel medefimo tempo di vergogna la Luna Ottomanna. Ingegnano gli errori altrui, e lafciano più erudita la mente nelTordi- tura de’propri; maneggi. V.E. non ne cauerà frutto, ma ne fpiccarà tanto maggiormente la fodezza e finezza del Tuo Gouerno, con che mantiene la quiete allo Stato, e la buona corrilpondenza con li Vicini : accrelcendo Fama al Tuo Nome, e Gloria alTEccellentifsima* Tua Cafa , alla quale hormai per più fecoli fono fiate familiari le dignità del Doga- do, le Sacre Porpore, e Mitre li primi gradi d’honore del Serenifiimo Dominio, il fcriuerle farebbe vn cercar di accre- fcere lume al Sole, già fon palefi le grandezze dell’Antichifiìma Profapia di V.E. di cui riuerente fi dedica Humilifs. e, Diuottfs. Seru. Franceico de Rofsitis, AL LETTORE Cco vna nuoua relatione hiflorica dell* ÀjfediOy difefa y foccorjo dell'Imperiale 2(efidenza y e di quanto feguì fin'al fine di quella Campar gna y fe (viene fuori tardi y fappiy che la caufa e fiata il defdeviò puro di fodisfarti con la fola verità y d qual fine fi perfo tem* ' po in procurare le veridiche informationi da foggetti di tutta integrità y e che in tutte le occafoni f fono tra- uati prefenti . Compatifci la debolezza del dire y fe vuoi che non perda l'animo di continuar a fcriuere quanto è feguito queflo lnuerno y trattati d'allianze y difpoftioni politiche y (fp altro che ti riufcirà di tutta curioftà y e contento ; fe Dio mi dà vita ciò ti prometto ? (fp anco la ferie intiera di quanto potrà fuccedere la projfima Campagna contra il comune inimico y che fpero dartelo in luce y deprejfo y e vedere nuouamente in più parti piantato il Stendardo di Santa C7(OC Ey battuto il A4ahomettifmo , e gl ori ofa- mente veneratay e rimejfa la FEDE di CHfiJSTO , LI- L I S T A DEGL’ VFFICIALI Vccifi durante l’Aflèdio di Vienna. Del Reggimento di Kayferftein. Il Tenente Colonnello SchnecK.^ i Capitanio. i Tenente,. Neoburgo. 3 Capitani. BecK. z Tenenti. Starmberg. Il Tenente colonnello Barone Gotalmifchi. z capitani. 4 Tenenti. . , z Alfieri. v '7 Mansfeldt. Il Tenente colonello conte di Leslie 8cc. Sergente Maggiore Barone di Galenfels. i capitanio. 3 Tenenti. Souches. i capitanlo. 7 Tenenti. 3 Alfieri. Scharfftenberg. i capitanio. i Tenente. Heifter. 3 capitani, i Tenente. Vvirtemberg, Il Tenente colonello Barone Vvalter. i capitanio. i Tenente. Du Dupigny a cauallo. II Sig. Colonello corDupigny &c. t capitaniov t cornetta. De 11 ’ Artiglieria. j Capitani. II Signor Rimpler Ingegnere Generale Cafifirant accaduti nell'Ajfedia di V ienna, Vna balla di Canone del nemico palsò nel Lauoratorio Cefireo , doue fi riempiuano le bombe, granate , & ogni altra forte di fuoco artificiale * evi fi accefèvna granata da mano, che crepò frà più di 1000. altre tutte già caricate, lenza far altro danno r nè alla poluere, nè a i Lauoranti. Vn Soldato Chrlftiano dalla forza d’vnamina leuato in aria fit portato dalla contralcarpa fino a fopra il Baloardo di corte, refpi- rando ancora nelVàrriuaruu ma mori fubito .. Vna bomba gettata da i noftri dal Baloardo di corte negli ap» Ì jrocci del Nemico fpezzò vn Turco,'e ne gettò vn braccio fino a òpra il medefimo Baloardo. Vn Granadìere di Mansfeldt da vna mina del nemico fù gettato; dalla controfcarpa fin nel mezzo del folso della; città, fenza efser ferito, benché ogn’vno lo credefiè morto'. Vna bomba calcò in vnafianza doueerano almeno z y.perfone,- c creando’ nel mezzo di loro , non feceverun danno. Il Turcor gettò vna granata fu’l Baflione di Corte vicino ad vn nofiro mortaro ,. quale da quello fuòco* fi sbarrò nelle ranciere nemiche,, portandoqualcheTurco in aria. MONI- MONTI, POSTI, E LVOCHI PARTICOLARI Notati nel Diflègno, e Pianta della Città di ..Vienna ^ GAllemberg, ò Monafterio delli Padri Camaldolenfi. Cartello, e capella di S. Leopoldo. T r T) Ala finirtra comandata dal Duca di Lorena con le militkce- fàree, e dei circoli dell’Imperio. ' 'i.'.'r/ì ■' Armata di Saffonia. ) rorDO di Ratfa{yl : a 'i ' ~ : : : '' Armata di Bauiera. ) corpo di Battaglia, • •> -Ala dritta tenuta dal Rè di Polonia. i" Golia, e Valle frà li due Monti .ridetti. Ifoletta di lotto di NoldorfF nel Ramo del Danubio, • ; Batterie Ottomanne di fianco alli Polacchi. - ' Batteria di fronte contro l’Armata Reale Batterie Pollache. Batterie celàree all'Ala finirtra. Batteria Turca contra la detta Ala. Accampamento de’ Turchi, e Padiglioni loro. Naighepaì. Suechet. Ponti del Danubio Grande. Fuga dell’ Inimico. Torrente Vienna. Trinciere fatte dal Nemico alla terta della pianura verri Vienna. Vienna . Riuellino alla cortina di Corte. Baloardo Lebel. Baloardo di corte. Cortina trà detti Balloardi. Le due Gran Batterie mimiche auanti il Giardino del Mar- chefe Malafpina. Approcci. Ifola, e città di Leopoldftatt Protter loco di delitie. c 7 8 9 RAG- dV*-s trarrà mm % E Jnjjuìfscfa, j&Xt I * RELATION E Dell’Alfedio di Vienna, e di tutto ciò feguì nella Campagna del 1683. Iftaccatofi il Duca di Lorena con 30. mila combattenti, e 7. mila Vngheri lòtto-il commando del Palatino del Regno Co.ffterhafy (ch’era da Cefàrei alquante leghe difcofto) dall’adèdio di Neuheulèl, fofiè, ò per non impegnar l’Armata in azzardofa imprefa, ò per ouiare maturamente a’ dilfegni del Gran Vifire, che già con più di loo.mila com- _battenti fi vulgaua effer in marchia alla volta di Giauarino, prefe la Sua al fiume Raab per impedire sii quelle fponde il palio all’inimico : mà preuedendo di non poter contraffarlo a tanta potenza, deliberò gettare l’Infanteria con l’Artiglieria nell’Ifola del Sciiutt, e con la caualleria paffar più (^editamente indietro verfo Altemburg, non permettendo il tempo a far ponte al Danubio per la communicatione, mentre l’Armata Otto* manna infiaua per auuanzarfi a tutto potere. A Ili 6 . Luglio 16 85. giorno in cui il Palatino fudetto, & il Generale fuo fratello furono abbandonati dalli inuiliti Nationali, che fi -pofero al partito Tekely con molto loro rammarico e difpiacere, pafsò grolla partita di Tartari per rintracciare gf Imperiali, e con- uenne al Duca prender partito d’auuanzarfi più verfò Vienna, con marchia ferrata, e cauta, già che vera nuouach’il nemico hareb- be feguitato : onde alli 7. fo fpedito da S. Adi Conte Caprara a S. M. C. con cui venne anco il Co. Montecucoli per auuifarle l’auuanza- mento dell’elTercito nemico, c che S.M. prendefle il più proprio partito per la perfonale fua ficurezza e della corte, e far prouedet* ogni colà neceflària per l’affedio della Città, hormai ineuitabile : 11 A dop. doppo pranfo capitò il Co: d’Auerfperch con auuifo, che il nemico haueua attaccata la Caualleria Cefarea. Quelli erano Tartari, il cui numero a caufa della gran poluere, e della furia con cui allàli- rono,nonfi poteua fapere. Toccò il primo impeto alla retroguardia commandata dal. Sig. Generale Rabatta, e vigorofàmente fo- ftenuto, fù vrtato il nuouo Reggimento di Dragoni del Prencipe di Sauoia, e. poi quello del Montecucoli, che fi difordinarono > voltando molti faccia : ma rimeffa la Zuffa dall’intrepidezza de* Capi, SalfenLauenburg, Rabatta, Palffi,e TafFin continua ritirata, cefsò il combattimento con quella de*Tartari, che voltarono alla confala, e perfero in quella occafione molta parte di bagaglio il Prencipe di SalfenLauenburg, il Co. Caprara, il Gondola, il Duca di Croie, e qualche parte Montecucoli con alami altri : fù tagliato quali a pezzi il Prencipe d’Aremberg, giouine di 20. anni; Il Prencipe di Sauoia morì doppo pochi giorni da maccatura cagionatagli dal Cauallo, che gli fi rouerfciò addoffo : morì il Capitanio Meliini Ca- ualliere Italiano, tré Comete, & altri officiali, ma non fù rimarcabile il numero de’morii, e de’feriti, e S. A. Duca di Lorena cor- fè pericolo di reftar prigione, come il Sig. Generale. Rabatta. di rimanere tagliato a pezzi:. Rifolfe S.M.C. di partire la fteflà fera verfò il tramontar delSoIe^. cola.che mife granditfìma confufione, &apprenfione a tuttala Città, benché già fi fapelfe, che l’Imperatrice Vedoua con la metà dèlia Corte, e Prencipini era apparecchiata alla partenza per il giorno feguente: fuggirono tutti quelli haueuano commodità dietro la Corte, cofa.che fdegnò li Paefeni , quali tumultuariamente impiu luoghi ardirono fpogliar, e maltrattare li viaggianti, e matfìme traRe- ligiofi li Giefuiti, che gli obligò traueftirfì alla fecolare per laluarfi’.. Li 8 . mattina arduo a Vienna la Cauallèria , e faccelfiuamente* tutta con li Generali, & officiali , fi pofead alloggiare nell’Ilòla deli Tabore sù la fera il.Lorena 1 con* il Co. di Starmberg Comman-- dante deirArmi,e dellaPiazza, entrati irìCittà,. e fatti per benau-- fpicare la difela li primiofàcij con Dio- v paflàrono allàCafa delMar- chefe'ObizziSergente maggiore della 1 mcdefima, oue fi tenne:conferita con Pinteruento del Tenente Colonello Co.Thaun*, Marefcial- k> del paelè Co. Molard, Cancellier del'Reggimento Hartmann: e* Burgo maftrodi.Liebenberg del modo di far perfettionare il lauoro delle fortificationi, e palizate efteriori, abbandonate nelle dette con- fiifioni dalli Paefani, e faldati , che.vi trauaglÌauano v attomo;, e fù ri-* piglia- pigliato con fèmore e diligenza da Berglieli, foldati Preti, e Frati, nè fdegnato da foraftieri, e fi terminò ancora a tempo proprio fecondo il bifogno. Intanto corfe voce che il Corde Zrin , figliuolo di Pietro, folle- citafle fècretamente ilTekely, e quello il Vifire, a douer lenza perdita di tempo infèguire l’Imperatore,toglier li fuggitiui, e ’1 tefòro della Corte che fi conducala parte (òpra barche, parte con Carri à Linz : folle ciò vero ò non, il detto Zrin fa poco doppo arredato, e li Tartari precorrendo 1 ‘Esercito Ottomanno riempirono di fàngue e fuoco tutto il quarto del paefe di fopra al bofeo di Vienna, fcorrendo,ed’incendiando fino al fiume Ens, conducendo incredibile quantità di prigioni furore, che obligòla CorteCefarea a non ftimarfi ficura nè anco in Linz, e portarli fino a Paflàuia, e mandar qualche gente sù le fponde del detto fiume per impedirgli il palio, fe voleflero tentarlo: In quel mentre fi difponeuano a Vienna le cofe dal Sig.Duca di Lorena, e da*capi mentouati per fodenere l’aflèdio, e gli habitanti de’Borghi e luoghi circonuicini non meno edremamente condernati, che confuti dal precipitofo auuanzamento del nemico, faluarono, e portaronoinCittà a tutta furia quello poteuano : Mà il tempo non feruì alla necdfità, e qui conuiene far’vn palio indietro per vedere in marchia l’EfiTercF toOttomanno, ed i tuoi progredì. Fatto il Gran Vifire fupérba modra delle file numerofe forze raccolte nelle vade Prouincie del Gran Signore a Ofsegg (luogo del fuo Rendeluous generale:) pafsò colà quel Ponte famófò alli i j.Giu- gno, preceduto alli 13. dal Gianizzar* Agà con la Fanteria, che quella fèra redaua alloggiato alla Palanca di Darda verfò Prinnuar. Alli 18. Giugno marchiò a Muchab, Batofeic, SaKfar, alli 20.inPaKlà Futvuar, alli zi. in Giankurtaran, ed alli 23. da Gianxurtaran au- uanzò verfo Alba Regale alloggiando in vn Villaggio Vnghero,dotte il Serban Candacuzeno Prencipe di Valacchia gionto per vnirfi con le fue Truppe, fece la fila entrata. Alli 24. e 25.arriuò tutto il campo ad’Alba Regale, cd alli 27. banchettò il Gran Vifire il Tar- tarhano con tutti li Principali del fuo leguito , accompagnato efso dal Vifire Mudafà Bafcià di Silidria, & HaffanBafcià di Sofia con li loro Efserrìti. Doppò pranfo il Gran Vifire regalò il Tartarhano d’vna Sciabla d’oro, tempedata di gioie, e d’vnTerxezche vuol dir Carcafiò, tutto ricamato di gioie, regalando anco il fuo figliuo* lo d’vn’altro Terkez ricamatp di perle, mettendo a ciafchedunode* A z loro loro Officiali per fegno di rtima'. vn Caffiano. Auuanzò quell’iftef fo giorno il Gianizzar’Agà alla Palanca Fiovvca, e toccato vn villaggio Vnghero vicino a due laghi incontro a S. Martino, fi fermò fin’* alli 30. afpettando il Gran Vifire, quale fopraggiunto fece abbrug- giare il detto luogo di S. Martino, doue fu (parla voce frà Turchi, che il Duca di Lorena fi fofiè partito per le porte a Vienna. Al primo di Luglio tutta l’Armata Ottomanna s’aftàcciò a Già* uarino, primo Antemurale delia Chrirtianità in quel partàggio, e fubito doppo mezzogiorno ilGianizzar’Agà con 30. Giorbaggì > prefe porto all’incontro del Borgo, e della fortezza per fcacciarne li nortri, e far li Ponti fopra il nume Raab, artirtendogli il Bafcià di Buda con la fua gente, e fù il giorno feguente abbandonato il Bof go, nel quale entrarono li Turchi per faccheggiare. Alli 3. detto mandò anche il Gran Vifire alcuni Tartari con Muradin Sultano della razza de’cani, acciòperfeguitaflèro PEfièrcitoChriftianogiàpar- titofi da quelli contorni. Alli 4. cominciò il Turco far li ponti fopra il fiume Raab, e vennero molti Vnghari dalla fortezza di ;Papa, di Dotis, ed altre di quelle vicinanze per metterfi (òtto la Protettione del Gran Vifire, il quale compiacendo, foffe rertituito ogni Vnghero, che già fofse fiato prefo nelle medefime in conformità dello fupplicato per Pau- uanti da loro, e mofsofi alli 6. per paftar fopra li Ponti conftrutti all’Ifola diGiauarino,(doue hebbe auuifo che li Tartari vicino ad Al- temburg hauefsero fopraggiunto laCaualleria Chrirtiana, & invertitala fattane qualche ftrage , con bottino confiderabile ) ordino all' Agà de’ Gianizzari la marchia con la Fanteria per quella volta e fopra il Ponte di Rabnitz come feguì alli 7. & erto alli 8. feguente paF sò con grandiffima pompa tutti li due Ponti fopradetti accompagnato da tutti gli Efserciti, & alloggiò in vn villaggio vna, e mezza hora dittante daRàbniz, doue da Tartari gli fu prefèntato vn Stendardo, e n.foldati Chrirtiani, prefi nell’accennato combattimento. Per ferrare e come tener bloccato Giauarino il Gran Vifire vi lafciò (òtto Ibraim Bafcià di Buda, con tutto PEfeercito ad efso appartenente, convn capo di Gianizzari ed* alcuni Giorbagi per afiirterlo. Profeguì il nemico a Vvifselburg, e riposò alli io. prendendo in pofsefso la munitione e prouigione trouata in Altenburg. L’ifte&o giorno è venuto il BaKozfch capitanio di Kertel per fottometterfi all’vbbidienza del Gran Vifire. Bruggiatofi Hamburgo (luogo per altro ben fituato) alli n.fù tut: ta fa l’Armatainfiemeaìli 13.fi pofea ripofàre in vn villaggio di là da Suechet,efiandauahormai accofiando alHftefia dominante di Vienna. Li Tartari precorfi l’iftefso dì,faccheggiauanoda per tutto,efcor- reuano lènza ofìacolo per doue voleuano : fu dato l’ordine d’abbrug- giare li Borghi dal Generale diStarmberg, e refiò vn paro di giorni (òli di più intatto Leopoldflatt, quale poi fu d’improuifo incendiato con non minor danno, che horrore degli habitanti, per veder tante ricchezze e luoghi sì delitiofi fabbricati con lunga mano, quafi in vn momento diuorati dalle fiamme. Cominciò frà tanto arriuare,e fucceflìuamente entrare in Vienna la Fanteria, che come fi difse feparata dalla caualleria hebbe necetfi- tà di marchiare con gran fretta per gionger’in tempo, la cui com- parfa fece refpirar la Città trà tante fcene Tragiche ;fèntitofi nelHflefi 10 tèmpo, che Pofonio, Tirnauia, Edimburgo, PruKalla Leita, ed Hailènftatt haueuano prefa la Protettione delTeKelij, e che Amburgo, Fifcha, Schvvechett, Loxemburg, Baden , Modling,e tutta quella delitiofa riuiera fin’a Prun, e ’1 bofco di Vienna, ripiena di bellini- me Terre murate, e ville di gran numero dalla barbarie de’Tartari già non erano più che miferabili auuanzi d’horrido incendio, chea Vienna feruì a Ipettacolo di terrore, e calamità. Nonoftanteche il giorno antecedente il Duca di Lorena hauefie fatto mutar campo afta caualleria facendola pafsar di là da’Ponti, volfe però con parte di quella fpalleggiare la Città, mandando anco diuerfe partite per hauer voce del nemico, e far fchiaui, come gli (uccefse d’alcuni, e fece tornare (òtto il canone della Città il Teforo già caricato sù barche, della Imperatrice, come altra gente che s’era imbarcata per pafsar’ auanti, efsendo hormai trafcorfi li Tartari come fi difse, convccifione di molti fuggitiui : di che e dimoiti altri difordini feguiti non v’è la caufa maggiore della fuppofitione e credenza fm’hora nodrita, che il Gran Vifire non pafsarebbeGiauarino lènza formalmenteafsediarlo,ed impegnarci tutta l’Armata. Erano già entrati in Città li Reggimenti Mansfeldt, Souches,Starni- berg, Schenffenberg,ela meta di quelli di Kaiferflein, BeK^ Haifier, Naiburg, Thiemb, e il Prencipe di Vvirtemberg, col Reggimento del DupignidiCaualleggieri, quando fi principiò a conofcere vn’efièt- to particolare delia prouidenza Diuina nell’hauerli faluati, perche (è 11 nemico con la confiruttione d*vn Ponte su’! Danubio fofse feguita- to in tempo, per attrauerfargli la marchia di tante giornate fatta coll» impedimento dell’Artiglieria, onero con vn corpo volante s’auuan- A 3 zafse é zafse a Vienna, ò che il XeKelij mouefse da quella parte del fiume, alcuna di quelle preuentioni farebbe Hata l’irreparabile caduta della Città. Ritornò pure il Generale Capeliers, al quale da Cefareera Hata incaricata la Vice prefidenza di Guerra come a (oggetto di lunga efpe- rienza militare, e fpecialmente raccommandata Vienna per vnir con altri Capi li Tuoi corsegli alla conferuatione,e difefà della medefima. Alli 14.finalmente fi lafciò vedere l’Armata inimica, piantando alla lontana da per tutto Padiglioni : fùpreuenuta da Tartari, e da qualche mifchiacon lanofira Caualleria con la peggio de*Barbari, ch’efsercitauano ogni fòrte di crudeltà maggiore contro di chi con matura fuga non s*era fàluato, finiendo a ruinar tutto quello era di fuori auuanzato alle fiamme date prima da’nofiriatuttili Borghi come fi difise, & attorniata la Città da sì sboccato Torrente di tanta gente, efsendo incapace la nofiraCaualleria di refifiere, fi ritirò nuouamente airifola,ed il Gran Vifire mandò fubito ilfùo DelìBaf- sàper prouare, fe fi voleua rendere la Città, e riceuuta generofa ne- gatiua, ordinò l’afsedio, & a’Gianizzariapigliarpofionel principio def Borgo di SanfOdorico dirimpetto al Palazzo Cefareo aprendo la notte gli approcci, e piantando batterie. Siaccefedoppomezzodì, vn fuoco terribile nella gran fabricanuoua de’ Padri Benedittini Scoz- zefi inCittà, qualpofè in efirema confufionegli habitanti, credendo efserui tradimento. Pafsò il fuoco fin’a toccare vna efiremità dell* Arfènale con non poco pericolo del medefimo, e poi maraui- gjìofàmente fi riuoltò contro le cafe del Prencipe d'Aurfperg eTraun, doue fi fermò mentre il popolo infofpettito, e pieno di furore, corte a cercarne gli auttorl, e trouati inditij in due, che fi crede hab- biano anzi confetta la reità, lì trucidarono fenza altro Precelso , fcorticando viuo vn’altro, mordendogli co’denti le carni, fminuz- zandogli le parti doppo il taglio della tefia : fiera fi riputò quefia Tragedia degl’incendiarij, ma la Città qui corfe euidente rifehio di perderti, tra li più temuti trauagli dentro del fuoco , e di fuori fo- prafattodasì terribile comparfa de’ nemici. Già il’ giorno feguente fi fcuoprirono gli approcci con due batterie di grandillìmi Canoni, fituate su l’altura del Giardino del Marchefe IVlaìafpina, che cominciarono a batter la Città : furono prefi altri due incendiari] il doppopranfo, ò almeno fofpettl, credendoli il volgo mandati dal TeKelij per fi efecrando fine : fi publicò che tutti li tetti di tegole di legno douefsero fcuoprirfi per preuenir' le bombe, e li fiacchi artificiati deghafsedianti. Alli ió.pafsato con ico. Tartari il pie- picciolo ramo del Danubio al Prater, penetrarono nell’Ifola alianti giorno, fèguitati da groffo numero di Caualleria Turca con Gianizza- ri ingroppa : fa due giorni prima abbruggiatoLeopoldftatt, e’1 nemico auuanzatofi vrtò nel Tenente Marefciallo Generale SchultZjCon cui attaccatafi fiera zuffa : fa ferito il Generale^ reftò morto il Tenente ColonelloGerfforff, con buon numero de Polacchi del Caualier, e Prencipe Lubomifchiconuenendogli cedere Tempre .incalzato furio- fàmente dal numero molto fuperiore de’nemici, fin tanto che arcuato a’ponti del Danubio con ritirata ordinata fi faluaffè, gettando, c poi bruggiando dietro delle militieilprimo,e fecondo ponte per non eflèrfèguitatorcosì fi perfe l’Ifola e Borgo di Leopoldfiatt, ed ogni communicatione con Vienna, hauendofi dopò l’Armata poffa di là de i ponti del Danubio rinforzata di 3 .mila Alemanni condotti dal detto Shultz,e di circa 3.mila Polacchi. Alli 17. entrò in Città per la porta roflfa vn Gianizzaro traueftito, conperucca, mà riconofciuto dalle apparenze fofpette, e condotto alianti il Commandante, trouato- glifi il ciuffo in teffa, confefsò effèr venuto per (piare lo fiato degli affèdiati, diffè del grand'apparato d’ Artiglieria di munitione, e d’ogni altro requifito, che haueuail campo, doue fi trouatlèro 20. mila prigioni Cnriftiani, quali dourebbero trauagliare negli approcci & altro- ue:efponendoche anco ilTeKelijdaua ferme fperanze che Vienna in poco tempo farebbe caduta al Dominio Ottomanno. Gettò intanto ilnemico molte bombe a danno della Città, ma con poco effetto, furono fatte due fortite di notte, o’Ti adoprarono molte granate da mano, vi reftò qualche numero di Turchi, che non fi sa, portando eglino via fubito li corpi per (èpelirli. Alli i 8. fece nuouo inuito il Gran Vifirecon lettera al Generale di Starmberg diretta, a rendergli la Città con le capitolationi di fuo gufto, ma fa rimandato il meflo fenza rifi porta. La fera vfcì il Sig.Commandante fadetto con il Tenente Colo- nello del Reggimento Souches per vifitar li porti fuori delle mura, e fa ferito in (quinzod’vna mofchettata intefta, ed il Tenente Colo- nello in vn braccio, ma leggiermente ambidue. Scuoprirono gli affèdiati dall’eminenza delia torre di S. Stefano il campo Ottomanno , il Canone opraua d’ambe le parti perrouinare le batterie opporte : gli approcci fi auuanzauano,e s’impediuano con fortite, doue giocarono a tutto potere le granate, e li mochetti delle guardie e militieef- pofte alla contrafcarpa : Seguì alli 20. quefto sforzo grande del Turco > fecondato da infinità di freccie, e fpari di Canone, e durò dalla (èra (in* alla mattina. Incontrauanolinortririfolutamente il rifchio per tener A 4 lon- 8 lontano il nemico, ma fi ritirarono hauendo hauuta la peggio, e perirono in circa 60. allora fi gettarono molte bombe in Città, & vna cafcò nelle dalle dietro il Palazzo di Spagna, che haueua accefo gran fuoco :ma non fomentato da vento fu dalla moltitudine accortaui, predo fpento. Nella detta zuffa furono prefi due Turchi, quali confef- iarono hauer il Primo Vifire mandato per la porta roda vn Turco ve- dito alla croata perche attaccaffè fuoco all’Arfenale di notte tempo ; a fàuoredi chedoueuano li Turchi tentar d’auuanzarfi : vfata diligenza fu trouato codui, e confefsò quello li due haueuano depodo : allora fu leuatalapolueredall’Arfenale, e trasferita in luoghi particolari,e Ghiere, con buone guardie, e le porte murate. Morì in quedo giorno il Conte Kopp Tenente colonello del Reggimento BeK. Fù creduto che li Turchi hauedèro viàti gl’accennati sforzi per effèr venuto vn Eu- nucho chiamato Hadnedar A lì Agà, dalla parte del Gran Signore al Primo Vidre, portandogli vna Sciabla con gioie pretiofè tempedata, vn cafftano fòdratodi zibellini, & vna amicheuole lettera con la quale il Gran Signore l’animaua alla cominciata imprefa, conforme l’vfo della Porta, e per veder lo dato della Città. Quedo Eunucho è dato riceuuto, & incontrato per maggiormente honorarlo, dal Kihaja del Gran Vidre, da alcuni Agà, e foldatefca propria del G.V. ed accompagnato dal Naighelpai fèrraglio di fierq di S.M.C. mezza lega difcodo, Ììn al Padiglione del Gran vidre. Li 21. poded due torcie fopra la Torre di San Steffàno per dar legno al Duca di Lorena dell’arduo del fuo meteo fpedito in Città,che afficuraua d andafse ammateando il foccorlb, drizzò il nemico le canonate verfo detta Torre : la notte non luccefse cofa di momento. Alli22.fi cariarono 30. foldati per Reggimento ad effètto di fortire, e tentar di fcacciare il nemico da gli approcci j ne’quali lauoraua con incredibile fodezza, mutando ogni 5. hore le perfone al trauaglio com- mandate : erano profondi, e come cauerne fotterranee coperti di (òpra però con traui, legna, e poi terra, e fi tacèuano con facchi di iabbio- ne , e di lana parapeti; e perche s’erano auuanzati, furono diftribuite asoldati certe falci, lunghe, di dio acudtfimo fopra manichi di 3. braccia: armi dnhorainudtate, ma proprie per tener con le foiable lontani i Turchi, de’quali ne tu ammazzato buon numero. Venne lo fteteogiorno in Città vn Cameriere del Cefareo Reddente Kunitz dimorante nel campo inimico, auuifando che il Co. Caprara nodro Inuiato, haueua licenza d’andarfene, e venir alla Corte Ceiàrea, che amol- ' 9 A molti (chiaui Chrifiiani pèr ordine del Primo Viiire fofeeftata le- uata la tefta, riguardo alla ruga, e moltitudine de’ quali diffidaua : ra^ tifico la potenza degli afiedianti, con rifolutione di (lami fin a gli effremi; e rapportò altre particolarità. Furono leuate le acque alle fontane della Città, ma (upplirono abbondantemente tanti pozzi profondi : comandò il Sig. Generale di Starmberg, che s’atterrafse il fontuofo Theatro delle comedie di S.M.C. le cui pitture feruirono asoldati per farne Barache, perche efsendo di legnami non portafse pericolo d’incendio, tanto più ch’era vicino al Palazzo Cefareo, do- ue di notte tempo entrati alcuni foldati, aprirono da 7. in 8. calsoni de’particolari di corte : ma di quanto fu leuato, nè de’rei, ò complici mai non fi è potuto (apere : Seguirono la medefima notte varie fcaramuccie , e tentarono alcuni Turchi l’ingrefso nella Città per via di certe cloacche , ma furono (coperti, e ributtati. Venerdì la mattina vennero gettate dall’inimico molte bombe a fauore d’vn vento gagliardo, che fperaua fauoriffè ad attaccar fuoco in qualche parte della Città : Ma Iddio la preferuò. Li Turchi fecero volar due fornelli alle palizate per (radicarle, ma indarno : fu però la punta della contrafcarpa mandata in aria verfo la corte : fèguitò vn fiero afsalto, e rimafero valorofàmente refpinti con molto loro danno, e minore de’noftri, fra’quali perì vn capitaniodel Reggimento Souches, & vn Tenente ferito in vn braccio : vi refiò quali mezzo fotterrato nel sfogo della mina il Co. Louigni volontario: in detto Reggimento, ma aiutato, ne forti fènz'offefa: e li SerdenKefti f volontari j tra’Turchi) portarono 6.foldati noftriferiti, e femiuiui al Vifire, a’ quali doppo l’efsame, li furono tagliate le tede. La notte fi rifecero le palizate, vfandofi moltavigilanza, e fi prefero j.Donne,cheportauano pane a’Turchi, perche quello fi vendeua 6. quarantani in Città, veniua da loro pagato vn fiorino, non tanto però credeuafi fìmil generofità per bifogno , quanto per hauere da quelle qualche notitia. Seguì l’ifteffo Venerdì verfo la fera vna fortita de’nofiri, vi refiarono 60. e circa 100. Turchi, de’qualifihebbero tre viui che riferirono efser danneggiata la loro Armata dalla difsenteria . S’intefe anco la rifpofta del commendante rifoluta, e di (prezzo ad vna lettera del Primo Vifire, con cui nuouamente vuoile efsor- tar a renderfi con dargli ampie offèrte. Sabbatoz4. vfcì dicala il Generale Starmberg con (òmmo giubilo del IO • del popolo e dellemilitie: haueua falciata lateftaper la ferita, vinta- 1 ua li podi, dando gli ordini più propri j e volle dormire fù’l Baftione della Corte per dar più calore alla difelà, come anco fece il Generale di battaglia Co. Sireni 5 di giorno lauorò più che mai il Canone tanto nemico, chenoftro, e dalla parte della porta rolla fi fkceiia anco fen- tire, fra'milchiando bombe e làfiì, di molto danno alla Città. Fù tentato l’affaltoalla palizata, ma in vano: Venne appiccato vn plebeo , che teneua nafcofto in cala vn Turco veftito all’Ongara. Li z$. mattina legni Proclama a tutti li Mercanti franchi e Seruito- ri di Corte di portarli alSig.Co.diTrautmannftorffViceMarefciallo , & a’Foraftieri tutti dal Sig. Marchefe Obizzi Sergente maggiore della Città per douer’arrolarfi fotto compagnie, ed infègne, e prender 1 * Armi per communedifefa, come in pochi giorni lèguì, nominati- dofi 4. Capitani] con gli officiali fubalterni per commandarli, che poi fecero li fuoi fèruitij alla muraglia. Hebbe il detto Sig. Marchelè Tincombenza ditrouar’ogni bilbgnocosì di materiali come d'Armi & inftrumenti, anche di nuoua inuentione per la difelà; pagar 3 opera- ri) e foldati che lauorauano, vifitar gli Arfenali, ordinare le funtionl de’Borghefi, ofièruar*ogni giorno li corpi di Guardia e lòrtite, co ? f Baftione alla porta roffa, all incontro del quale ftaua vna batteria nemica; baricar le porte, vifitar le contramine, e proueder’ogni momento a tutto quello occorreua alli pofti attaccati dal nemico. Alle quali, & altre funtioni fupplì con tantaallìduità, che trouandofi trà continue inquietudini non godè vn’hora di ripolo, mentre oltre a detti impieghi,equellid’elsaminarprigioni, edaffiftere alle confulte de’capi, alcune tenutene incalàfua, meritò la lode d’infaticabile, e valorolò Capitano attribuitagli da tutti, in quefto azzardofo attedio. Diede a mezzo dì il Turco fuoco ad*vn fornello alla palizata , quale tornata indietro fece più danno affai a loro, chea'noftri, che nel calore della refiftenza contro gli afsalitori perdettero il Tenente Colo- nello del Reggimento del Prencipe Vvirtenbergcon vn Capitanio dì quello diStarmberg; Rinforzò il nemico la zuffa con gran furia econ- corfo di gente, ma fenza vantaggio; anzi fecero li noftri buon bottino, feorticando li Turchi prefi in tal 3 occafione, (perche ad’vno furono tro- uati alcuni ongari nelle budelle ) con porre le tefte loro fopra le Paliate :Tramifchiaronol’vna, e l’altra parte granate in quel contralto, onde ne reftarono molti ftroppiati e feriti, &è fiato per vna bomba mortalmente offefo l’Achmet AgàKehajadel Gran Vifire. Li n Li 2,6. voleuano fòrtire4oo.de’nofiri per predare befiiame, ma il Com mandante non volte," perche li folcati mancauano, ondelcon- fideraua di riferuarli alla difendi dentro fènz’àuuenturarli, acceferoli Turchi vn’altro fornello, e l’ifiefso oprarono anco li nofiri fuori della palizata controd’efii, che rabbiofàmente vennero all’azzardo, fallando 8. di loro nelle palizate, ma la prigionia fù la mercede della loroprofùntione. Si perferoó.foldatiChriftiani, & il Sergente maggiore del Reggimento Mansfeldt: efù da Turchi prefo per fpione Giacomo Sergente del Refidente Cefàreo tentando entrar* in Città, Li 17. a buon’ hora fulminò la Città con ^Artiglieria, e que’ di fuori corrifpofero con pochi tiri : la fera fù nuouo combatto alle paliza- te: ma con le prenominate falci imprefsero nell! Barbari tanto hor- rore, che vedendoli alcuni di loro tagliati a mezzo il corpò, fiafien- nero davlterior"attacco ,, e recarono feriti il Carà Mehemet Bafcià di Mefopotamia alla cofcia, e Gebegì Pafsì ( capo della munitione ) alla mano, con gran perdita d’altri Tarchi ; da’ quali fù fepolto auan- ti il fuo Padiglione il predettoKehaja del GranVifire Kftefsa fera per la ferita il giorno antecedente hauuta. Pafsò il mercordì fèguente'corc poche nouità, fentendofi anche poco da ogni parte il Canone, fi gettarono alcune granate dopòvnafcrtita, che non fu rimarcabile per verun’accidente , folo che il Co: Sirmaij ribelle Vngaro venne da Pofsonia a ricercare aiuto al Gran Vifire per il TeKelij contro li Te- defchL Li 29. gettò l’Inimico dentro la Città certe balle di corda atte ad attaccare fuoco, ma non fecero lode al Cielo danno , riguardo alle preuentioni de’ legnami lèu'ati' da’ tetti delle cafe , e da tutti i luochi,, dou’eranOr Vn’huomofpeditoaS. A.daf Generale Co: di Starem- berg fù prefo dall’inimico ,* & a vifia della Città impalato,' rimandando dentro convna frecciale lettere, che quello portaùa, & vna in carattere Turco piena di minacele, e che ogni foccòrfo affettato farebbe fiato vano riguardo alle fue poderofe forze. Vedo la fera fù dato fuoco ad’vna mina alla contrafcarpa di Corte a' man dritta, io. de’nofiri reftarono, 6 . Turchi furono prefi, epiù di 30: morti, a quel, li 6. fi trouo molto danaro. 11 Generale Staremberg mentre fi portò a riuederelipofii, fa leggiermente colpito in-vna ! mano da picciola fcheggia fatta volare da vncolpo di bomba invn traue. E notabile, che ogni volta vfciua S. E. a qualche pofio grandinauano le molchet- tatc, volauano bombe, fulminauail Canone , e pioueuano treccie ma pure eoa tutta intrepidezza vifitaua i luochi più pericolofi, & acu- diua ir diuaa’bifogni tutti, ma quanto più di ferite," e vigilie bà prouato J tanto maggiori glorie fe li deuono per la fuafolicitudinein quelli pericoli , mentre con il fuo fpiritofo, e prudente comando confolaua tutti li attediati, & ordine militare. Li 30. dettoti fparfero in Città varie nouità di TeKelij battuto, anitre cofe, ma non occorfe altro, che fpari di canone verfo la corte nona doue molto berfagliaua con pezzi or dinari j, e con li maggiori batteua ilBaloardoGebel, fòpra di cui è vn caualiere afsai rileuato , dal quale fi sbarraua continuamente in corrifpondenza da’noflri, come pure dalla cortina, & Baloardo di corte. La fera fece volare vna mina lini unico, ma lènza effètto, all’incontro fattafi volare vna da’nollri notabilm ente lo danneggiò, minando inoltre vn buon fpa- tio de’loro lauori fuori della contrafcarpa, caderonoin Città moltifi Lime bombe, che fecero danno a pochi, e folo a quelli, che non fape- uano fchermirfi. Sabbato vltimo Luglio al folito fparò il canone dalle mura, e l’inimico corrifpondeua con pochi tiri,fi come già alcuni giorni faceua con merauiglia delli affèdiati, la fera verfo le 7. fece andare vn fornello con nifsun profitto, tentò lafettima volta l’ingreffò nella palizata, ma va- Jorofàmente riceuuto con non poca perdita fece la ritirata > L’Eunuco (òpradetto mandato al Primo Vifire dal Gran Signore fù rifpedito a Belgrado. Primod’AgofloilCo: Taun Tenente colonello della Città nel ritorno dalla vii ita di certo poffo, dou’era flato qualche incontro con liBarbari, calcato da cauallo fi ruppe vna gamba, che sboccato correndo s’inuilupò in certe rotture della firada. Quei di fuori canonaua- nocon gran frequenza mandando ad’vn tempo flefso bombe in quantità , vna delle quali caduta nell’Arfenale vicino a 8000. bombe, vna di quelle fi accefe, miracolo può dirfi, che non feguifse alcun danno , nè dafse fuoco anco a tooo. granate in circa, nè offèndefse 150. lauoran- ti, che poco difcolto trauagliauano, intanto andauanfiapprefsando noue batterie dall’inimico. Keflò ferito il Gebegilar Kihaiafi Vice Generale della munitione. Li 1. occorfe zuffa molto fànguinofa con guadagno di parte di con* trafcarpa alla punta verfo il Baloardo di corte, facendofi pur fieramente fèntiref Artiglieria, e le bombe, il comandante Generale, erano in. difpoftidelmalediflufso^efuoFigliuolo ancora, quella infermità af. fligeua molto la Città. Li Turchi procurarono la notte dilatarli nelpof- fefso del fudetto acquiflo, l’adito fù permefso, ma poi con tanto ardore ' « . 1 1 re furono affaldi da tré parti, che fi videro li primi coitati a ritirar- fi. PafsòilTartarhano verfo Clofternaiburgo con ordine-del Gran Vifire di porre infieme con li Vallachi marchiati colà certe zatte ad 1 oggetto di farui pattare fopra alcuni migliaia di Turchi per battere li noftri, ch'erano alla guardia de i ponti per impedire il rifabricarli all’inimico, ma fattene al numero di i u poi le tralafciarono come colà non riufcibile. Il giorno feguente non vi fù cola di momento fuori di vna fortita fatta da’ noflri caualli con alcuni becari perbufcare boui, come gli riufcì, conducendone circa 50. dentro, doue la carne fipagaua 8. grotti la lira, mancaua pane bianco, vn’ouo frefco fù pagato mezzo fiorino, vn Gallo d’india fette fiorini, e mezzo. Si vidde ftac- carfivn grotto de 1 Turchi, & marchiare verfo Vngheria, varij giudici j fi formauano in Vienna per quella marchia, lufingandofi chi con fperanze di foccorib iftradata, chi di altri diflègni, altri di timore , in fomma ogni vno formaua giuditi j , ma tutti incerti. Di notte tempo replicarono con vn fornello l’aflalto alla palizata dirimpet- toilRiuellino di corte, corriipofèrocon altri due le noflre genti, fuccettfe poi terribile contrailo con mortalità d’ambe le parti, minore de* Chriltiani però, da’ quali morì il fecondo Tenente Colonello, &vnfuo Fratello Capitanio del Reggimento Starmberg, e de’Turchi Huilaim Bafsà di Damaico battuto da vn pezzo grotto di terra alzato dalla mina fù non leggiermente offefo. Alli 4. penetrò in Città vn Metto fpedito dal Duca di Lorena, au- uifando, che fi auuicinaua il foccorib, con altre particolarità non diuulgate. Vedendoli leuare li padiglioni da’Turchiin Leopold- llatt, fi perfuafèro molti, che volelsero partire, ò incontrar* il no- llro foccorib, ma poi fi ièppe che marcniauano verfo li Ponti, del Danubio grande, doue voleuano terminare vn ponte già cominciato : Ma gli fù contefo Fauuanzarlo dal Co. Archinito, che colà con vn corpo d’infanteria llauaper opporfi dall’altra riua ad ogni tenta- tiuo di quelli Barbari, come valorolàmente doppo varij contraili, e Zuffe glielo conteiè, hauendone con laiua gente gran numaro disfatti, &vccifi, affìllendoui anco PHeisler Colonello de* Dragoni foldatodi fortuna, e valore nelle partite: Si cominciò da tutti i Co- lonelli in Vienna a batter catta, ad’ogni vno che fi arrolaua fi dauano 3.talleri, el’habito, ma pochi foldati s’acquillarono. Il Generale commendante fece publicare, chealfuono del campanone di S.Steffàno tutti, e niun’eccettuatodouefse andar sù le mura, & erano *4 no deputati commififarij per vifitar Iecafe informandoti delle perfo*’ ne non impiegate, e loro conditione a fine di cofiringerli a prender PArmi: alle 7. della fera fuentò vn’altra mina, che non facendo effèt- to.il Turco non fece altra moffa. Li f.crefciuto il numero degli infermi, e feriti, de’ quali moriua la maggior parte, come anco de* poueri, e foldati, fi fcauò auanti la cafa del Prencipe d’Aurfperg vna profondiflìma, e larghiiììmafof fa per gettarui dentro li morti, con ordine anco di leuar li caualli crepati per le firade di tempo in tempo, riguardo al fetore, & è opinione che nella medefima fuccefiìuamente fi fodero buttati Ornila corpi. Continuò il refio del giorno fenzacofadi momento, fuor di qualche fcaramuccia alle palizate, doue fi tentaua d’impedire i ìauo- ri al nemico, mediante all'Armi, fpari, e bombe da ogni parte, come anco da Leopoldfiatt, piantate sù le riue del Danubio più batte- rie, meditaua egli all’incontro diuerdre, e trauagliare le afsediate militie, efsendogli capitate l’iitefso giorno per rinforzo cinque od- de, ò c ompagnie di Gianizzari da Babilonia. Venerdì dalla Porta de’Scozzefi forti buon numero de’Borghefi; fiero fù il principio, e generofo l’incontro col nemico : ma nella fine con poco vantaggio quelli lì ritirarono: Dall’altra porta dell’Vnghe- ria fecero parimente li Scolari vna fortita, ma non oprarono colà di rimarco : anzi ne rimafero tra’ primi, e fecondi prigioni al numero di cinque. Pafsò il giorno col fracafso dell’Artiglieria, ma meno frequente: La notte però lòtto le io. fecero li Turchi volar vn fornello, cheaprìlacontrofcarpa, dirimpetto al Riuellino della corte :feguì poi fubitol’afiàlto, & vna mifchia molto fànguinofa con li nofiri che lòrtirono: vi morì ilCo.Leslie Tenente colonello del Reggimento Mansfeldt. 11 Co: Cleandro di Prata Furiano caualiere ardito, e bra- uo Tenente nel Reggimento Schaftèmberg con ftraordinario valore hauendofatta vccifione di varijTurchi,chepiegauano,tirò vn rinforzo ben grofso di quelli che corfero comandati a fofienere li primi , onde colpito di mofehettata regifirò con il fuo fangue, e morte degna memoria di vita. Et altri inferiori officiali con molti foldati, perdita però maggiore degli Ottomanni, li quali impadronitifi di detta controfearpa, cominciarono col beneficio della notte lauora- re fotterraneamente con tutta diligenza. Li 7. Il colonello Baron Heifier che con le fue 5, compagnie era andato a mutar la Guardia al Baloardo della corte, refiò ferito di freccia , cadutagli sù la tefia in fcanfo : fe la cauò fuori intrepidamente da fe fo- fè fole , e volfe vedere li fuoi foldati a* porti prima di farfi medicare : In quertogiorno molti curiofi, che vollero montar sù li Bartioni, reftarono ò feriti , ò morti, come in occafioni dell’afsedio più volte era auuenuto, mentre il nemico trà le bombe, e canonate era folito a gettar gran quantità di faffi a dannode’ difenfori, che da quella forte di temperta non fi trouauanoficuri in* parte alcuna j hauendo non ortante il gran combattimento per tutta la notte vfàto, fatto (altare (doppo altra di giorno) vnamina, che rouinò buona parte delle vicine palizate. Alli 8. era capitato al campo Turchefco rinternuntio Celàreo Co.Capraranellafabricanuoua ( vulgo Naighepai ) accompagnato da Murtafà Bafcià d’ErfcheK:; Intanto lòtto la Città replicatefi fu- riofc zuffe dall’inimico, al quale fi contendeuarauuanzarfi ne’lauo- ri con fuochi artificiali vicendeuolmentevlati, da ogni parte fi face- ua fcntire Y Artiglieria, & efsendo li Turchi al Riuelino auanti alla cortina della corte, dentrod’efsofu cominciato vn taglio, e riparo con palificata permaggioredifefa , calò che con la mina s’fiauefse diroccata la punta. Si publicò Proclama con Tariffa delle vettouaglie vendute da Mercanti , perche erano esorbitanti li prezzi, ma poco fu olseruata\ Lunedì il Turco profèguì il trauaglio per guadagnare il Riuelino >> fi affàtticauano li nortri co’l canone, & altri ingegni militari d’impedir’ ò differire la perfezione del l’opera sì di giorno che di notte y a fa- uore dello feuro portò gran quantità di falcine il nemico, per ageuo- larfiil dilsegno y dilatolfi il porto con fornelli nella controlcarpa, fermando piede in querto mentre minaua'fiotto il Riuelino , già del quale gettauanfi granate, legni impegolati, pietre, & altre cofe fimi- li . Tra quelle offèfe, e difefe riulcì a’ Turchi a prender due Tedefchi viui, che portarono in faccia al Gran Vifire’ per eliminarli, e partì l’iftefso giorno il lòpradetto InternuncioCelareo dal campo alla volta di Tulla, feortato fin a villa di quella Città daimentouato Bafcià d’ErfcheK ✓ Alli i o. detto alle $ . fiore doppo mezzo' dì fecero li Turchi volare' vriàmina airertremità del Riuelino, intraprefero fafsalto, ma inutilmente, ’trauagliati in fianco notabilmente dall’Artiglieria della Città: alleò, hore fortirono in due parti circa 300. huominiper disfere i lauori degli aggreSori,' che in buona parte gli fuccefse dì roui- nàre, con perdita di 16. de’nortri, epiùdi 25. Turchfi Vn’Officiale Gianizzaro- fece prodezze, ammazzo tre Chrirtiani,. difendendoli i6 brauamenfe conlafciablainmano, e con lo feudo :fù condotto prigione, e carico di ferite coni legnato al Generale di Starmberg, che lo fece medicare dal cirugico. Si potè prigione vn ragazzo, che por- taua lettere nel campo Ottomanno : mai coftui volle confessare da chi le hauefle riceuute, folo diife che non conofceua chi glie P hauef- fe date, e che le portaua per procacciai il viuere : In tanto s’auuan- zaua con ftrade coperte nella foffe anco verfo la punta del gran Bacione della corte, e verfo quello del Lebel, e di quando in quando anco in quelle parti fuccedeuano degl’incontri, ma il calore maggiore ftaua rìell’imprefe del Riuelino, dal quale intendeuano li no- itri foacc\ar’ affetto gl’infede(i, e quelli all’incontro maggiormente fi oftinauano a manteneruifi. Sitrouòinquefiotempo perfòna per portar lettere al Duca di Lorena, e tornar con la rifpofia. Era quello vn Mercante Radiano, fu interprete della compagnia a Belgrado, Polacco di natione, chiamato Giorgio Francefco KolfchitzKy, chen’vfcì col fuo fornitore, e ritornò col medefimo felicemente in Città. Gliconuennepafferper mezzo il campo ottomanno verfo le vigne, e montagne di Calenberg : progredìua egli cantando in lingua Turca, per fchiuare il fofpetto, & incontratofi in vn Bafoià fu accolto al fuoPadiglione, trattato di caffè, e configliato alla cau- teladavfere per la vicinanza de J Chriftiani; doppo hauergli dato rifpofte accurate a* più interrogatori jdoueandaffe,& a che cofi fare? fcefealDanubiofuperatoildettomonte,efùpocolontano da Clofierneoburg non fenza rifchio di vita riconofciuto da' Chriftiani traghettato all'altra parte del fiume, doue prefentò le lettere al Duca , dal quale fu regalato di cento Ongari, e d’altrettanti dal Generale di Starmberg nel ritorno , che gli riufcì fortunato tra’più euidenti pericoli. A quefla fpeditione cooperò fi come in tutte le occorrenze di quell’affèdiodimoftrò il fuo zelo, & applicationealfeiuitio di S. M. C. ) Il caualliere Francefco Mefgnien de Meninsxy cordigliere, e fopremo Interprete delle lingue Orientali, fuggerendo il modo d’etequir lemiflìoni fatte ,e li foggetti, che gli pareuano a propo- fito. Alli 11. buttarono li Turchi due fornelli con poco effetto, e per et teril Gebegì Baici Generale della munitione huomo vecchio, e ferito nellla mano, il g. Vifire lo cambiò, e mefse al fuo luogo il Siaùs Agà Generale della caualleria cognato dei morto G. Vifire Chiupe- ruluglù, & invece di quello POmer Agà con vn’Agà delG.vifire,e fuo parente, & ilHafsan Agàdinatione Francete, che per auanti era 17 era Hafinedaro(Teforiero) del Gran Vifire , fh fatto KapucilarKi- hajasì, cioèMarefciallo della corte del medefimo fuori di quelle mutationi feguite nel campo Ottomanno non pafsò attione di ri- lieuo Stirarono rare Canonated’ambe le parti, e l’ifteflò fù delle» Bombe, e Granate. Venne in Città vno ch’era Rato fatto fchiauo da Turchi, auuifàndo efièr ordine del Gran Vifire di canonare le Torri più frequentemente di quello s’era fatto per lo paffato, come feguì. Il Co: di Thaun vfcì, rifanato dalla fua caduta, e riartunfè co’l folito femore, e coraggio li fuoi impieghi. Giouedì fi adoprò dal canto nortro, molto l’Artiglieria con cariacele, poco fù ri/porto di fuori. Si gettarono molte bombe contro il nemico Granate, e fuochi artificiati quali di continuo, per impedirgli i lauori ; corrifpondeua anco il Turco , ma caminaua tanto coperto, che poco fi confeguiua il bramato intento. Il doppo pran- fò egli diede fuoco a due mine (òtto la punta del Riuellino ; fece poca apertura, tuttauia pafsò all’artàlto : per due hore fi copnbattè: alla fine cefsè l’inimico, non fenza danno vicendeuole, efsen&Jpe rimarti^ feriti cento de’ nortri,ma numero maggiore degli afsalitori* Lerouine furono torto riparate, e tornò querto giorno l’ifuf Chiaùs dall’Internuncio Caprara, auuifandoalcampo hauerlo accompagnato lima virta di Tullen,doue forte entrato, e riceuuto da' nortri. 11 giorno fèguente parto con li fòliti trauagli de’lauori fotterranei : ÀI tardi fòrtirono li nortri nella forta verfo il Bartione del Lebel, e rouinarono qualche parte degli approcci, portando dentro molti Tacchi di lana, de’quali il Turco fi feruiua per parapetto : Alle 8. hore diede fuoco ad vna mina fotto il Riuellino, per diroccar’altra parte del medefimo fiata antecedentemente riparata, e fi preparò all’assalto : ma riufeita con effètto contrario a danno fuo, non fece altro tentatiuo. Alli i Scapparono dal campo in Città ó.Chrirtiani, che nelle prime confufioni erano flati fatti fchiaui da Tartari : Tuonò incefsante- mente sì di giorno, che di notte il canone,qual non ortante profeguì nel profondare, & auuanzare il Turco i fuoi lauori. La mattina lèguente feda dell’Adonta fi pratticò ogni fòrte d’ingegni militari ad oggetto di rouinare le caue fotterranee , per cui mezzo fi vedeua puramente rifoluto il nemico d’auuanzarfi : La fera datafi vn’all’arma da’nortri finalmente fi lanciarono addofso con attaccare fiera mifchia, ruinando frà tanto vn’altra partita gli approcci : morirono molti Turchi, danneggiati anco da B gra^ i8 granatieri, e fi terminò vn taglio , per hauerfi già alloggiato nella radice delle rouine del Riuellino il nemico. Lii6. Agorto fi viddealla contrafcarpa vna batteria di $. pezzi a berfagliare in fianco finirtro il Lebel, e rouinar alcuni Palazzi contigui, mareftòalla fine disfatta dall’Artiglieria della Città. Alle 4. doppo mezzo dì fortiti gli Alemanni condotti dal Co: Scherffènberg attaccarono li nemici alla faccia di detto Baloardo, liobligarono alla ritirata con riportar tré tede, & appianarono nella fòlla gli approcci, con fuccefiò altrettanto profpero a* noftri, quanto dannofoa’ barbari. Alle otto di fera diedero li Alemanni fuoco al lato del Riuellino, doue il nemico ne’ giorni precedenti s* era impadronito con tal frutto, che lo sforzarono a cederlo. Ritentò egliriacquiftar il pofsefso de’fopra detti approcci appianati nella folfa, ferpendo nelle caue, e cuoprendofi con falcine, e facchi di lana , ma doppo mezz’ hora di combattimento gli corninone voltar fpalle, abbandonare Pimprefa, e ritirarfi ne’porti df«rano vfciti. La notte fu gran pioggia fin’ hora non hauuta, e non tuccefiè altro. Alli 17. Si prefero due fòldati, che del Reggimento Bek vole- uano pafsaral campo Ottomanno : furonoconrtituiti, ma non fi cauòcofa precifi circa la loro intentione, fè non che come pa~ lefi defòrtori hebberola fentenza della forca. S’intefè il ritorno del fopradetto mefso con lettere del Duca di Lorena, e fperanza di E rerto foccorfo, come anco delTeKelij fcacciatoda Pofsonio, e attuto con molta rtrage de’ ribelli, e di Alì Bafcià, che gli haueua portato valido foccorfo, efscndoui oltre tutto il bagaglio, e quattro mila carri, periti in quel conflitto circa cinque mila trà Turchi, e Ribelli, fàluatofèneil rerto con vergognofidìma fuga, douefin- golarmente fece fpiccare il Duca di Lorena le parti di prudente condottiere, e di rifoluto, e valorofò Capitanio, & il Prencipe Luigi di Baden fegnalò fingolarmenteil fuo ardire, e valore. La mattina fuccefse vna fortita nella fofsa con nortro confiderabile vantaggio : ma accorrendoui folto battaglione de’ Turchi da più contorni, fi giudicò necefsaria la ritirata. La fera con alcune racchette dalla Torre di S. Steffànofi diede fegno della riceuuta accennata delle lettere del Duca, allora l’inimico replicaua per rabbia tiri dicanone contro detta Torre, e poi dato fuoco ad vn fornello al lato del Riuellino fcofso, tentò Pafsalto, refpinto però vigorofàmen- te da’ difenfori. Mer- 19 Mercordì feguì nuouamente vna vigorofa fortita de’noftri Ca* ualleggieri, a piedi però, condotti dal Tuo Colonello Dupigni. La caufa fu che per altra precedente fattafi a fine di (cacciare li Turchi dall'antro prima occupato nelle rouine del Riuellino, malamente riufcita, quelli ardifsero con replicar altra mina aprirli lo fpatio con tal fuccelso, che allargata la rouina fi dafsero a feroce alsalto* Vi s’oppofè il Conte Scherdènberg, ecombattutofi con pari ardire , caddè il fopradetto Dupigni trasportato dal coraggio fu’l primo incontro : vi rertò vn Capitanio , vnTenente con 40. Gregarij. Sforzarono li Turchi l’afsalto, e già v’haueuano piantate otto Bandiere, quando auuanzatofi il detto Colonello Co: di Scherrtènberg * congran calore vrtò li nemici, glileuò due Inlègne, e li neceffitò con perdita di 400. alla ritirata* Nell’irtefso tempo alcuni volon- tarij vfciti in partita, portarono in Città 36* Boui, e due Bufiòli, •Atti 19. aduehore di Sole fecero volar li nortri vna mina pef sloggiare il nemico dalla parte del Riuellino, da loro occupata^ Allora fìoccauanole mofchettate, come anco! 5 Artiglieria reciprocamente fulminaua* II Co: diStarmberg rilanatofi dalla ferita, e dilènteria benché debole, confolò tutticon la fua prudenza, e con la folita fua intrepidezza d’animo volfe vifitar li porti, per porre le proprie ordinanze, non temendo qualfifia pericolo, mentre al confueto pioueua- no freccie, e lì moltiplicauano i tiri del Canone inimico : Vna balla palpatagli vicina, atterrò due officiali che gli affirteuano. La notte fi attefe con vigilanza per impedir'vna batteria, che ciò non oftante fi vidde rileuata il Venerdì, porta vicino alla controfcarpa in faccia alla punta del Riuellino, che teneua l’inimico, e quella fiancheggiaua ilBaftione delLebel: corrifpondeuano li nortri con berfagliar detta Batteria, che pure tre giorni auanti gli fu guadata, II rerto della notte palsò con granate, e di qualche tiro di Canone, c làfsate. Alli 20. doppohauerfi con Canoni groftì da jo. battuta incelsan- temente sì l’antedetta, come vn’altra Batteria de‘Turchi di $. pezzi V vna, piantate negli approcci, non fuccefsefuor di quelli rtrepiti vi- cendeuolmente viàti altra colà notabile. Fii però Ipedito con lettere della Generalità fuori della Città su le dieci hore della notte il feruito- re di quel Raffilano, come di lòpra fi accennò, già vna volta vfcitov c felice mente tornato col Prencipe.-fuggeritocortui da altra pedana > e non cialMininichifu^ Ma quello non olseruò li termini B 2 douuti 20 domiti della legge,e fede, hauendo come poi fi Teppe, portato a drit- tura le lettere al Gran Vifire in molto pregiudicio degli afiediati, mentre quello ricauatone il contenuto, lo mandaua negli approcci ; per inanimire li Gianizzari, e diuulgare,che la Città fi trouaua già negli eltremi, e che folamente afpettaua la Tua faluezza dalfòccorfo&c. Era pure venuto quello giorno al Gran Vifire Thoma Nadafti (eh’ era flato in Turchia col Co: Caprara) dalla parte del TeKelijin compagnia del Drafcouitz,& il Refidente della Polonia Co: Profky heb- be lettere al campo da quella corte. Allixf. mattina, alcuni Borghefi flati in aguato alla controfcarpa della Porta d’Vngheria condufiero vn Turco di 16. anni con 2. ca- ’ ualii, e perche fuggiuano di quando in quando alcuni al campo inimico, ordinò il Commandante della Piazza alle Guardie di non la- * ■fciarvfcir’alcuno (òtto pena della forca, fuorché la gente commandata alle fortite. Da vn Chriftiano già fchiauo rifuggitoli in Città, s’hebbe auuifò grato che il Colonello de’ Dragoni Heisler hauefse battuto vn grofso di Turchi foraggieri, prefi alquanti viui, moltiffi- mi cameli, con altra preda. Intanto perdendofiafsai lòldatifu 1 Ri- uellino di corte.fi cominciò vn picciolo taglio con palificata, e per talcaufa la notte pafsò a furia di granate da mano d’ogni parte, hauendo anco i Turchi verfo il Lebel dato fuoco in diuerfi tempi a due fornelli, ma lènza riportarne vantaggio. Il giorno feguente principiò con sbarri continui dell’Artiglieria noflra contro i ripari, e le bau terie nemiche, e quelle rifpondeuano alle medefime. Intanto diedero li noftri fuoco ad vna mina alla punta del Riuellino per fconuol- gere,e confondere le opere del nemico, cheiuifotto alloggiarle riu- fcìcon tal’effètto, che coprì gran parte de’ loro lauori, con fepelire più Turchi, quali a viua forza fi procuraua tettarli dagli altriconcor- fiui in gran numero. Efsendofinella Città cumulata gran quantità dammalati, e feriti, furono ripartiti per li conuenti, a fine gli fofse vfata carità, & alfiftenza. Crefceua pure il male della difènteria ,e ne moriua d ogni forte dì perfòne sì nobili, che plebee, efoldati. Il Generale Capliersrifanato, riafsunfeco’i folitoferuore la fuaCarica. La notte feguì piùd’vnaattione per ii guadagno del Riuellino : li noflri sforzarono impedirlo al nemico; quello fece le vltime proue per acqui ltarfelo:fi giuocò con fuochi d’artificio,& elsendo cuoperto l'illef fò,finìil combattimento tra’dannivicendeuoli.E venuto quello giorno al campo l’Abbaffij Prencipe di Tranfiluania co'l fuoEfsercito d’in circa 2. mila huomini s’abboccò co’l G. Vifire, (Gufandoli hauer la- 1 21 lafciata la maggior parte di fua gente indietro a Giauarino apprefiò il Batcià di Buda : fu accompagnato dalli Deli del Gran Vifire, e da io. Chiauffi, dalPrencipe di Valacchia, e Chiaus Baisi, e Silichtar’ Agì ( cioè Generale della Caualleria) fràquefii due andaua il Abbafiy, precedendo a tutti quanti l’Halas Baici, e Subasì ( capo de’ sbirri ) con tutta la fua compagnia. Arriuato con quefia comitiua al Padiglione del Gran Vifire, gli fece la confueta riuerenza. Fù fatto federe, e trattato al pari degli Ambafciatori, riceuette l’honore del Cafièè, ed folito d’vn Cafftano fodrato di zibellino che gli fùmelso addolso. Altri io. cafFtani furono diftribuiti poi per legno di fiima tra li piu principali del fuolèguito. Ritiratoli l’Abbafiy al fuo Padiglione, fù introdotto alfvdienza del Primo Vifire il Conte Drafcouitz cod lòpra nominato Co: Na- dafii, fupplicando la Protezione della Porta Ottomanna, e la fi- curezza de’ fuoi beni. S’ofseruò nel campo allora, che li Tede/chi fi erano ritirati dalli ponti del Danubio per hauer prelèntitoche li Turchi con li Ribelli, e Tartari veniuano dalla parte di Pofsonio per combatterli. E venne dal nofiro Refidente l’Vngharo chiamato StoK lòldato del Colonello Ricciardi con qualche auuifodeirArmata Chrifiiana. Frà tanto vedendofi che il nemico più che mai di notte tempo profèguiua gli approcci alle fofse, fi prefe Pefpedientedi gettarui dentro molta farragine di vafi, e legna impegolate , & acconcie con folfore per farle arder all’ofcuro. Da che Icuoper- to il fuo andamento, fchiuato il fuoco, girò a’ lati il lauo- ro, impedito molto con tal mezzo negli auuanzi premeditati. A Ili 23. auanti le otto della mattina entrato il nemico per maggior fparagno della fila gente, con Galeria cuoperta nel fot lo, e quindi al piede del Riuellino più volte uguagliato, vi fuentò nuouo fornello , occupandone la terza parte. Li nofiri difefèro coraggiofamente il refio con ripari, e tagliate, fecero gl’italiani nella Chiefa di San Michele li funerali a’morti in quello afièdio conMefla folenne cantata, & elemofìne, e denaro raccolto dalla pietà di quelli della natione. A quefia opera hà contribuito con diligenza quefia Natione.BeniaminoLanaCaualliere Bre- (ciano trouatofi in quefia difelà come volontario, hà pur dato in varie occafioni faggio di valor e,e coraggio, ponendoli a più rifchi j con ammirata intrepidezza. Ritornò ilmelsogià prima (pedito al Duca di Lorena con lettere diquefio in Città, che afiicurauano potentifiimo foccorfo della B 3 Po- Polonia, e dell’Imperio hormai porto in effettiua marchia. Il rerto del giorno fù di gran fhoco, mentre rinimico follecitamente lauto- i raua coperto nella fofsa, e da* nortri con mofchettaria, granate, falci , fuochi artificiati, & fu di continuo contrattato trà 11 due Baloar- di, e cortina di corte, artìrtendoui indefefsamentej e vifitando li porti il Co: di Starmberg con incoraggire ogn’vno alla refirtenza & oflfelà, mediante gli ordini propri), e pedonai impiego, di tanto ■* buon’efsempio, e necefsario in sì prefsanti vrgenze. La notte fi diede fegnodell’arriuo del fopradetto Nuntio con racchette dalla Torre di S. Stellano. Si procurò faluare il predetto StoK apprefso il Prencipe Valacco, per euitar’ il rifchio, che non venifse {coperto, e prefo da* Turchi. Tornò pure il Co: Draficouitz fopranominato col Co: Nadafti al Texely, e furono commandati li Valacchi per rifare li ponti fopra il Danubio grande, che li Tedefchi abbruciarono nella mentouataloro ritirata. Affi 14 non potendofi incontrare le mine mimiche, fotto li Ba- ftioni fiidetti venne praticata diligenza anco nelle cantine, vicine al Lebel, e Baftione di corte rtata commefsa a’Trabanti Cefàrei, per attentamente ofseruare, e riferir’ ogni accidente. Nel campo afse- diante penetrò l’auuifo, che nell’auuanzar li Tartari da Polònio con grofso corpo di militie Ottomanne haueisero abbruggiati più villaggi del Danubio fin» a Pilèndorff; & incontrati con pronta rifolu- tione dalDucadiLorcna(chesùgrinditij de’fuochi, e per l’auuifo hauuto s’era porto in fubita marchia; ) furono doppo mezzo dì rotti, e disfatti non ortante vigorolà, e dilperata relirtenza , mentre con temerario ardire s’erano lanciati quali dentro nel mezzo de* fquadroni,erefpinticon tanto macello, che prefa vergognolà fuga , perfeguitati continuamente da’ nortri, non trouando altro lcampo, fi gettarono la maggior parte auuanzata nel Danubio, doue fi fono annegati co'l loro Generale Chior Halsan Bafcià d’A- gria( per altro Capi tanfo molto accreditato tra loro) e la fortuna laluò il folo Ibrahim Bafcià di Varat con pochi Turchi, che fidati alla brauura de’ fuoi Caualli pacarono all’altra riua. Ma li Tartari co’l Figliuolo del Tartarhano drizzarono la fuga verfo Polònio, {guazzando il fiume Moraua ( ò Murca ) che diuide l’Aurtria dall’Vnghe- ria. Sù la fera Tinimico rabbiofamente attaccò il Riuellino per totalmente impadronirlène; fotto il quale da’nortri poco prima era rtata fcuoperta, & incontrata vna mina con l’aborto degl’inftro- menti onde ributtato valorofamente portarono li nortri tré Tefte de* Tur- Turchi che pofero in luogo eminente alla vitta loro. Li 2,5. fecero a’nottri molto danno li tàlli gettati dentro cori mot- tari . Al Lebel fu il calor maggiore feguì vna fortita ordinata dal Co:Sereni, pottpotta la confideratione di qualfifia pericolo volte condurre la gerite con plaufibile coraggio il Prencipedi Vvirtenberg che riportò vna ferita ( contrategnd del fud valore ) vi accorfe anco il Co: Sere ni, e poco lontano vfcì per diuertire con altra mario di foldati il Co:Souches, perche li Turchi a folte tchiere calauano nella fofsa per mantener ui li pòdi : fu tàrigninòtà la mifehia , é vi morirono 200. Alemanni in circa, e tre officiali,molto più Turchi però, che cefsero alla fine, egliconiterine veder molte delle cane loro appianate , E così pafsò la giornata, non fenza fuoco, anco alla parte della Porta rotsa, e trauagliodi due fornelli fottovna parte del Riueli- no( per cui mezzo fu incontrata vna mina inimica ) fatti ad oggetto di dargli fuoco allora che il Turco vi fi fotse alloggiato fopra. La notte fù quieta, ma il giorno tegnente alti 6 . della mattina con vna mina rouinò il parapetto fatto vltimaméntè da’ nottri dipaliza- te al taglio del Rjuelino : fuccefse f afsaltomariufcì inutile per il valore degli Alemanni, che intrepidi adefeempio de’ loro Officiali ac- correuanodoue era il bifogno con fingolar prontezza, & ardimento . Alla fera replicò l'attacco il nemico, ma come prima fu animo- fa mente con fuo danno refpinto. Vn tiro di Artigleria sud Baloardo di corte leuò a p foldati la tetta . V enerdì feguì a buon’hora fiera zuffa, fortiti prima' 3 oò. de’nottri allafofsa delBaffonedi corte,fpalleggiati da 30.foldati del defdnfo nominato Dupigni, ouemorirono molti d’ambe le patti, & Vn principal Turco , per leuare il cui cadauere, con ftirpettdo ardire combatterono li nemici. Fu dittrutto buon fpatio di loro lauori. La fera volarono due mine, iVna al Baloardo di corte, l’altra al Ri- uelino : dall’atsalfodel primo fu ben pretto relpinto il furore degli afsalitori : Il fecondo contratto cottò piufangueal nemico per la virtù del Co: di Scherffènberg. R idrati fi li Turchi, fulminò il canone ,con bombe, granate, e tempettedi taffi, perche fi vedeua am- maffàrfi molta gente nelle loro fofse lòtto terra, oue ttauano come- li topi, tanagliando tèmpre alla coperta per auuanzar gli attacchi a’ Baloardi, conquali anco andauano ftringendo ilRiuellino. Furono appiccati due foldati fuggitiui, mentre fi combatterla nella forma, e decapitato quel ragazzo come fopra fi difse fcuoperto hauer portato lettere al campo afsediante, dal quale con fccreta intellL B 4 genza 24 '* genza de’ nofiri, e fiato (pedito il fòpranominato StoK all’altra parte de’ ponti per recare certi auuifi al Sig. Duca di Lorena, e dalia Torre di S.StefFano a notte ofcura fu con molte racchette dato fegno al medefimo della necefTità di pronto foccorfo. Alli 28. non ofiante gran pioggia , approcciò forte il nemico, e fi fiendeua verfo il Baloardo di corte, ben coperto di traili, con Brade profonde. La (èra turbatofi nuouamente il Cielo, fi replicarono li foliti fegni delle racchette dalla motiuata Torre per accennare il bifògno degli afièdiati, quali Ballano in continuo all’arme, fili dubio di qualche improuifo affalto, fcorrendo da per tutto il Commendante, per incoraggire,& ordinare le più proprie difefe, e ripari . Intanto di là del Danubio ripigliarono li noBri ( doppo l’auui- fata (confitta data a’ Turchi) li primieri poBi, perloche fuggirono li Turchi dal Ponte del gran Danubio, che come fi difiè, procura- uanorifabricarecon la gente del Prencipe di Valacchia, ritirandoti più indietro fin’allVltimo ramo de 5 ponti piccioli da loro più ri- mefso. Li 29.doppo molti tiri di fàfiì, e pochi d* Artiglieria, sboccò la mattina vna mina alla parte già più volte diroccata, & abbattuta del Riuellino, efuccefiàvafiarouina faccette gran contrafio, e fortiro- no 200. prefidiarij, viauuanzò il Nemico, con piantar’infegne * re- Bòa 1 nofiri poco ridotto pervltima ritirata fortificata di palizate, li quali procurando tenerne lontano il Turco, e fpianar la Terra, e quefioamanteneruifi, e dilatarli di fotto, diede a mezzo dì fuoco ad altra mina fabricata all’efiremità della fofià per dilatar le gallerie , che hormai con ficurezza poteua numerofàmente entrarui per dar l’afialto.Inquefia iniportantitfi; na fattione fi fegnalò il Co:Ora- tio Secco Nobile Padouano Tenente nel Reggimento Souches,che feruì l’Augufiifs.Imperatrice Eleonora comePaggio.Quefio valoro- foCaualiere ancor fàfciata la tefia per vnagraue ferita di freccia prima rileuata in tem po,che femiuiuo fi atlrouaua fino alla gola fèpolto in vna mina, e ferito in vna gamba da bomba volfe tra 5 primi fortire, e tempre maggiormente intrepido combattendo doue appariua piu efièntialeil bifogno, e più notabile il pericolo, doppo hauerdate le vltimeproued’vn’inuitto valore, ecorraggioad imitatione delli fuoi illufiri Antenati cadè finalmente in età di diciotto anni di mof- chettata nel petto, e pafsò a miglior vita il giorno feguente lafcian- do regifirato con il fuo fangue triplicatamente fparfò il zelo, e fedeltà verfo Iddio >& la Maefià del fuo Prencipe, a cui feruiua. In quefto giorno pure auuanzauano molto li lauori fotterranei nella foifa grande tra li due Baftioni, apparecchiandofi a minarla Cortina. Il giorno feguenterinouò il Nemico all’agonizante Riuel- lino altra mina con feroce affalto: furono pure ributtati gliaffalito- ri con ftrage, malageuolmente combattendofi tra tante rouine,e cauerne, tra gl’imbarazzi di fuori, e le Grettezze di dentro. Fù trouata vna ingegnofa inuentione dal Barone di Kielmanfègg di far granate di creta, ò argilla, che tanto operarono che quelle fatte di vetro. Calcata vna Bomba (opra il Bacione di corte, fopra vn badile dipoluere vicino alle noftre granate da mano, fece prender fuoco ad alquante con morte, e danno di più perfone. Alliji. (fuori di due fornelli fatti volar l’vno per dar l’vltimo crollo al Riuellino l’altro a piede del medefimo verfo il Baftione di Corte per allargarfi lo fpatio ) poco tentò il nemico, accor tifi però gli alfediati, che ordiua nuoue trame per accoftarfi a minar la Cortina in più luoghi,e far Mefiò alle punte de’ Baloardis'ifpoferomol- ti oftacoli. Sù l’auuifo hauutofi nel campo delPauuicinamento del foccorfo, preparò il nemico carri, & Artiglieria per dilponerla in batteria al patio del Bofco di Vienna, come poco doppo haueua eseguito alle venutedi pianura verfo detta Città. 11 primo di* Settembre fi vidde gettata dentro gran quantità di faffi non lènza danno che far foleuano. Già figuraua il più volte nominato Riuellino vna confuta mole di terreno laberinthito, tutto pie- no di cauerne, e ripari, a fronte defolato, & a’ lati fquatfato : onde li difenfori rifiretti nella picciola Piazzeta di tòpra, che loro au- uanzaua, preuedendoimminentel’vltimo crollo, tuttauiaintrepidamente vi rimatèro. Li Turchi con diligenza, e celerità traua- gliauano afilduamente nelle parti fòtterranee, e non fi dubitaua più, che ben prefio fe ne tèntirebbero gli effètti Cotto ambidue li Bacioni, a’quali per mezzo della fotsa, coperti con traui, e terra gli approcci, a più potere auuanzauano. Inftrutfero per disfarli vna vigorofa fortita li noftri, e gli riufci fconuolgerne vna parte, con auuanzarfi affai a’danni del nemico, {correndo per le moltiplicate loro vie a turbe, doue finalmente da più canti rinforzando li Turchi la pugna, piegarono li primi alla ritirata, conlafciar- ui morti incirca 90 . e quefti a cofio maggiore di fingile, e ferite, tornarono a cuoprirfi nelle loro Cauerne. In quefto cimento reci- fe zz. tefte de’Criftiani furono portate al campo. Bruggiarono poi li Turchi ilPonteche rappezzato haueuano fopra vn ramo deJDanubio per per paura * che li noftrl non Poccupaffèro , e paffàfsero alla loro parte. Mutò il Gran Vifire il fuo porto negli approcci, e fucceffìua- mente tutti li Principali, e fi mifèro vicino alla valle del Riuellino per fpronar e meglio aiutare li Gianizzari già difpofli a far’ afsalti al Baff ione di corte. Li 2. ritornò il Rafciano dal campo del Duca di Lorena in Città •? reftò confolata Iacuriofità d’ogn vno con la certezza delnumerofo, e formidabile foccorfò d’Elettori, e tanti Prencipi deirimperio già pronto, come pure della venuta del Rè di Polonia in pedona ; affluenza che venne accelerata in confèquenza delle follecitudini, e ne- gotiati del Co:Filippo della Torre a quella Reggia vn mele auanti da S. M. Cefàrea nudato, riportando dal Rè ( che faccette con legni dipinti di Rima per il luo raro talento, & efperienza m ilitare ) a Paf fauio all’ Auguffiffimo ferme prometèe di quefto lòccorfo, & impegno Reale : ciò che molse S. M. Celàrea a riconolcere il fuo merito, e lungo fèruitio predato in Guerra, conl’effèttiuacarica di fuoSergen- te Generale di Battaglia. Nonminoreallegrezza cagionò in Vienna l’annuntio ficuro della vittoria confèguitalaVigiliadiS. Bartholomeo a PijzendorfF di là de’ ponti del Danubio con f acquiflo di molte infègne proprie del- K Bafcià,di Prigioni, e di molti Barbari re Rati fu’lcampo, & il redo fuga to con grande loro confternatione. Si feppe in vantaggio, come furono vabrofamente ributtati daClofterneoburg, che come luogo ben sì debole, e mezza lega folamente dttìante dal campo Ottomanno, di molta rifeuanza però per il patèo, e fito, e perciò piu efpqffo, fu con fidato alla vigilanza del Sergente Generale Co: Vecchij, foggetto di particolare intendimento in materia di fortifì- cationi, e difèfe di Piazze, come poffod’honore* Fu rifolto di rifpedire il Rafciano al Duca, acciò acceleraSe il foc- corfo , del quale fi teneua hormal gran bifogno, mentre li Turchi s'auuicinauano femprepiù con li minatori atti due Baloardi, & alla cortina, così coperti, e ficurichenon fi poteuano offèndere , né Barbare le operationi loro : Anzi vna mina a quello di corte diede tanto gran fcotèa, che la parte fuperiore minacciaua rouiha, & in confèguenza l’apertura, facendo volare anco 8, fòkiati, e 5. altri re- ftarferiti. Standovncapitanio delStarmberg con 50. huomini su fangufta Piazzetta del Riuellino fortificata difòlepalizate, vi diede fuoco il nemico. Il Capitanio, e la fua gente fàticaua per effinguer- io, adoprandolimofchetti, e fuochi artificiati, recarono dtinti 17 nella fattione y o. barbari, e io. Chrifiiani. Tra li primi perì il figliuolo del Kichaja del fù Gran Vifire Kioprulì, chiamato GhiurgìMehe- met già Bafcià di Buda. Il giorno feguente alla fine fu commandato di lafciar del tutto il Riuellino, che veramente ha fatto vna lunga, e notabile difefà, ha- uendo co fiato molto fàngue ad ambedue le parti, doue fi esercitò vicendeuolmente l’arte, e l'ingegno sì alla difefà, che neli’offefa per (patio di 19. giorni. Fuggito dal campo de’Turchi inCittà vn Polacco, auuisò negli horti fuori della porta d’Vngheriaefserui molti Bouiguardati da alcuni Turchi, onde li ftudiofiche generofàmente in varie occafioni fi erano portati, vfcironoin partita, e gli riufcì di portarne felicemente dentro 12. vn Turco viuo, e la tefia d’vn’altro : ma al bifo^no non bafiauano mille manzi, perch’era penuria gran- diflTima, & a gli Borghefi auuezzi a viuer bene, pareua moito tirano : vera fofpetta la coftanza di qualcheduno, può efsere vi fofse qualche alteratione, ma non palefe, ò qualche lingua rmlitiofa, che intendete feminarzizanie: Ad ogni modo fi continuaua negli incontri vna prontezza, e fpirito Angolare alla commune difefà, che diedealtrimenteaconofcere, quanto ogn’vno amaua la Patria, e l’honore. La (èra fi diede con racchette auuifo al campo Imperiale dalla torre di S.StefiànodelTarriuo del Rafciano, e quelli erano ancofegni del bifogno di foccorfo. Morì quefio giorno da mal di fiuto il Teff terdar Achmet Bafcià di Temelsuaro, e refiò ammazzato il Balchi Ciausde'Gianizzari, capodiquefia militiatra’ principali. Alli 4. mattina fù gran pioggia. Simofiròmite il nemico nelle Canonate : ma grandinauano bombe, e falli. Vcrfo mezzo dì tutto l’accampamento era in moto per incaminarfi verfo la Città, alcuni di loro fi metteuano dietro li Alberi de’ Giardini, altri d ietroie mura-, glie delle cafe de’Borghi brugiati. Cagionò quefio moto vniuerfa- le ammiratione a tutti, non fapendo d’onde ciò procedefse .-quando verfo le due hore doppo mezzo giorno fi venne in chiaro della caufk di quefio loro mouimento, ch’era la curiofità di tutti di vedere l’effetto che caufaua la gran mina fotto il Bafiione di corte, alla quale diederofuocoindettotempo, e che lamofsade’Gianizzeri era a folo fine di dare l’afealto doppo volata la mina. Alle due hore dunque doppo il mezzo giorno, fi fuentò detta mina fotto il Baloardo di Corte, verfo l’angolo che riguarda la parte della porta di Carin- thia, la quale fu così impetuola che fece fcuotere mezza la Città, egee- i8. e gettò a terra gran parte della grofsa muraglia, e del terrapieno di detto Baloardo verfoilfolso, vi fece vna breccia di fette palli geo- metrici. Corfero rifoluti li Turchi all’attacco, e con i faccni pieni di tèrra, e di lana in vn fubito vgguagliarono quella concauità> & ine- qualità, che la rendeua inacceffìbile : fu rabbiolò, & opinato il contrailo tra le parti d’offefa, e difefa, eduròpiùd’vnhora il combattimento nel qual tempo il nemico già haueua piantato di (òpra due bandiere, ma fu dal valore non meno, che dalle granate , bombe, e mofchettate da tutti i lati tirategli addoffo, sforzato il nemico a piegare, dicui faceuanollrage Angolare lecartaccie, e le falci inhafta- te, che molti di loro ne rimaneuano tagliati per mezzo. Recarono vccifi molti Turchi, e de’ noilri trà morti, e feriti fin a 150. e fràefii il Sergente maggiore del Reggimento Heifier Barone Cuslan, con altri j. Capitani feriti, quali riceuerono più danno dalle bombe, che tirauano li nemici fopra il detto Baflione, che dalle Sciable, mentre efsendoconcorlà molta gente al combattimento per opporfegli, poche cadeano in quel fito tanto ripieno di popolo fenz’ammazzaròftroppiar qualcheduno, e fpicó in quella occa- fione molto l’ardire de’ Colonelli Sereni, e Scherffènberg. Refpinto il nemico in pochi momenti ferrarono i noftri la detta apertura con palizate, e lacchi pieni di terra, e vi fecero noua tagliata,ò trincieramento di lòpra, con numero competente di Canoni, indrizzandoui anco quelli della cortina, e dilponendo ogni requifito per ouuiare a nuouo tentatiuo degli afsedianti frà quelle follecitudi- ni. Fù (limato moltoapropofito fpedir al Duca qualche auuifo per farlo intendere, che la Città principiarla a ridurfi in grand’angullie. E vi fù inuiato Giorgio Michaluuità, che haueua lèruito per Cameriere il Calànoua, quando fù Refidente alla Porta, doppo mezza notte , quale così felicemente penetrò al campo Crifliano la mattina fe- guente che ricapitò le lettere, & anco le rifpoRe. Quello giorno il G. Vifire confeiì ad Hafan Effendi Teffterdaro , il grado di Bafcià diTemefvvaro, &in fuo luogo fu follituito Ma- hamut Effendi, ch’era Ienizzari Effèndi, cioè primo Secretano, e Regillratore de’ Gianizzari. Domenica adì 5.principiò il nemico a fulminare con certi Canoni groffìlfimi de’quali prima non sera feruito contro li Ballioni, e Cortina, & ad auuanzare li fuoi approcci con gran vigore verfo la medefima. il doppo pranfo tentò di prender pollo nel folso (del quale era Patrone fino alle nollre tagliate) alle radici della fudetta brec- *9 breccia fatta al Bacione di corte. E non ottante che gli fofse impedii to dalle canonate cariche di cartaccie, che gli fa ceuano gran danno, vi fermò il piede,efi fortificò, ecuoprì in modo da non poter più efseroffefo. La notte principiò nuoui lauori fotterranei per aprir altre Mine fotto il medefimo Battione,efarfi ftrada fpatiola per entrar in Città : Ilcheconofciutodal Staremberg commandò,che fubitofi facette- ro tutte lefortificationiimaginabili fopra detto Baloardo per contrattargli ogni palmo di terra: E perche fi vedeuano auuanzare anco i lauori contro il Battione Lebel, temendofi anco a momenti da quella parte qualche Mina,& afsalti, fi deputò alla difefa il Collonelo Souches, a quella del Baloardo di corte, retto il Scherttenberg, am- bidue Vfficiali di condottai corraggio. Si vedeuano ocularmente auanzare i lauori nemici, e non v* era modo d’impedirli colle fortite, sì per la mancanza di gente, che per la difficoltà di penetrare nel fofso, del quale efsendo i Turchi padroni, vi fi erano ben Trincierati, e fi temeua ragioneuolmente, che replicando le Mine (òtto al cofano del Lebel, e verfo la cortina doue trauagliauanoincefsantemente vfandole medefimesapriflèrovna ttrada afsai larga in Città conftringendo li difenfori di combattere a corpo a corpo : per auuifare il Duca di quetto nuouo pericolo, fa cercato foggetto, che gli portafse lettere, & accettato il partito dal feruitore di Giorgio Tartaro, abbenche con fofpetto,e contrario fèn- timento del Patrone , quello appena vfcito fuori della città confe- gnò le lettere hauute in cifra al G. Vifire : Quetto traditore fù regalato di 60 . Taleri con vettimenti ordinarij all* vfo de* Turchi, e poi mandato negli approcci per publicar a’Gianizzari che li chrittiani non erano hormai più di 4. milla Guerrieri , defcriuendo le miferie della Città, e la cotternatione del Popolo, afserendo tener prefente 3. Bandiere bianche per capitolare la refà,e riceuer*accordo. SI ttima, che a quetta relatione il G. V. mutatte il penfiere prefo di dare l’attal- to Generale alle io. horedoppo hauer fatte volar le Mine incom- minciate, per alficurarfi delle fpoglie della città, che in tal calò non haurebbe hauuto a (partire con le Milìtie : Et efsendogli fiato rap- prefentato debole il foccorfo dell’ Armata Chrittiana dal Traditore, cauòliGianizzari la maggior parte dagli approcci, fottituendoui buon’numero di Valacchi,e Moldaui:onde fi crede per Beneficio d’iddio etterriuicito a gli attediati anzi profitte noie il tradimento. Adì 6. Dettinato dunque il Souches alla dittefa del Battione $o fifone Lebel appena egli vi s’era portato, che il Lunedì giorno de* 6 . il doppo pranfò il Turco vi accefe fotto due grandiftìmi fornelli , che haueua già preparati i giorni auanti, vicini all’angolo della parte che corrifponde verfo il Bacione di Corte , e fecero ftrepito maggiore di quello che haueua fatto l’altro delli 4. fotto il Baftione di corte , percheefsendoilBaftioneLebel la metà più anguttodi quello, haueua all’incontro Taltezza maggiore, e quafi tutto fabricato con muraglie groftìffime di mattoni di grofèezza di (òpra 18. piedi Geometrici , reftandoui poco fito per il terrapieno, per il che trouan- do la poluere iuiracchiufà nel fornello maggior refiftenza foce maggior impeto, e conlèquentemente il fornello aprì vna breccia gran- diffima di (òpra noue palfi Geometrici, ma confluendo la Metta mina in foli infranzumi, e pezzi di muraglia ineguale, rendeua af fai Scofoefa la falita, che era molto alta, ad ogni modo, furono co. sì arditi li Turchi, che fubito fi portorno alfafsalto, cercando co* fiacchi {pianare la Brada, ma il Souchesche fi trouaua ini alla diftè- fà s’oppofè lubito con gran coraggio, con li foldati che vi haueua di guardia, e non ottante che ttelsero a petto {coperto, efpotti alle cannonate, bombe, e mofchettate, e frezzedel nemico, fi dittèfèro tanto brauamente, che non potè pafsare più fopra che alla metà rà- lita, perche a quello che non poteuanofodisfareli nottri mofchet- tieri>e granatieri, mentre non celsauano di molettarli anco con fuochi artificiati , fuppliuano abbondantemente li Canoni del Baftione di corte, che carichi di moltiftìme palle, ferri {pezzati, chiodi, e cofè fumili gettauano truppe intiere de Turchi a piedi della breccia, come pure veniuano adoprati in quefta, 6c altre firmili pe- ricolofi azzardi varijinftromenti,& artifici] inuentati dalla vigilanza indefeisa del Marchefe Obizzi. Per il che non potendo refiftere gl’afsalitori fi ritirorono nelle loro cauernecon grandittima perdita, e falciarono l’Imprefa, & i nottri in pochi momenti fecero vnapa- lizata, e trincieramento all’apertura fatta dal fornello per potere Bare più coperti, e defènderfi con minor danno, e pericolo in cafodi nouoafialto. Et ecco due Brade afsai ampie aperte al nemico per entrare in Città, e perche fi vedeua, che caminaua con fei approcci verfo la cortina, fi giudicò da tutti che anco (òtto di quella vi voi fi fe far delle mine, e aprirli altre Brade, e tentare gli eftremi, pereil che il Generale Starmberg fece fubito principiare nuoue tagliate tanto fopra il Baftione , nella capacità che permetteua I’anguftia deh Io {patio di efio, & anco fopra la cortina „ benché di filo angufto, e pian- piantami nuoue, e fpefse paliate, e la notte con reiterati, e moltiplicati legni con le racchette,e con li raggi dalla Torre di S. Steffàno fi faceua vedere al Duca, che Tempre più crefceuail pericolone che l'inimico s’internaua nelle vifcere della Città. In quello mentre era tornato il fudetto Giorgio Michalouitz rifpedito dal Duca fopra vn cauallo donatoli da S. A. con le rifpo^ He, che il foccorfoera vicino, echeinpochifiìmi giorni fi làrebbe tentato di lcacciar l’inimico. Conobbe il Starmberg lo fpirito , e fedeltà del Michalouitz, onde rifoluè di rifpedirlo la medefima notte come fece, per afiìcurarfi meglio, dubitando della fedeltà dell’altroipeditoHieri, e però fece il duplicato delle lettere date a quello, &aggiunfe che quando folse Sitata la cortina non fapeua come difenderli, reltando poco più di 4000. foldati fa ni,e che i Cittadini , & i Colleticij erano molto confiernati, e turbati, de’ quali faceua poco fondamento, e che però penlàlseS. A. a portar prefio il foccorfo. E' fiato detto che il Michalouitz hauelse ordine di non tornare più in Città, perche il fuo ritorno non lèruiua ad altro, che a efporre lui nuouamente a pericolo della vita, e che in Città non curauano lettere piene di buone fperanze, ma che le rilpofie gii portafsero li foldati, co’l tanto defiderato foccorfo. Mentre fi faceuano le lettere, prelè tempo il Michalouitz di por- tarfi dal Caualiere Meninlciei Interprete delle lingue Orientali di S. M.Cefarea al quale haueua feruito anni prima per licenziarfi da lui. Quello l’animò a portare li dilpacci, & alfieme gli foggiunfe (in- fpirato da Dio, & motu proprio) che procurale parlar al Rè di Polonia , e riuerendolo a fuo Nome per l’antica famigliarità hauuta con fua Maefià auanti che fofse Rè, mentre che il MeninlcKi era in Polonia , li rapprelentalse il bifogno eftremo di Vienna, che fiaua ago- nizando, e daua già l’vltimi tratti, e che le S. M. non veniua prefio a liberarla fiaua per cadere per mancanza di foldati, e per la confierna- tione, e timore de’Cittadini, che pochi giorni prima haueuano pedo Giouanni Andrea de Liebenberg loroBorgomafiro,ò fia confole , morto di difenteria, che era afsai amato in Città per l’indefefi là applicatane a beneficio publico, tanto a tempo di pelle, che in quefi’Occafionediguerra,& afsedio.Tantoefsequìil Michalouitz, il chefù anche dimotiuo al Rè qual troncando ogni dilazione fol- lecitò la venuta a liberar Vienna come fi dirà più a balso . Il Martedì de’ 7. non fuccefse colà di rimarco fopra terra, ma al dì fotto lauorò l’inimic© incefsantemente nelle mine in diuerfe par- • ti. ti. Il medefimo giorno v’è opinione, che il Vifire deflè vna Rafse- gnaalfuo Efferato, per repartirlo, & ordinarlo contro il noftro foccorfo, che fapeua non eflèr lontano, e che trouaffe refiarui ancora 168000. combattenti nel fuocampo,nonoftantela perdita di circa 48. milla, fino à detto giorno. Ciò s’è ricauato da alcune Scritture trouate nel Padiglione del Primo Vifir dopò la Tua fuga, e tra* dotto poi dalPIntérprete di S. M. fpecificano in effe detti numeri, in tal giorno, mà è più probabile, che foffero le Me per le portioni, e per le paghe , perche dalla Torre di San Stefano, clone era tempre vna guardia non fi viddetal rafegna , e fi vidde fempre il campo nemico reffar ne ifuoi pofii. La notte fi reiterorno le Racchette, ò Razzi per aggiungere premure al Duca per i 1 foccorfo. Il Mercordì a dì 8. la mattina era arriuato l’Inimico verfò il Barbone Lebel fotto la noftra falfa braga, òfia linea di communica- tione fabricata da i noftri durante l’aftedio per la quale fi cuopriua il fondamento della cortina, Se i noftri poteuano ben coperti per quella ftrada hauernel follò la communicatione fràl’vno,e l’altro Baloardo, & anco da ella offèndere il nemico nel follò; fece volar iui doi piccioli fornelli, che con gettare in alto la terra , e le palizzate , che vi erano, s’aprì vna ftrada per accoftarfi alla cortina, e venuto all’affalto, fù da i noftri, che vi erano di guardia rigettato, mà tornando al lècondo affàlto, non preueduto da noftri con maggiori fòrze, lòbligò à ritirarli fino alla metà della cortina verlò il Baftione di corte, doue ad ogni modo con vna caponiera fi trincierorno , ve ne reftorno 23. de noftri,ma affai più de i nemici. Alleduehore doppo mezzo giorno diede fuoco Tlnimico a due altre Mine fotto il Baftione Lebel nel mezzo della facciata,quali get- tornoabbaffo nel foffo vna gran parte delia graffa muraglia, renandone però anco intiero vn picciolo pezzo fra la Breccia fatta il giorno dei 6. e quella aprì vna nuoua ftrada all’affàlto, e benché folle affai dirupata, ad ogni modo fi prouò più volte, e con poco numero però,di affalire quella apertura. Ma gli noftri fe li oppofero gene- rofamente, 8c in tutti l’attacchi li refpinfero, e vedendoli fcoperti, tanto dal Baftione di corte da vna parte, che da quello di Melch dall* altra, e dal Riuellino pofto frà il Baftione Lebel attaccato, e l’altro nominato di Melch, come anco dalla noftra tagliata , e caponiera fatta nel foffo al principio di detto Riuellino, con i cannoni di detti pofti carichi dicarttaccie, e con i motehetti di quei, che erano nel fofso, ne fecero ftrage grande, per il che vedendo Timpoffibilità di poter poter pigliar porto, & impadronirli del bartione in quella parte li conuenne ritirarli come l’altre volte vergognolàmente, nelle fue cauerne fotterranee. Vi erano in quefto fatto alla diflefa i Dragoni del Reggimento Dupigni, che per mancanza d’infanteria doueua- no fupplire al bifogno per molchettieri, e vi rertò morto il loro tenente Colonello, che commandaua il Reggimentodoppola morte del Dupigni, Se oltre di querto molti altri vfficiaii , e buon numero di faldati parte morti, parte feriti, Si vidde crelcere il pencolo alla Città > e, fcemare il numero de’ braui-foldatichedoueuano defènderla, e li Cittadini allettati fin hora della fperanza dellòccorlò, auuiliti in credere che non com' pariua, equafidefperati, onde iiStarmberg commandò, che fi ti. raflèro le catene che (errano le rtrade ( vfo affai commune in Germania) che fi terrapienartèro le fenertre delle cafe che riefcono doppo la cortina, & doppo il Bartione Lebel, che come troppo an- gufto non vi fipoteuano far fopra molte tagliate, e diffefe, e principiando a fare fortificare la Città al di dentro,,con parapetfipalizate, & ogn’altra forte d’inuenzione che potertèpremeditarli, arriuòda vna parte fino vicino al Palazzo deffAmbafciata di Spagna con h tagliata hauendo ben munito i porti con difefe di fianco, e cappo* nate, perche era rifsoluto di ditenderfi fempre ritirandoli con tagliate fin che hauelse hauuto vn’huomo. Mà forfi le fue mifure farebbero riufcite troppo corte, perche al fuo grand’animo, e coraggio farebbero mancate le forze, quando il Primo Vifir hauelse dato vn’artalto generale alle breccie aperte, & all’altre da fard dalle mine preparate. Ma querto acciecato dall’auaritia, alpetta- ua le bandiere bianche, e la refa della Città a patti, quali poi non hauerebbe orteruati. Era lo lpauento in Città tale, quale può figurar fi chi bene confiderà lo fiato di elso , Se il pericolo al quale eraridotta, ma nifsuno ardiua parlare di refa, ò di capitolatane, perche il Generale haueua intimata la forca a chiunque, ben* che Caualliere, fi folfe lafciato pafeare per la mente tal penfiere, e li forte dichiarato con tali concetti, & in tanto cercaua tener tutti lòl- Ieuati conia fperanza delfoccorfo,&andaualufingandolida giorno in giorno. Si vidde frà tanto nell’efsercito Turchelco vn moto vniuerfale, chi caricaua Camelli, chi raccoglier le tende, e chi fi mette- ua all’ordine per portarfi altroue : Si credè in Città, che il campo nemicoslogiafse,e lafciafse lafeedio per non allettare d’efsere C at- attaccato dal nortro foccorfo, ma fi vidde che s’incaminauano j alla volta delle montagne (lontana vnalega più fopra di Vienna) già mentouate di fopra co’lnome di Callemberg, ò montagne di S. Giofoppe già habitatione di S. Leopoldo, che per dargli il proprio nome fi chiamano monti Cefi], quali rertaua quafi verfo l’occidente, e perche douranno in auuenire nominarfifpefso, verranno per breuità chiamati col folo nome di monti di Calenberg, che fono Monartero delli Camaldolenfi, e capella, e cartello di S* I Leopoldo, come fi dirà. Alle radici di erti piantorno alcuni il loro campo, principiandoui nelle valli, che fono alla metà, diuerfi trincieramenti, al quale effètto portorno foco alcuni pezzi di Canone; Marchiarono altri alla volta di Mariabrun, ò Mauerpach pafso più facile verfo Vienna dalla parte di fopra, & altri rertorno attorno alla Città continuando l’afsedio. Daquerta mofsa gli afse- diati, ò racchiufi inOttà formorno argomento infallibile, che il nortro foccorfo fofsegià in quelle vicinanze, onde principiorno a folleuarfi d’animo ; Ciò non ortante auanzòFinimico ilauori a fe- gno, evertendo padrone della falrt braga, ò linea di communi- catione fino alla tagliata chearriuaua alla metà della cortina verfo il Baloardo Le bel, vi fabricò nuoui fornelli fenza quelli, che prepara- ua lòtto il detto Bartione Lebel, e l'altro di Corte. Mentre li Turchi dal fopra mentouato afsalto ancora fumanti di 1 fangue, portarono in fogno della loro brauura al Gran Vifire otto terte de’Chrirtiani, & vnTamburo, fù al medefimo prefentato vn Tedefco prefo da loro per/pia, quale auuisò al Gran Vifire, che già saccortauano gliEfserciti Imperiali col Polacco. Per qual caufa foguì la morta predetta, & il Gran Vifire deliberò dvfoire fuori degli approcci, per apparecchiarfi contro, lafciando per Generale in fuo luogo nelle Trinciere THurtain Bafoià di Damafco, ordinando nel medefimo tempo alPrencipe di Valacchia douer portarti apprerto il Danubio verfo S. Marco, & accudir iui ad ogni tentatiuo de'Chrirtiani. Alli ^.dilpofo per tutti li partì delle montagne tanto verfo il Calenberg, quanto verfo Schenbrunn guardie de Bafcià, ergendo batterie, e facendo condurre Canoni. Arriuò al campo anco il Bafcià di Buda col fuo Ertercito , mortortì da Giauarino per accrefcere forze al primo Vifire , dal quale gli fù ordinato pigliar porto fiotto il Calenberg, dandogli trenta pezzi dicanone piccioli, e foi grandi. Andò il Gran Vifire re all’incognito con poca gente per riconofcere da lontano gli Efferati Chriftiani quanti, e quali fodero, lafciando guardie attorno a’Padiglioni. EiTendo il moto naturale nel fine più veloce che nel principio , firepitò più che mai il nemico con Canoni, bombe, e petriere, ftimandoquafi ridotta all’vltimo la piazza: fece auuanzar due gran mine fotto la cortina , & il baloardo Lebel, e continuare anco quefta mattina la marchia delle fue Truppe verfo Hailigen- ftatt fotto li monti, non dando alcun fegno palefe di giufta ap- prenfione per l'imminente foccorfo, mentre tanto trauagìiauano negli approcci, che alle mine, trà li duebaloardi, e la cortina, fette delle quali quali haueuano terminate , non incontrate da* ho Uri, ma bensì luppofie efser già perfettionate . Vn Turco fatto prigione però, e condotto in Città * depofe nel lùo ef- fame efière grande nel campo di fuori la commotione, e che s> era rifolto d’incontrare l’Armata Chrifiiana per combatterla, 11 Venerdì all! io. oltre il lòlito canonare determinò la mina fotto il Baffone di corte, vi diede fuoco l’inimico vn’hora prima della mezza notte poco lontano dall’altra mina detta di fopra volata il dì de'quattro, che lafeiando intiera vna parte di muraglia nella facciata verfo la contrafearpa vi fece iui vicino vn'apertura , ò fìa breccia di cinque palli Geometrici di larghezza ; ma l’alfalto, che diede fa con pocchilfima gente, più per tentare fe vi era ditela, che per dare alfalto, e fubito fi retirò, ballandoli d’ hauer fatta quella nuoua apertura, volendo necessitare i no- Uri a metter fuori le bandiere bianche (le quali nè meno per fogno s’erano preparate ) per trattare la refa. In tanto s’erano auuanzati li lauori dall’altra parte del Baflione Lebel a fegno, che già erano perfettionate, e caricate alcune mine, che farebbero volate quefViftefso giorno coll’afsalto generale di federi mila doppo di efse, fe il tradimento dell’huomo mandato fuori di Città dallo Starmberg, come s’è detto nel giorno de’cinque non haueffe ritardato l’elsecutione, con la fperanza al Vifir della refa volontaria della Piazza , la notte però fi fece volare da i noftri vn numero tale di raggi, & racchette, che pareuano vna vera girandola per far intender al Duca, che fi viueua a hore, e che la faluezza della Città dipendeua da pochi momenti , C t Si 36 Si trauagliaua congrand’aflìduità così dietro libaloardi attaccati, come nelle contrade vicine a’ medefimi a barricare lertrade, e cafe vicine con nuoui ritagli , batterie , difefe, e palizate im- piegandouifi li foldati, e le compagnie franche degli habitanti, facendofi trincieramenti, e parapetti douunqueoccorreua per difenderti fin* alheftremo. Mutaua il nemico li quartieri al campo, facendoli auuanzare, e quello del Tabor nelllfola ancora fi andaualeuando,per vnir- fi all'Armata, lafciandom il Gran Vifire folamente qualche nume : ro deMoldaui, e Valacchi. J j Il Sabbato il dì vndeci, all’apparire del giorno principiarono i li Canoni , mortari , & ogn'altro iftromento da fuoco de'Turchi a incrudelire più che mai contro la Città ; ma durò foloper tré hore quert’impeto, ne i lauori fotterranei auuanzaua lentamente. Al mezzo giorno fi vidde dalla Città vn’altra volta la mofsa di tutto il campo Turchefco, non folo di quelli, ch’eranodiquà del Danubio; ma anco di quelli, ch’erano alloggiati nell’Ifole in- j contro a Vienna, qualipoftifi in ordinanza, & in battaglia s’irn caminauano verfo li nominati monti di Calemberg, doue come s’è detto s erano già auuanzate alcune fquadre de 1 Turchi il Gio- uedì giorno de* 9. &iui congiontefi con li altri, che già s erano trincierati nella metà delle dette montagne, vi fermarono il cam- | po. j Nonlafciò perquerto il Vifirvuoti gl*appròcci, perche hauen- ! do come s’è detto fopra 168. mila combattenti poteua lafciar Vienna anguftiata alfolito, e mandarne vn groflò Efsercito in quella parte. Si rallegrò ogn’vnoin Città al vedere quella mofsa a quella volta, ftimando infallibile la venuta del foccorfo per quella parte; onde tutti coriero curioiì fopra li bartioni meno pericolofi, e le donne ò altri poco corraggiofi fopra l’eminenze delle cafe, quando verfo le cinque hore doppo mezzo giorno, fi viddero alcune Truppe apparire fopra le montagne del Monaftero, e cartello di S. Leopoldo, e fi ofseruarono alcuni colpi dall’vna parte, e dall'altra, ma perche principiaua adauuicinarfi la fera non poteuan ben difcernerf] quei, che erano su le cime de monti : Alcuni affermauano » che foise vna finta de Turchi, per ingannare con quertortratagemmagrafse- diati, e farli credere, ch’hauelsero reipinti li nortri, che veniuano, per obligarela Città alla refa a'patti; ma fi certificarono gl’afse- diati, che veramente li nortri, col tanto defiderato foccorfo ha- haueuanogiàprefopofto nelle fòmmitàdei monti, quando due hore do ppo l’ofcurire fi sbarrarono dal Bafiione di Mek tre Cannoni dell! più grandi, e fi fecero volare tre grofiifiìmi razzi, che crepando per aria formauano quafivna pioggia di Stelle, &erailcon- trafegno perentorio concertato col Duca, e vedendofi rifondere fubito di là fopra con altre tré cannonate, & altrettanti razzi limili a quelli della Città, fi prefe argomento certo, che il foccor- fo fofiè di già fopra i monti fudetti, perche quelli contrafegni refta^ uano occulti trà i Generali. Si confeimarono maggiormente in quella opinióne quei di Vienna dal veder tutta la notte gran fuochi nelle cime dei detti monti, il che non s’era veduto fin* a que-, fio tempo, e molto più lo credettero, quando viddero, che tutti quelli, ch’erano refiati nelbaccampamento attorno Vienna s’in- caminauano con molta lòllecitudine di mezzanotte alla volta dei monti fuddettiportand’ogn’vno( con fpettacolo degno d’efier veduto) vna torcia accefa, forfè credendo d’augurare, sì al nofiro foccorfo, ch’alia Città la pompa funebre, quando più tofio doue- uano prenderlo per prefaggio infauflo del loro vicino efierminio . Confideri il pio lettore, quali fodero in quella notte li fentimenti de 5 poueri attediati, mentre dipendeua da pochi momenti, e dall’incertezza del fuccelfo, la loro faluezza ò la rouina loro, e di tutta la Chrillianità, e quali folforo quella notte le preghiere, & i voti di tutti, fi perderebbe il tempo a defcriuerli:Ciò non oliarne infoienti più che mai continuauano quei pochi rellati alle Batterie, & approc- : ci la folita armonia di cannonate, e Bombe. Fù quello giorno melfo in arrello dal Gran Vifire il Refidente di Polonia apprelfo il Ciauslar Emini(ch’évno de’principali Chiauf- fi) per pretefioche il fuo Rè veniua in aiuto degli Imperiali lenza hauer la Porta, rotta con elfo lui la Pace. Vfcì il Gianizzar’Agasì dalle Trincere per andar contro al foccorfo ChriRiano con la fua fanteria lafciando in lùo luogo il Kihaja Beeg, Vice Generale d’infanteria con alcuni Giorbagì ò Colonetli. Effondo Rata incontrata /a Vanguardia dell’Elforcito Ottomanno f è ributtata da noRri in partite, oc hauendo li Tartari prefi tré Te- defchicon auuifàr al G.Vifire, che l’ERèrcito ChriRiano era per afi faltaril loro da tre parti, egli fece cauare dalle Trinciere tutti li Canoni piccioli, e li condulfo apprelfo di sé mettendoli intorno a quelle montagne di Calenberg apparecchiandofi al combattimento da per tutto con le più proprie dilpofitioni. Ma fi auuicinaua horma il C 3 giorno 58 il giorno fatale ali 5 Efferato infedele, preludendo il Cielo con Serenità alla Vittoria de’ Chriftiani, quale conforme canta il Taflò Senza velo Volfe ojferuar opra sì bella . Et inanimì il valore de’Suoi Campioni al più ardito combattimento, che teguì la mattina Seguente, cheabuomhora fatto comparire tutto il foccorfo nelle cime de* detti monti, relè tanto più illuitre a* Secoli venturi la memorabile giornata. Hora per dimoftrare il tutto al viuo, e come feguì, fi ritornerà alli del corrente mete di Settembre acciò pienamente reffi appagata la curiofità, mentre fi tratta d’vna delle più importanti Impre- te, che habbia porto a ficuro la Chriftianità afflitta , &inuafadasì numerofe,e formidabili forze , àpuro fine di portargli l’Anno Climaterico , che farebbe for flato pericolofo , te con follecitudine non fi haueffèropofte infieme tante Armi per liberare Vienna dall’ affèdio,doue era molta nobiltà, e popolo numerofo, reilato, e v’erano anco rimafli li Tefori d’vna ricca Nobiltà, ed’vn popolo grandiffimo fatto commodo di tutti quei Agi, che poteua dargli vna Città dominante, e di tante Chiefe rifplendeati per il Culto Diurno, delle più pretiote Suppellettili, hauendoui anco lalciatoliMi- niftri è Signori Grandi Somme confiderabili di argentane, e contanti , raccommandati nella precipitosi loro ritirata alla fola buona ventura . Il Rè di Polonia prima incontrato ne’ confini della Slefia dal Sergente Generale di Battaglia Co; Caraffa, & a Bruna, Città metropoli della Morauia dal Co: Schaffcutz Consigliere di Stato di S. M. Cefàrea, inuiato a ppftaper temine, & affìftere al Rè, arriuò a Cor- naiburg li primi di Settembre con vn fiorito Efsercito di Nobiltà, Se altre militie del fuo Regno ammaliate con celerità in numero di 24. mila combattenti eftettiui, oltreglìferuitoritS'era già veduta la Maeftà fua con il Tenente Generale Duca di Lorena in complimenti affai obliganti, gareggiando di cortefial’vno con l’altro, fino che fi ftrinferoper correlatione maggiore a trattarfi da Padre, e da figliuolo , com’era riceuuto il Duca, eh’in queffa campagna con tanto difauuantaggio di forze hà dato a conofcerfi al Mondo per vno de’più Segnalati capitani, habbino vantato l’Iftorie Romane , mentre egli nel piombare calamità, a diluuij, & infoiti da tutte le parti, trouatofi Senza infanteiia, hauendo con quella douutoprefi- diareGiauerino, Comora, e Vienna, hà mantenuto quel refiduo d’Armata, in modo che feruì di argine alli paefi di là del Danubio, onde onde inuigoritidasì prudente condotta li propri) fòldaticon qualche altro rinforzo di non molta rileuanza, hà mantenuto Poffonia, riportando colàvnafegnalata Vittoria controdi Alì Bafsà vnito al TeKelij, & vn’altra confiderabile di là de*'pònti lÌ2$.d’Agofto, ributtando li Turchi, Tartari, e Ribelli, che voléuano penetrare nella Morauia, e Slefia ; attioni ch’hanno appresati col fuo degno concetto lifoccorfideirimperio>e di tanti altri qualificati Prencipi, e Cauallieri, Volontarij da tutte le parti concordi per apprendere lotto ilrtimato commando di quefto Prencipe di tanta ifperienzala vera fcuola, e difciplina militare . Giunfèpoi il Marchefedi Baden Prefidente di guerra , e Marefcial Generale diS.M.Cefàrea, come quello, che hauendo comandato in più campagne, & in varie az- zardofe occafioni, non volfe preterire di ritrouarfi ancora in que-; rta, per efìfere vna delle più ardue, & importanti ; adempì giardini Imperiali con il Rè, da cui rertò accolto con’atti proprfjdella rti- ma, che fi conuiene a Prencipe di sì alto lignaggi e per il porto inali fi troua apprèso Celare, dibattendofiin breue difcorfo poi l’affare della guerra’. Succertìuamente fi viddero gl’Elettori di Bauiera, e di Safsonia’ con detto Rè, al quale poi concorfero con le fue riuerenze, e rif- petti tutti gli Generali, & Vfficiali sì Cefàrei,comertranieri, e volontarij venuti da varie Prouincie, per ofsequio verta l’Imperatore, & in oceàfione sì grande bramofid’efseTcitarfi nella difciplina , e valor militare, tra querti notabilmente dimortrò il fuo zelo a Ce- fare il Marchefe di Patella Marefcial General di campo, e colonnello del Reggimento delle guardie di S. A. Serenifs. di Sauoia ; Com- paruequerto congenerofità d’animo inclinato a profufa liberalità feguitàto'da’dodeci Gauaglieri ; e da buon numero d’altri Oggetti ' efperimentati in guerra,e con belliflìmo Equipaggio a fine di fegna- làre il proprio valore ’, e palefàr befperienza, e coraggio fuo martiale. Fra tanto nella’ Città di Stocherau, fattali confulta 1 di guerra, vfcìl’ordine dipanare l’Armata di là dal Danubio fopra vn ponte di Barche di fottouia leMuraglie di Tuln ^quattroleghe lontano da Clofter Naiburg,efei da Vienna: marchiò li 5. detto l’efsercito Po- laco di Vanguardia, e fèguitò poi l’Imperiale. Nel tempo rtetfò pre- felafuamofsa l’Elettore di Safsonia con 11. milla combattenti per la via di crems,in mezzo della quale Città pafsato con le guardie del fuo còrpo alla tertadella Tua gente in bella ordinanza con il treno fu- perbo d? Artiglieria, & tutti li requifìti necefsarij al Corpo delle di luf C 4 Trup- 40 Truppe,andò ad vnirfi al General del Cannone Co:Lesle,che di là del Danubio dirimpetto a detta Città lungo tempo haueua Campeggiato a fine d’impedire l’inuafione de’Tartari ,coprire l’Aufiria Superiore , & dare apprenfione alli Turchi, mentre hauefsero voluto fiaccare qualche corpo volante dalPafsedio di Vienna : incombenze tutte pienamente dalla Tua vigilanza, e rifolute difpofitioni adempite^ con li di lui Ordini efseguite anco dal Co: Nicolò di Lodron, che per più profperi incontri con Tartarica lui in diuerfe occafioni bat- tutti,hebbedaS.M.inriconofcimentola Carica di Tuo Sergente Generale di Battaglia, come pure fi fegnalò nelle medefime il Tenente Marefciallo Dineuualt con proue fpeciali di valorofa condotta in varie partite contro li medemi Tartari. L’Armata dell’Elettore di Bauiera numerofo è di dieci mila combattenti commandati dal General Maggiore diDegenfelt, fù allafo- praintendenza del detto Generale di Lesle, fabordinata, afiieme con le altre militie de i Circoli dell’ Imperio . Quefio Elettore sii l’auuifo primo fpeditofi da S. M. C. con tutta celerità dommandò l’ammafsodelle fue foldatefche,e la marchia che fùa tempo opportuno, nè fi può efprimere la viuezza, fpirito, follccitudine, e zelo, con cui hà cooperato al tèruitio commune della Chriftianità , afiìduamente, premendo anco per la partenza delle Truppe de i circoli di Franconia, onde ha meritato il vanto del Primato in tutti li conti nel promouere, e dare impulfi d’emulatione generolà ad altri Prencipi per difponere le cofegiufio al bilògnodi così importante^ tanto necefsaria intraprefa. Piantò li fuoi alloggiamenti la Vanguardia Pollaca di fopra della Città di Tuln a mano dritta, diftendendofi in due ale, frà quali vi eravna fpatiolà piazza . Il cannone, Dragoni, & Infanteria quafi tutto a dietro al fondo delle dette due ale, eh-' era vna linea di 5. file formata di Caualleria, quale chiudeuaabafso Paccampamento, fi- guraua la più vaga, bella, & vifiolà comparfa potefse vederli per li Stendardidelle Compagnie delli Vlsari,che fono tutti Nobili primari] della Polonia, coperti di corazza, e portano oltre pillole, e palafso, lande lunghe al pari d’vna picca con belle infegne tre quarte larghe vicino al ferro, e lunghe, rifiringendofi tagliate in due firi- fde nel fine, e fono diuilate di varij colori fecondo gli Battaglioni, e’1 capricciodi loro commandanti, quattromila Vfsari varano; quelli vfano caualli forti, e bellitfìmi, fanno, ericeuono li primi impe ti, con lande attaccate all’arcione nella guife fi portano li flendardi, & vrtano con la forza della perfona, e del cauallo ; ogni compagnia di quefti viene feguitata da vna,di caualleria leggiera armata in maggior partedizaccho, manopole, e celata di ferro siila teda con l’e- itremitàdizaccho, che li copre il collo, & hà l’incombenza di fe- guitare * fe l’inimico fogge, e s’è rotto d’entrarui nefquadroni dop- po li medemi Vffari. In mezzo d’vn Ala della Caualleria fodetta ha- ueua il Rè li fuoi Padiglioni grandi, e maeftofi ad'ogni più alto Pegno i tré tiri di mofchetto più di fotto era il gran Generale del Regno IablanoufKij auanti il fondo fudetto,ecosiglialtri capi di Guerra feguitauano; Et oltre le dette militie v’erano poi Cofachia cauallo in maggior parte con lande poco più grandi d’vn Brandidoco con bandierolle di fotto il ferro. Li 7. fi vidde accampata auanti diTuln Pannata Cefàrea, e la fora tutta l’accennata delli due Elettori con le Truppe del Co: Lesle * didendendofi in quella vaila campagna tutte quelle miiitie afcen- denti al numero di 80. mila combattenti in circa, che oltre due gran leghe di'giro occupauanò. Li 8. Feda della Natiuità di Maria Vergine fùdediriato giorno di diuotione ; Il Rè, & il Duca di Lorena fecero la fua, confefsatifì dai Padre Marco d’Auiano del Friuli Capuccino che celebrò la Meflànel Padiglione della Cappella Reggia , doueera l’Imagine miracolofa della Madonna di Czeflocouia, e diede poi la benedittione a tutta l’Armata, feguitandola il medefimo Padre col fuozelo diuoto, & efemplare fino all’intiera vittoria. Ridottofi il Rè nuouamente alla fua tenda, poco doppocomparuero il Duca di Lorena, gl'Eletton, ilPrencipedi Valdech ,& Generali Primarij, doue con maturata, e lunga confultafu dibattuto il modo della marchia, qual finalmente re ilo conchiufa perii giornofeguente auanti l’Alba eomefeguì. Prefo l’Ala finifira con le truppe di S.M.C. il Ducadi Lorena,quelle delli circoli dell’Imperio vicine erano appoggiate all’accreditatia , e fempre mai applaudita condotta del Prencipe di Valdech, l’Elettore di Safiònia guidarla da quella parte il corpo di battagliale quello di Bau iera dall’altra attaccato all’Ala dritta diretta dal Rè di Polonia > che lafciati auuanzare gli Alemanni, leuò il fuo campo alle tre hore doppopranlo,prendendo l’Ala fua al fine della pianura di Tufo ver- fo le montagne, il Duca di Lorena, che fu il primo ad auuanzarfi con Dragoni infanteria, e qualche pezzo di Artiglieria olforuata l’impofi fibilità della marchia per tanti monti in fila accordata, determinò di farla per diuerfe colonne dante la difficoltà delcamino impedito da bofchi, 4 * bolehi, montagne, colline ,& inegualità di terreno ; Sitrouò molto malageuole, & erta la firada , e con grandilfima follecitudine confumò quello giorno, enotte, & il rertante delli io.Settembre con molti (lenti , e fatica a paflàrerArtiglieria, qualche pezzo della quale fi conduflè nella fornirli tà'del monte auantiClorternaibourg, da doue fi diedefegno 1 lanottealla Città dell’auuanzamento del foc- corlò, in; quello mentre andauano arriuando per coione le altre truppe, mafiime quelle di Polonia , che per elfere vltimepartite, & hauerefattovnlungogironellibolchi, lafciauanoil Rè medefimo ih gran pena ; gionlè anco il dirtaccamento comandato dal Sergente General di Battaglia Mercìj, che nelprincipio fù mandato sù la delira a prender lingua, a riconofcere le firade, gli accampamenti più propri j , Sbandamenti-dell’inimico, con il quale hebbe qualche incontro, & in tal guifa loimprelse, chefuppofiala marchia di tutto l’Elsercito Chrifiiano alla via della pianura di Maurbach, haueua fatto muouere Artiglieria, eTruppe, che non poco ageuolarono l’anticipamento deltempo a’nortri perlarfkada che fecero; Erano varij li pareri de* Generali circa la continuatiòne della marchia; chi premeua d’auuanzarlapiu sù la delira 1 , chi di lèguitare nella fiefià forma s’era principiata,. e da ogni parte s’incontrauano difficoltà non leggiere , ogn’vno però firtaua l’opinionefua, cheTafficurarfi dèi cartello, e capella di S. Leopoldo, edefMonarterode’Padri Ca- maldulefi, pollo, che da lontano compariua nella formalità deli’ altro monte, non folo farebbe riufcito di follieuo, e ficurezza delle militie, & artiglieria J , ma anco di felice preludio alla vittoria, dominando efif luoghi quali intieramente la pianura fpatiolà, nella quale tutto lElfercitoOttomanno ftauadn lue Tende, e Padiglioni per lungo , e largo giro accampato . • ■ Il lòpradetto Marchelè di Parella, che per chiarezza di (àngue, e per il valore preggia il merito pari ad ogni più ardito, e generofo Guerriero, riconofciuta l’importanza de’ porti medefimi n’haueua già parlato al Sig. Dùca di Lorena, e vltimamente efibitofi poi d’an- darui in perfona con il feguito de’Tuoi volontari) ad occuparli ; ma per trouarfi non ancora pallata la Caualleria& aliai; dilcorta l’Infanteria; venne. Soffèrta molto gradita 1 , & ammirata dal Duca, ma non volferilchiarequerto Caualliere con tanteperlòne di qualitàdel fuo feguito ;. bensì la notte v’inuiò vn Tenente con 60 . Granatieri, e. la mattina di ciò diède l’auuifo al Marchefe , quale nuoiianlente dceroòd’andaruilòpra alòrtenerli, dandoaconlideratione, chea* volontari) fi conuengono li primi azzardi -, fu lodata lafuarlfolutio- ne, ericeuutacome vtile, e di formila rileuanza all Imperiai ferui- tio, ma non voìfe il Duca dargliene il commando perconofcerla di molto pericolo in faccia di sì potente Armata, e in tempo che non poteuano fin al fine del giorno trouarfi vnite le militie, che in di- uerfe colonne, e firade s’incaminauano, per formare poi nella fom- mità del monte le Linee, Semi quello rifleffo di rtimolo maggiore al medefimo Marchese , e fuoi volontari), onde fubito li 11. Settembre deila mattina volle incaminarfi allimprefa, & abbenche incontrato a mezzo il monte il Rafciano Giorgio (che più d’vna volta trauerfando il campo Ottomanno era venuto fuori da Vienna ) atfìcuraffe fauuanzamen- to del nemico a folti fquadroni verfo di loro, inrtando con premura che tornaffero indietro, fè non voleuano perder lotto le Cable le loro Tede, tuttauia volfeprofeguire il fuointento> con rtraordinaria follecitudine al Cartello di S. Leopoldo, da doue fcuoperta la vanguardia nemica ad auuanzarfi frettoloCa, conolcendo la neceìfità d’- impadronirfi anco dell’altro porto, e monte vn tiro di canone lontano, doue era il Monarterio de’ Padri Camaldulefi fituato, fcriffe il Marchefe ai Duca di Lorena, ricercandolo di foccorfo ; ma veduti nel tempo iftefso auuanzar li dirtaccamenti del Turco, per la valle , e gola eh’ è frà li due monti, e che preuenendo haurebbe potuto notabilmente impedire, e difficoltare i progredì a’nortri, Ja- fciatoilTenenteconliGranatierifolinel cartello,e Capella di S. Leopoldocome luogo anco affai facile da manteneruifi, paffò in tuttadiligenzacon li fuoi volontarij dal fopranominato Monartero Camaldulefecircondatoda mura ordinarie, ma diroccate, & aperte in più parti, per li portoni abbruggiati da’ Tartari nelleprimeìoro feorrerie, onde da sì poca gente difelo, potendo eiser in confèquen- zain più luoghi inuertito, conofciutoil vantaggio della vaile, e gola , che in faccia al Cartello di S. .Leopoldo haueua di fianco vna fèl- ua, e da queft’altra vn erta collina, prefe partitoin frangenti così ardui, &improuifi, d’incontrar li Gianizzeri, e cauaIli Turchi, e Spa- hi, chemifchiatiinfiemerifolutamente al difòpraafcendeuano,va- lutofi del vantaggiodel fito, e d’vna regola efsatta, con fcaramuc- cie,e piccioleimbofcate,-direttein talguifà,& artificio, che non lafciò fcuoprire il poco numero de’fuoi, trattenne molte hore ad- dietro il nemico, e fin’a tanto , che fiil’auùilò giorno al Duca, arrivò il Co: di Poyting Capitanio delLesle con i oo. Fanti, quali vennero nero aggiurtati nel porto piti eminente procurando mediante continue contro marchie di far il numero di quei pedoni comparir maggiore di quello vi forte alli Turchi, chefemprepiùs’ingrofsaua- no, e faceuano ogni sforzopoffibiìe per inoltrarfi : ma da volontarij brauamente (ottenuti li porti, nè cefso mai vn palmo di terreno, vi fi mantennero non fenza ferite, e perdita di qualcheduno > però contradirtinta da maggior danno de’ Barbari. ; Nelmedefimo tempo inoltratefi troppo arditamente verfoilDa^ nubio (òtto, il Calenberg Vecchio, ò caitello ai S. Leopoldo, qualche mano d’infanteria fenza commando, non hebbe sì buona fortuna, poiché nel ritirarli gli furono fatte alquante tette con poco danno de’ Turchi. Venuto il Merci] a riconofcere li porti fudetti de 5 quali conofciu- ta l’importanza ne auuertìil Lesle, quali con il Duca di Lorena por- tatofi fopra il luogo, fecero fubito condurre quattro pezzi d’Arti- glieria, con cui cominciò a giocare sii l’eminenza della nominata valle, e gola contro il nemico ; Intanto arriuando le truppe d’ogni parte, fi portò il Duca di Lorena à ritrouaresu l’ala delira il Rè di Polonia per conferirei rifoluere le vie più proprie dainueftire il nemico ( già che fermo fi mortraua in contendere il nortro intraprefo difsegno d iridarlo fuori dellaisedio di Vienna) hebbe l’occafione di ritrouarlo sii la cima d’altro picciolo monte in conferenza con li tuoi Generali, e Palatini, in punto che diuifauano, confiderate le po- derofeforze Ottomanne ,di far tre forti, & ergere Trinciere,partito che portando lunghezze, nonpoteua, attefele vrgenze, e li pre- fentanei bifogni, riufcire grato al Duca, nè tampoco alla Generalità Imperiale. - Ventilate le colè con lungo, e maturato difcorfo, il Marchefe di Parella per alianti conofciuto,& vltimamentecon legni di partico- lar rtima accolto dal Rè, s’introduisein rapprefentar la qualità de i porti già occupati con le loro confequenze, commodo ad inoltrarli le foldatefche per la valle, e gola trà li medefimi, e diffonderli poi in linee fopra il piano degl *itte£II > & il predominio loro verfo la campagna, come anco fi poteuano in ogni parte adoprar le Artiglierie, acquiftfche veduti da S.M.haurebbe forte prete) differenti rilsolu- tioni ; fopra di che il Duca di Lorena tèmpre fifso ci rimate in quella conferenza terminata fui tardi, e rifolta, che il Rè auanti giorno, farebbe venuto a riuedere detti luoghi, quali furono la medefima fera confègnati alle Truppe di Salsonia, che li guarnirono cori Grana- tieri, & altra buona infanteria recando però li volontarij col loro bagaglio, e feriti nella parte delle celle del Monattero, quali fingila notte {ottennero con generai approuatione le fcaramuccie. Conuocati il primo Vifire li capi del fuo Etsercito fece confulta fopra il modo dlncontrare l’Armata de* Chritliani,e del commando haurebbe da tenere ogn’vno, per affrontarla. Fu dunque tlabilito > che Ibrahim Bafcià ai Buda dirigetse la Vanguàrdia, l’Ala detira della Battaglia verfo il Calenberg al Dariubio > & il Bafcià di Aleppo, e diSilitlrialafinitlra. La retroguardia fu capitanata dal medefi- mo Gran Vifire,quale anco feguitò il combattimene fece la maggior® refitlenza, come fi dirà a fuo luogo, e tempo. Li Moldaui, e Valacchi erano deftinati a guardare le venute al Danubio, onde non fecero fronte al foccorfo, nè combatterono. All’apparir delle Stelle, fece con grandiffime gridi le tue preghie* re PEfsercito Ottomanno fchierato in bellitfima ordinanza, e mi- furata fimetria de’lumi, e fuochi accefi , dal corno deliro lòtto li monti fopradetti verfo il Danubio fino al finifiro, che cuopri- uano il loro gran campo fotto Vienna largamente difiefo ; parerla che quello baffo Emisfero gareggiata di beltà, vaghezza, pompa, e curiofità con l’altro del Cielo, mediante sì vallo {patio di fuperbi Padiglioni doppiamente illuminati, così che rappre- fentauano il più bel Teatro del mondo ; Veramente dalla Pro- uidenza Diuina (chea glietlremi bifogni tòuuenendo fipretènta^ preparato per compentàr le patiate tragiche leene con vna rappre- fentatione tanto plaufibile a’Criftiani, opprobriofa a gl* infedeli, meritata dalla pietà diCefare , il Prouido, e Clementifìfimo, e do- uuta alla crudeltà di quel Tiranno, che meditaua del tutto opprimere li fcguaci di Chritlo. A mezza notte li Turchi fecero vn tentatiuo di forprendere il con- uento già più volte accennato: Ma riceuuti con fierezza, e rifsduto contrailo dalli Satfoni, che guardauano quella parte, fi poterò ad ignominiofa ritirata con non tprezzabile perdita, e vergogna. Alli primi chiarori del giorno 12. Settembre comparile grandemente rinforzato il corno deliro del nemico, & a* fuoi mouimenti i comprendeuaildiluifine etseredi viuamente attaccare da tutte le parti, & auuanzar alle {palle il monte fudetto. Si cominciò con gran- ditfimocaloreda volontarij la fcaramuccia, tlandoui alla teffa il Marchefe Parella con la folita fua arditezza , e concorrendo rinforzi, fi accrebbe in forma di combattimento ; ciò veduto il Du^ ca 4 <> ca di' Croye , che per lunga eiperienza, e più proue fatte in Guerra non conofce il timore, auuanzatofì primo coi fuo Reggimentoriprertèil furore inimico, honore, che li corto vna moschettata nella (palla, e la morte di Tuo fratello, oltre qualch’altro officiale, Soldati gregari], e volontari] fuddetti : Si acquirtò terreno, & allora furono commandati ad auuanzarfi molti battaglioni, de*- Regglmenti di fantaria Leslic, Grana, & altri, li Granatieri con diuer- fa fantaria di Sartònia , li Dragoni del Conte Kuffìtein , Heisler , e Polacchi del Prencipe LubomisKy, calò anco il Prencipe Luigi di Baden , che pofporto ogni pericolo di vita, rtette fem- pre a* più rifchiofi cimenti , e Hrterto fuo Zio Prencipe Her- manno di continuo fi trouò trà le file a Cauallo ai fcoperto, & in porti pericolofirtìmi mentre Marte dalfivna, e dall 5 altra parte efieguiua i colpi delle fue fierezze : All’auuifò di che il Duca di Lorena, licentiatofi dal Rè di Polonia, eh* era venuto a quella volta per riconofcere liPofti,efaruifopra le più fondate deliberationi, fcefè frettoloso col Prencipe di ValdeK, & altri Generali, doue era la maggiore contefo , ordinò al Sergente Generale di Battaglia Conte Fontana douefiè far’auuanzar l’infanteria fotto il commando del Le- slee per operare fecondo hauefse poi diiporto il Prefidente di Guerra Marchefse di Baden fopradetto, che intrepido, e follecito accudirla, & animaua da quella parte con l’efsempio, e con le prometèe di promotione adogn’vno ,elacaualleria prendefse le file mofse conforme a gli ordini dati a fùoi Generali, Duca di Safsen Lavenburg, e co: Càprara : querta principiò la marchia, e la mifchia di quando in quando mentre contendeuano animofamente li Turchi il Terreno: Inuigoritofi dunque fieramente in querta parte il combattimento tutti li Generali, e Prencipi fi pofero con loro Colonelli a 5 Tuoi porti, folo il Rè con qualcheduna fi fermò ancora per poco tempo a San Leopoldo, e Monartero fùdètto per otèeroare la piega prendeua l’incominciato furoreda querta parte, a fine di poter conforme il bifò- gno, e miglior vantaggio dare fi fuoi ordini alla dertra, tanto piu che inoltratoci brauamente il Colonello Heisler con li flioi Dragoni , partea piedi, e parte a cauallo, hauendo ceduto al principio il Turco , queftolo inuertì sù la fine da più bande ,conrtringendolò a riti- rarSi : però folo finalla feconda batteria, alla quale fece alto, fòrtenu- todal Duca, dì Croye; Non potè però THeisler, e molti altri braui officiali con ogni loro sforzo impedir in quella ritirata,che non fof ferofatteleTeite ad alcuni foldatijSc al Co: Partì Fiorentino Capi- tanlo del detto Reggimento qual combattendo valoro&mente eternò l'anima al cielo , & il nome ai mondo. Contendeuano in queftaguifacorraggiofamenteli Turchi, benché trauagliati da vna batteria nofira di quattro pezzi da campagna, piantati sùla firada del monte viottole mura del recintodelCon- uento : a folte (chiere compariuano auanti ; ma veniuano con franchezza riceuuti dalla brauuradefoldati Ce6rei,ediquellide’Circoli delllmperio Safsoni,e Bauari,che a pàlli mlfurati ne’ loro giudi interualli andauano vfcendo con beìlifiimo Ipettacolo dalla golla,€ Valle frà li fecondi pretoccati monti, dal piano di quello del Mona - Itero, da bofchi,e colline, & arditi pafèauano a difendere in fronte dell* Inimico i loro fquadroni: onde tempre il guadagnaua Terreno, e firendeua più Ipatiofa, e di fondo maggioreìa Fronte a furia di mofchettate con tanto ordine , e rifolutione incontrando, e battendofi con le Ottomane fille, che te bene rigorofàmente op- poneuanfiverfo le otto della mattina delli indetto, fi trouòl'Ala dritta, & il corpo di battaglia hormaiquafi a mezzoil monte, onde tirate a bafso due altre Batterie, & vna fui alto di fiotto Nusdcrff in fianco : Ma olseruata da commandanti Turchi la dilpofitione dellenofire Truppe, e vedendo dalla parte, e fopra le riue del Danubio qualche picciolo interuallo di Terreno non occupato da no- firi, fubito mofsero gente a Cauallo commandata da Ibrahim Ba- fcià di Budamifchiata con Gianizzari sù la loro deflra per prenderci in fianco,doueteneua ilCo:Kucfffiein con il fuo Reggimento di Dragoni piede a terra : Arriuò all’horail Generale di Battaglia Mercy mandato dal Duca di Lorena per riconofcer il mouimen- to del nemico da quella parte , quale auuanzatofi con finfiinto del fuo naturale ardimento alsai vicino per meglio diftinguere lo fiato delle cote, gli fu ammazzato il cauallo, ch’alia caduta coltolo fiotto, fenza li potelse mouere, fi trouaua in ritehio di perder la vita , perche li Barbari furiofi v* accorreuano a tal fine-, te opportunamente dal Marchefe di Parella , e fuoi volontari), e da vn Caual- liereLorenete non fofse fiato dal cauallo,e dal nemico difimpegna* to, e dal detto Marchefe fatta la tefia col fuo brando ad vn Turco. Si inoltrauano in quefio mentre numerofi gli Ottomanni alla parte del Danubio per foprafare a fianco la nofira Ala, e già erano infiradatiad attaccare alle fpalle detti Dragoni, che con lùoi Mo- fchetti dauano continuo fuoco, quando per auuifo del Marchefe Parella,il Tenente Gener ale Duca di Lorena accorfoui in quella parte 48 te perfonalmente,fece comparirea tempo tre (quadronidel Gene* rale Caprara , commandati dalli Conti cauriani,Picciolomini 5 e d’Arco: Quefio trouatofi a pochipaffi da vn groflòdi Turchi gl- inueftìbrauamenteco’l fuo (quadrone, (òfienuto d’appreflò da gli altri due, che operarono da valorofi a (uo tempo, & hauendo dato nel punto fteflò in fianco a Turchi il MarchelediParella (èguito da fuoi Volontarij (benché li Turchi con valore indicibile facendo faccia à tutte le parti, e fofienendo da petto a petto lungamente l’impeto delle Corazze Alemanne, e volontarij, e tra quefiifefiaf- fe ammazzato il loro commandante, con altri, che Pattorniatono :) furono pure cofiretti a cedere il Terreno per qualche fpatio e lanciarlo fu’ifuolo,e non pochi di confideratione,refiarono feriti,perchè fa* ceuano ogni pollìbile a fine di ritirare li Cadaueri, come è Pvfò della Natione : Rigettati dunque fino alla prima valle a’ piedi del monte per doue era giunto rinforzo a Turchi, offeruatofi dalle Corazze, che lungamentehaueuano combattuto,ond'eranopiù Officiali feriti, e morti più fòldati ancora, che però non poteuano edere così rifirettilifquadroni come fui principio, non mancarono (òbito li Turchi di lanciategli addoftò: maritiratifi gli Alemanni alcuni patii per rimetterli come ben predo fecero, auuentandofi all*, incontro così furiofi,alla fine li confirinfèro a piegare, maffime reftando quefii fquadroni via più fofienuti da tutta l’Ala finifira, e numero maggiore di militie,che in quel mentre con pompofi (ìtfima villa erano quafi già tutte vfcite dalla Valle, e gola hormai frequentemente accennata dalli bofchi, e colline, écinoltratofinelle infime piane delli Vignali, nell’efiremità del monte del Mona- fiero ,dilatandofi in tal modo di fotto via fino (òpra le (ponde del Danubio a regolate file, doppo ringoiare, e fortunato contrailo ha- uuto anco da Safioni, e Bauari : che fofieneuano come s 5 è detto il corpo di Battaglia. Era fra tanto pafsato all’Ala defira il Rè di Polonia,oue dati gli ordini opportuni, marchiauanoconbella,e vagha ordinanza giù per li monti le di lui Truppe, che animate dalla prefenza de* loro Generali, e Palatini,con ardore,e prontezza riceuerono rincontro de’Tur* chi, da quali piegata a quefia moda la maggior forza loro, piantarono due batterie per fianco, e fi cominciò da quello, & alla fronte rabbiofòcombattimento , (cacciando li Turchi da loro podi: Si fecero con ofiinati attacchi per tre bore continue d'ambe le parti varie prouedi valore; ma li Polacchiincorraggiti daireffempio, e parole parole del Rè ( che veloce, dou’era maggiore il bifogno accorreua ) Tempre auuanzauano, e giunterò alli termini della Collina, doue ributtati li Turchi quelli rotti, e fuggitiui tirarono dietro di loro vn {quadrone di Caualli leggieri, qualidoppo brutta fcaramuccia -con li primi riceuutida vna faluadi tutto fuoco da vn (quadrone de’Gianizzari, che nella valle difotto vicina rtauano trincienti , caggionarono reciproca rtrage, perche vn rinforzo Ottomanno ripigliato il contrago, tentò l’afcefo, eia mifchiarifsolutamente. Auuanzatofi perciò il Rè co*! proprio figliuolo, e molti Grandi, fi contefe non poco, reftandoui morto il Potoficy figliuolo vnico del Senatore, e Cartellano diCracouia, checo’l figliuolo del Rè > & altri Cauallieri s’era troppo inoltrato: Ma tela Maertà con la villa voce, e con le opere, come vn fulmine te^uitò da vna manica de‘ piò arditi, fi gettò contro il nemico lo recinte gloriofamente, e lo sforzò alla ritirata. Allora molti partì in ordinanza fcefè l’Armata Reale ; nello tempo rtefso anco il Duca di Salsonia contro il Bafcià d’A leppo com- batteua alla Terta de* fuoi da Marte, deporto il mantello, riguardo- uole d’vna folgoreggiante corazza , (pauentaua, & irritaua il nemico, e vicino a lui vn volontario, telo Vafsallo con 60. Granatieri fcornpote vn (quadrone de’Gianizzari, che nella valle rtauano annidati, a quali feruiua l'eminenza del Terreno per parapetto. Furono finalmente doppo vigoroft) contrailo obligati ad abbandonar quel porto. Hebbe Tiftefsa (òrte il Duca di Bauiera contro altri Gianizzari più alla delira nella medefima valle in vgual linea dirteli quali con fuoi mofchetti faceuano gran fuoco non fenza notabile pericolo diquerto Elettore, che tutto ardore rtaua all’incontro di loro :mà ritirato da vno de’fuoi alquanto fino con vna tirata di briglia fatta al fuo Cauallo, vidde quali in momento nel fito dou’era caduto vno de 5 cauallieri de’ primari j del fuo feguito. Erano le due doppo mezzo giorno, quando con vna gran Batteria eretta a fronte cominciò llnimico con frequenti, e replicati fparri a berfagliare TErtèrcito Polacco, che il fimile patiua alli fianchi .-quandoda quelli oppoftefitrè Batterie, s’ingrofsaua fangui- nofo conflitto, &horrido per lo rtrepito, grido , denfo fumo, e continuo fuoco a quelle parti per vincere con reciproco defiderio, ferocia, evalore. In quello mentre il Duca di Lorena, ilPrencipe Hermanno, e Luigi di Baden, li Generali Caprara, Rabatta, Dynevvalt, e tutti D gli T° gli altri Officiali (correndo d’ogni canto Pala finiflra, haueuano commandato far alto alle Truppe, nonfolo per afpettar nuoue fi- cure di quello (èguiua fopra la delira, doue il Rè, li due Elettori, li Duchi dHannouer,e Brunfuig,li circoli diFranconia e ValdeK valorofàmentecombatteuano : ma anco per far auuanzarel’Artiglierie, che fi poferoin Batterie ne’ (iti migliori a mifura s’andaua guadagnando piazza al nemico. Dell’Infanteria anche (è ne fece filar ne’villaggi dalla parte del Danubio, e poco doppofaputofi ch’alia deftra pafsauano con la medefima felicità le colè, fi ricominciò nuouamente in più luoghi il combatto, e fi rigettò del tutto il Turco non folo dalla prima, ma anco dalla feconda valle non ottante fortiffime trinciere fatte dal nemico alla tetta della pianura verfo Vienna, e la difficoltà del paleggio in più bande, oue conueniua sfilar a vno per vno : Tuttauia fi profeguì, nè gli fi diede tempo di rimetterli, (e non ad vn grofso di Caualli, che con celerità per godere il vantaggio de lati à (guazzo occupò vna Ifoletta nel picciolo braccio del Danubio, & vn buon numero di Spahì, e Gianizzari infieme prefèro polto, vicino alle Riue. Fecero per qualche tempo buona continenza, e (èmbiante etian- dio di cingerci alle fpalle ; quelli dverano nell’Ifola ( benché ]i Dragoni, & Infanteria Cetàrea dalle fponde facefiero fuoco fopra di loro, commandati a pafsare il medefimo braccio alcuni Polacchi del Prencipe Lubomifcki condotti in quella parte dal Colonello Kio- nigfegg che brauamente combattendo , retto mortalmente ferito, e z. giorni dopò morì per la medema ferita in Vienna ) non puotero foftenerfi li Turchi : onde abbandonata Mfola fi ritirarono . Non minor oftacolo fi trouò alla fronte del loro cam-* po, quale afsai ben’era fortificato verfo la ttrada, mentre haueua da vna parte il Danubio, e dauanti vna profonda batsura, munita d’Artiglieria, qual fparrò più volte (oprale nofireTruppe, che da per tutto auuanzandofi valoroiamente rigettauano le fquadre nemiche, fcorrendoper tutte le linee i Generali, e maffime il Prencipe Luigi di Baden, che in quella parte fi trouaua. Si fecero li diftaccamenti per afsalire nelle forme proprie il fo- pradetto campo de‘ Turchi vicino al Danubio, e nel mentre fi auuanzauano li fudettidifiaccamenti di Dragoni, hauendo troua- to i volontarij vn picciolo pafsaggio benché difficile, & erto, vi afceferoconceleritàj&arriuaronofubitoalla batteria, qual occupata la lafciaronopoi ad* vn fquadrone de 7 Dragoni, e s’auuanza- rono rono alla Tetta dèi campo, nel quale efiendo alla fine entrati alcuni Polacchi del LubomifcKy di quelli haueuano ripafsato il Danubio , & altra gente non commandata, che in difòrdine fi mofsero a penetrar nelle Tende, e Padiglioni, furono da vna Truppa di Turchi cofiretti a ritirarti : Ma incontrati i volontarij ancor in ordine , e vifii da lontano i Dragoni, & altre Truppe, fi diedero di nuouo alla fuga , così precipitata , ehenonfolo in quel campo, e nella granttrada abbandonarono i Padiglioni, e Bagagli, ma etiandio T Artiglier ia grotfa è picciola, nè fi tròuò piu alcun oftacolo in quella parte fino alla Città di Vienna, doueperòfempre continuauano liGianizzan lifoliti trauagliloro negli approcci, fegnalando non meno la confianza propria, chelafuperbiaOttomanna, afcefaad vn’alteriggia notabile a’tempi venturi, conciofiache non ottante il combattimento continuo, e per così dire alle tpalle, Pauuanza- mento dell’Elsercito Crifiiano, e poco meno la vitta della fuga del proprio, fi fermò d’ordine del Gran Vifire Eaflèdio, fi proseguirono gl’attacchi alIeTrinciere, eBreccie, rimbombaua il Canone contro la Città ( quale pur altrettanto corritpondeua) ttrepitaua la motchettaria, diedero qualche aflalto, e volauano Bombe con granate in modo tale, quafi, atficurata per loro la Vittoria, non vi fotfe Battaglia, fortuna,ò pericolo alcuno riguardeuole. Poco dettero li volontarij del Marchefè di Parella, & alcune compagnie del Reggimento Heisler ad arriuare alla coda delle fudette Trinciere de’Gianizzeri : ma furono contromandati a far alto, perche non poteuano efière fottenute dall’altre Truppe, che haueuano ordine difermarfi per aipettarTefito di quanto fi opraua alla Deftra con l’Armata di Poloniache azzuffata già vn’hora auanti mezzo giorno fieramente con li Turchi, haueua continuando a combattere prouata vantaggiala fortuna, opportunamente perirò fottenuta dall’Elettore di Barriera, dalli Reggimenti Rabbatta Dy- nevvalt, & altri fquadroni , che il Duca di Lorena ordinò rinforzaf- fero la Dettra', per occupare la Batteria grande di fronte, quale per lo (patio di due hore , e mezza haueua fatti fuochi d’Auerno, e notabilmente danneggiati li Polacchi, quella dopò le $. fu prèfa da medemi, fecondati dal rinforzo Alemanno comesi detto, all’ho- ra il nemico voltò faccia doratamente perfeguitato dalla Caualle- ria Polacca con la Sabla alla mano: onde anco l’Ala finiftra, & il Corpo dì Battaglia profeguì con follecita marchia per incalzarlo 1 .. Intanto il Prencipe Luigi di Baden, il Mcrcy , & Heisler erano con altri Offitiali gionti alle mura di Vienna, da doue vfcito il Commendante Starmberg con altri Officiali di quella guarnigione, e fattifi dagli vni a gli altri varij complimenti, fi determinò di attaccare da tutte le parri li Gianizzari, che tempre più oftinatàmente combatte- uano nelle Trinciere. Ritornato dunque il Starmberg in Città per ordinare le Tue genti alla fortita, fi portò il Generale Mercij da vna parte, il Prencipe Luigi col Heisler, e qualche (quadrone del fuo Reggimento dall 5 altra per cogliere alla coda delli approcci, e trinciere loro li Giannizzeri , li quali haueuano in qualche canto riuolta l’Artiglieria, fcaricandolapiù volte (òpralenofireTruppe, che poi pafiarono a traueriodel campo de’medefimi come pur fecero li volontari j con altra gente commandata. Ma fopraggionta la notte, e nell’ifteffo tempo vfcendo parte de* Gianizzari dalle Trinciere, mentre arriuauano i Turchi fuggitiui dalla Battaglia, framifchiati con Polacchi, caualleggieri, e Dragoni (Importati dall’ardore di disfarli, non fi poteua più difiin- guere, nè riconofcere la gente, e doppo più colpi confufamente tiratifi cefsò per l’ofcurità quafi di fua pofia il combattimento : che fe, come Giofuè hauefifero potuto per qualche hora li nofiri Generali allungare il giorno, nella confufione incui fi trouauano a quel tempo li Turchi, battuti da tutte le parti, fi haurebbe riportata bensì vna più (anguinoia*, ma più memorabile Vittoria, tanto più che anco nel buio fi fcorgeua la loro difordinata è fcompofia fuga, fatta più palefe il giorno feguente dalla quantità di Caualli, e cadaueri humani difiefi da per tutto ( fegni chiari di non ordinaria firage è fcompiglio ) che cuoprirono dalla Città fino a Neuftatt verfo Giauarino più leghe d’aperta, e (patiofa campagna, confiderato, che anco li Barbari fuggitiui volterò (àtiare la loro crudeltà co’l macello di molti Chrifiiani di loro potere, in vendetta di tanta perdita , e vergogna. Arfiuato il Gran Vifire nelle vicinanze di Giauarino , per gare prillate che haueua col Vifire di Buda ( a cui era fiata appoggiata la Vanguardia contro li nofiri nel combattimento) ma (òtto pretefio di mancamento , e di debole refiftenza , fattagli leuare la tefia, fi fufcitò contro lo fdegno de’fuoipartiaji,dacne originata fiera commotione, fucceflfe tal (concerto , che venuti tra tràloro medefimi alle mani con vccifione di più di 500. di loro!, hebbe molto che fare il Gran Vifire per ricomponerla, e non folo il prefidiodiGiauarino, che forti fuori in tale occafione propitia, ma ancoliPolachi leggieri con altri Alemanni perfeguitando l’inimico fecero drage, dipiuvn grofso numero di Turchi ritiratili in Tottis, Papa ,& Edimburg, come Piazze, che haueuano prefo fàluaguar- diadalTeKelij,li Vngari ferrarono le porte, e tagliati a pezzi quei Barbari, ti diederole medeme Piazze alla deuotione di Celare. Quella è quella fortunata, e rimarcabile imprefa in cui il Cielo fingolarizò lifuoifauori, perla fàluezza dell'Europa, e del popolo Chriftiano, mercè le ottime difpoOtioni del Tempre prouidp, & Augufto LEOPOLDO, & opera d’vn Rè Giovanni tanto felice, in cui, quante fatiche hauute doppolafciato il fuoRegno,e la Patria, in marchia sì lunga, e pericoli nell’afpro combatto fcor- iì, vanno a controfegnare il fuocorpo, altresì più numerofeprepara glorie la Fama per celebrarlo in tutti i tempi, e luoghi della Chridianìtà. Gli Elettori vicini al Rè con il Duca di Lorena che con indefefia vigilanza accudiua a tutte le occorrenze, come anco gli altri Pren- cipi, e tutto l’ordine militare hanno rimarcato il loro valore, e merito acommunefollieuo in quella sì importante occafione, e refi- fi perciò degni alla poflerità, e fama delle piti dureuoli memorie , Terminò in tal guifa il giorno con tanta allegrezza del popolo di Vienna, che ben conofceua efser concorfà la gran mano d’iddio a preferuarlo dall 3 vltime rouine, che gli erano minacciate dalla cru- deltàdelPrimo Vifire, arrabbiato per sì rifsolutadifefa,emortalità patita dal fuo Esercito, La notte fecero li nodri in lungo, e fpatiofò giro accampati con fuoi fuochi,e lumi i’idefsopompofo Teatro che li Barbari haueuano dato a vedere la fera precedente, con queda didintione però che quedi meditauano comporre atti fièri di Tragedie, e quello terminò con rapprefentar glorie, confolationi, e per fempre memorabili trionfi. 11 Starmberg, che con le vigilie fue, e rifolutione militare ha fatto conofcer e il valore di sèdefso, Pamor verfò la Patria, e la Fede verfo il Prencipe, attefè con il fòlito della fua prudenza il tempo opportuno di fòrtire, per accogliere con lacrime d'amore, e ringra- tiamenti li benefattori, e di portar al Rè quei tributi d’ofsequio più D J do; douuto in tanta necelììtà così la mattina delli f $. feruendo S. M. per gli approcci, che poi a Cauallo col figliuolo a lato ? e numerolà co- mitiua diPrencipi,eCaualIieri entrò lòtto lo sbarro dell’Artiglieria in Citta, paiTando a mezzo delle militie,e de’Borghefi armati in ordinanza, quali tèmpre fcoperto per corrifponaere aTaluti del Popolo, che tuttogiuliuo llnchinaua: Andò alla Chiefa de’Padri Agofiiniani Icalzi di Corte , oue intonò di propria voce il Te DEVM &c. & alcoltòIaMefsa:Honorò la Cala di Starmberg, re- fiandoui a pranfo, e verfo le quattro poi fiotto la fialua del Canone, ritornòlsene al fiuo campo. Sortiuano poi tèmpre li Cittadini, & altra gente a vedere li approcci» &ad’olseruare il fiatò pericolofio, dal quale fi erano liberati, ha- uendo Iddio tolto il giudictoal Primo Vilire, che le hauelse accelerato li attacchi con ordini più fipediti, e rilsoluti, il loccorlò fiorii non làrebbe fiato a tempo opportuno, eia Germania li haurebbe ridotta a termini di pefiìme confiequenze. Nel refio il bottino è fiato confiderabilifiìmo, per la quantità , qualità, e prezzo, hauendo lalciato li Mufiulmanni tutta l’Artiglieria» e Munitione, sì da bocca, come da Guerra, Padiglioni, Carri, Bagaglio , Mercantie, e quanto di ricchezze v’era in quelnumerolò ammafsamento di Militie, Volontarij Principali loggetti della Turchia, e loro Equipaggi j così, che formauano, e componeuano quanto potelse hauere, e vederli in vna delle grandi, e popolate Città, che pofisa vantar’aggi, & abbondanza, comodità, pompa , e ricchezze. Nel Padiglione del Primo Vifire furono trottate numerofie Calse, e quella di Guerra, che a giudicio de’ più intendenti venne fiimata alcenderea qualche millione: Quella hebbe il Rè di Polonia in fiuo potere conCaualli, Stendardo di Mahometto (che poi tu portato a Roma dal Talenti fiuo Secretano ; ) e tre code di Cauallo, lolite Ia- fiegne Reali, vefiimenti, e mafiìme quel ricco, e pompolò preparato da quel Tiranno perennare in Vienna trionfante, mentre ficu- ro credeua d’hauer della medelìma Città l’acquifto. E così fiuccefi- fiuamente tutta l’Armata Vincitrice, hà goduto Ipoglie » la Polacca però le maggiori. Efisendofi vedute gioie, Sciable, & Armi fuperbififìme, il popolo allettato anchelso di preda per più giorni vlciua, & entraua carico d’ogniforte dauuanzi del Campo nemico refipirando la pouertà con {abbondanza delle Vettouaglie, che già prima sbrano aprezzo zo non (blamente rigorofo, ma anco con {lento a pena ritroua- te i perche fupplì al mancamento la prouiggione lardatagli nella fuga con quantità di Boui, Buffali , Cafirati, & altra carnàggio- ne. Comparue il giorno fèguente accompagnato dalli due Elettori gran numero di Prencipi , e Miniffri Generali, e Cauallieri pafsando per gli approcci con il Starmberg Tempre a lato, l*Imperatore:iI quale alla Tua naturale Maeftà haueua così ben vnita la piaceuolezza, & amore,che venuto in Città mofse tutti a contemplarlo con legni, t dimoff rationi di particolare tenerezza, falu tato con Salua Reale dell’ Artiglieria pafsò in mezzo delle militie, e da i Borgheff in ordinanza armati,alla Cathedrale di S.Stefano a mezzogiorno, oue con fo- lenne Mufica refefi folenni gratiea DIO, fi cantò il Te DEVM&c. e poi la Mefsa, cantata dal Vefcouo di Neuffrart Co: Kolonitz, quale durante l’afsedio fi portò con raro zelo tanto inferuitio del Tuo Prencipe, quanto in benefitio della Patria, e delle militie ,vfando carità degne della Tua Pa fiorai Dignità verfo li poueri, &. Orfanelli la-* {ciati in abbandono a numero piu di mille tutti in età tenera Tu J l campo, fenz’altro prouedimento, ò appoggio, fuorché.della carità , e pietà di chi fucceffiuamente andana raccogliendoli, e riceuen- doli per le Tue efortationi come figliuoli. Li 15. pafsò l’Imperatore a veder il Rè di Polonia all’Armata, cheftaua accampata , e difpoffa a profeguire nuoueimprefe vna legha, e più lungi da Vienna verfo Schuuechet : Teneua la Vanguardia l’Efsercito Polacco, e la Retroguardia rAlemanno:capi- tò flmperatore alla tefia del Tuo verfo le 4. hore doppo mezzo gior* no: Allora il Rè, cheffaua dietro le vltime file, andò ad incontrare l’Imperatore, e doppo breui complimenti tenendo ambi le loro Maefià il fùo Juogno a fronte de’ Tuoi Efserciti, attorniati da numero grande di Cauallieri primarij d’ambeduele Corti di queffi Sourani, lattodifcoriòdi vn quarto,e mezzo d fiora,fi licen- tiò il Rè dall’Imperatore, abbracciatoli così da principio, che alla fine, e tornò fralefue Truppe, non prima però che il figliuolo del Rè preffafse le fue riuerenze anch’egli a Celare in prefen- za delRè fuo Padre bacciandogli nel medefimo mentre le mani . Così il Gran Generale del Regno Iablanoushicy, & altri Generali, e Palatini per ordine, s’inchinarono con profondi ofsequij, e ri- Ipetti : quali clementiifimamente accolti a difiintione de loro gradi, pafsòpoiSua Maefià Cefarea ad ofseruarecond Ugenza lemi- D 4 litie Btie Polacche, e girata al fine tutta l’Armata fé ne ritornò tiri tardi a Vienna. li giorno fèguente partiteti di ritorno alla Patria le Truppe di Safiònia per non poter feguitar più oltre, & allontanarti troppo da’propri) fiati richiedendo la tìcurezza dell’Imperio, che non fi hfciafiè fenza militie quella parte, pattarono il ponte del Danubio incontro a Staffile Crems, per doue erano venute. Quefia Natione fotto la Valorofa Condotta del proprio Elettore, fi meritò applaufi, e glorie in tutti gl'incontri nauuti co’l nemico, doue diede fàggi di magnanimità , e d’intrepidezza . Soffrirono però li Paefi nella marchia delle medefime non pochi danni, nonefèendo potfibile a gli Officiali diouuiare, e porre freno ballante alla licenza militare , come pure fuccetse con lo foaliggio di qualche parte de’ Carri del Bagaglio, e della Prouianda Polacca, incontrati nella marchia da dette Truppe ,-pocolungi da Vienna, ilche riferito al Rè/e lo pafsò il difpiacere con generofità, e difinuoltura ftraordinaria. L’Imperatore intanto fermandoti aVIennaperdargrordinine- cefiarij per rimetter in tetto la Città, partì poialli 19. verto Lunz, & il Generale Starinberg col Elettore di Bauiera feguitarono per la pollala mofsa del Rè, che marchiaua, per arriuarlo, efinirfeco la campagna, &elsendo fiato il Starmberg dichiarato dallTmpera- tore, oltre altri honori riceuuti Marefciallo Generale di campo, par* tiua carico di gloria, e meditaua di fegnalarfi in campagna aperta af fei più di quello che haueua fatto racchiufo nelle angufiie d’vna città afsediata. I Turchi credendoti d’hauer fempre alle (palle l’Armata vincitrice, continuarono a fuggire per tre giorni, e notti finche s’auui- cinarono a Strigonia,hauendofi però fermato prima qualche pezzo a Giauarìno, doue d ordine del General Vifire era fiato (frangola to Ibrahim Bafcia Vifire di Buda buomo famofo, & intendentit- fimo di quelli confini più peremulatione, e gara priuara del primo Vifire, che per alcuna colpa publica mentre infuo fauore fi leuò tumultuariamente la militia confiniaria, che finalmente, edopò qualche firage tra le parti feguìta, fù quietata per forza, e ne pagarono più di 40. di loro poi ad'Alba regale con le tette la pena della folleua- tioneriafciaronofeminatidaper tuttocadaueri, tanto d’huomini , che d’animali,refiati per debolezza,e mancanza così di viueri, che di foraggi: moltiChriftiani prigioni non potendoti condurre via da Bar* Barbari, furono crudelmente trucidati > & al fetore, di tanta corrut- tione, principiò ad ammorbare li foni, e cagionar malattie. Si fecero fohiaui piùGianizzeri,& Vnghari Tributari] del Turco , che già èrano commandati a farlauorifotterranei, & hora condannati a disfarli : potendofi qui dire, che fe li Capi delle Armi Chriftiane non hebbero virtù di fermar il Sole come Giofuè per intieramente abbattere li nemici, Iddio gli affittì in altra forma, con far alla loro prefenza precipitar la Luna in vna fuga vergognofa. Stauano fin all’ora li Commendanti di Giauarino, e Comora in ofcuro di quanto fuccedeua al di fuori delle loro fortezze , ma finalmente accortifi dalla folta poluere, e difordinata pafiata de’ Turchi come de Ribelli dall’Ifola del Schutt, della fuga loro aperta, gli fecero dare addietro da gli Aiduchi, & Vfiàri, che ne batterono alcuni, e liberarono più fohiaui. LiTranfiluani, Mol- daui, Valacchi, e Tartari abbandonato il Primo Vifire tè ne tornarono alle loro Cafe, come fecero molti Tur chi Ipauentati dalla rotta hauuta. Li noftri(conofciutol’auuanzamento de’ Turchi da non più poter elfor rintracciati) marchiauano follecitamente verfo Polònio, doue gli conuenne fermarfi molti giorni con gran fientodi foraggi, per alpettarfofiè fatto il Ponte di Barche per pafiar nelPIfola de Schutt, doue entrò prima l’Armata di Polonia co’l Rè, lèguitatal dall’Imperiale, effondo i BauaripafiTatifopraBarcheil Danubio fo- paratamente co ^Elettore, quale principiando a fentirfi poco bene, fi fece poi portare a Bruna in Morauia, doue fu molto trauagliato dalla dilfonteria con pericolo di vita. Si trafcorfellfolalopraccennata, finaComorra, e precedendo fempre li Polacchi fecero qualche (correria fenza commando, & ordine verfo Neuheifol, doue alcuni di foro troppo arditamente au- uanzatifi, furono condotti prigioni. Si portò il Rè a vedere le fortezze di Giauarino, e Comorra, riceuuto collo sbarro del Canone, e banchettato da quei Commandanti. Continuò la marchia fin’a poche leghe da Barcan,e bruggiarono certi fornitori Polacchi alcuni Villaggi, difordine,cheincarì li foraggi, e per mancanza di queftì penaua l’Armata a gran fogno. Quella hormai era accampata sù le riue del Danubio, quando al Duca di Lorena parue d’afpettar l’infanteria, che marchiando a paf- fo piti lento, non poteuaarriuareprima, che di mattina ventura : nei mentre fipendo il Vifire(che fi trouaua a Buda) l’auuicinamento 5 8 , ' de 5 noftri, raccolte alcune Truppe delle migliori, che hauettè, e fattele pattar i ponti a Strigonia,e Buda, limando incontro a’ noftri per attaccarli, e tentar gli ettremi, prefumendo farebbero per inue- ; il ire Barcan ,& impadronirfene per anguttiare doppo Strigonia , aprirti la corrimunicatione con le Città Montane, e tagliar fuori Neuhaifel. Erano li 7. Ottobre mattina, quando auuertito il Duca della marchia del Rèco’l figlio, e gran Generale del Regno già prefa vetto Bar-* can, fece anch’egli fubito feguitare molto opportunamente l’Armata Cefarea poiché a pena auuanzato qualche hora, hebbe dal Dynevvaìt ( ch’era co l’Armata Reale ) l’auuifo , che fi vedeua qualche grotto de’ Turchi, il chePobligò a guadagnar lènza induggio la Tetta deirEfsercito , e far occupare da alquanti (quadroni l’eminenza, che gli era siila finittra, doue apenagionti, fi viddero a tutta briglia (correre quattrobellittìmi Caualli d’Ofhciali Polacchi fenza loro Padroni, & in feguitobuona parte delle loro Truppe , che fi ritirauano con qualche difordine, col fratello della Regina, e molti altri Officiali, nati come fi prefume, feparati dal furore della zuffa. In fatti compariuano li Turchi framifchiati con loro, facendo qualche vccifione, feguitati dal loro grofso con tutta celerità, fino a vifta, e prefenza nottra, fenza che il Rè, ( che nelle viti me file faceua ogni sforzo maggiore con preghiere, rimproueri, e co Pelèmpio per rimetterli, e far voltar faccia a Tuoi) hauettè mai potuto farli ri- nouar con la douuta rifsolutione il combattimento. Haurebbe potuto forfi patir danno maggiore nel fine della piana, fe in quel mentre (òpraggionto il Duca di Lorena, fcoperto fubito il fito , & il bifogno non tolsero fiati dal medemo opportunamente motti in linea dal Duca di Lorena li y.lquadronfch’erano montati sii l'eminenza mentre andauano arriuando le altre Truppe, non ha- ueffe fatto battere li Timpani, e fonar le Trombe, confar moftra d’au- uanzarfi verfo il nemico medefimo, che a quetta comparfa infenfì- bilmente declinò, e fi diede alla ritirata. In quello incontro cotte pericolo euidente di perderli il Prencipe Giofeppe Lubomifchi, al quale volendo far con regola, & ardire la (ila ritirata, calcatoli fotto il fuo cauallo, hebbe non poca difficoltà a rir'netterfi, al fuoSecretario Italiano di nafcita Veneto li fu leuata la Tetta ,ilCo:France(co Giu fi i caualieryeronelè, chepafsatoperii Paefi, trouauafiincracouia nella marchia del Rè, e fi prefentòaS. M. per feruire come volontario * •rìleuò ferita di freccia in vn braccio, e corferifchiograndedi recami affollato, mentre infifieua tratto dal fuo giouenile fpirito, e corraggio per ofiare alle furie mimiche nella finifira attaccata d’ordine Reggio dalla dritta delle fue Truppe, quali alla fine ripigliarono l’ordine, e l’ardire connaturale di quella valorofà Natione, che tante volte, & anco fotto il felicifiìmo comando del Rè hora gloriolamente Regnante hà fatto correre più riuoli di fangue, e notabilmente riprefsa la barbarie Ottomanna. In quello mentre haueua il Prencipe Luigi di Baden fatto opportunamente occupare da Dragoni li villaggi, & altri polli nella baffo , con che recarono da tutte le parti coperti, & accurati li Polacchi, quali fi andarono riunendo , bensì alquanto rimedi dalla prima fierezza, che li haueua travoltati al principio del cimento, troppo affidati al naturale coraggio , & ardimento loro . Dubitandoli Duca di Lorena, cheli Turchipotefsero far vn giro dietro aKapiù alta collina per venir a cogliere l’Efsercito alle fpalie, ò dar fopra il bagaglio, vi mandò il Colonello di Dragoni Heisler co’l fuo Reggimento, & altre Truppe per riconofcere, & ofseruare gli andamenti del nemico / che rintracciauain varie forme di confe- guire altro vantaggio. Il Rè portato dall’innata fua grandezza di fpirito, & auidità generofa di gloria , fece primo la moda , ma li Turchi più bra- ui, e franchi fcieltifuron comandati da’loro Bafcià Generali a far le più ridolute, e vigorofe oppofitioni, e con larghe promede di premi],&auuanzamenti a mifùra de’diportamentfverfo li più va- lorofiallettati,onde iui fi vidde prouata la maggior fierezza, e sforzo, che mai fihauedè potuto imaginare in vn Barbaroincami- nato a fare fdegnofa vendetta, &efercitare il più ridòluto valore, e brauura,onde li conuennea’Polacchi cedere,pocodoppo ripigliarono, e fofiennero due, e tré volte la carica inimica, ma la fortuna non li fuccedè profpera, perche come arrabbiate Tigri nuouamente li Turchi gli fi lanciarono contro, fiche conuenne alquanto piegar, e patir qualche difordine, & vccifione a’ Dragoni Polacchi, che piede a terra teneuano nella pianura. Però Sua Maefiàcon la (olita fua prudenza, e franchezza attefea riordinare,e rimettere nel folito vigore,e brauura le fue fol datetene, inferiori però fiate oltre 8, milla huomini meno di quello haueuano li Turchi aggrefsorinelli fopraacennati incontri. La- 6o Lafciò la delira dell’accampamento alle militie Imperiali> e fi ml- fe con le lue alla finito, determinando,che fialpettaffe l’Infanteria con TArtiglieria facendone fòllecitare la marchia, e tener buona guardia di notte in faccia del nemico vnitamente coi Duca di Lorena , quale anco dilpofe militie di riferua pronte ad occorrere ad’ogni moto faceflè il nemico. Arriuò il giorno feguente circa le 8. l’Infanteria coll’Artiglieria, & abbenche percaulà d’alcuni foraggieri rifuggiti nel campo con difendine vi fifoffe fufcitato qualche all’arma fallò, nonloprefe però il redo dell’Armata. La fera fu conclufo dal Rè d’accordo con il Duca, di andar ad attaccare il nemico per il giorno feguente, e non ofiante le ragioni incontrario oppofie, e l’incommodo di qualche pioggia caduta la mattina, fi mifero al fpuntar del giorno in Battaglia le Truppe: Le Imperiali occuparono qualche Eminenza all’A la finifira, su l’efiremità della quale era l’Haisler co’l fuo Reggimento di Dragoni alcuni Vffari, Vngari, & altre militie, co* me pur quelle del Prencipe,e CaualliereLubomifkycon parecchi fquadroni di Polacchi commandati dal loro gran Generale del Regno lablanoufki, Metfe dunque tutte le Truppe in Battaglia, commandando all* ala delira il Rè, & alla finito il Duca di Lorena, e lòtto di lui il Prencipe Luigi di Baden, Rabatta, Palffy, Dynevvalt con altri Generali, s’auuanzòcon bellitfima ordinanza & allegria di Timpani, Trombette, e Tamburri, che da per tutto rifsuonauano incontro al nemico, quale con vifiolà apparenza , infuperbito dal precedente profpero fucceffo, mofiraua fembianza, e rifsolutione di non folamente voler combattere a piede fermo , ma etiandio diattacarci, come fece alla fine, sii la delira verfola'nofira finifira , doue fatto dagli Vffari prigione vn Turco officiale di Gia- nizzari, efaminato difiè, effer l’inimico affai forte, e di più afpet- tare a momenti altri groffi rinforzi sì del TeKely, e Tartari,come pure da Buda dal Gran Vifire, che fi attendeua in perfòna > come probabilmente farebbe feguito, fe fi fraponeua ìnduggio al combattimento. Refe il Duca di tutto ciò auuifàtoal Rè,quale d’afiìeme con l’Ala finifira s’andaua accollando al nemico in faccia. Quello feorgendo i Polacchi del gran Generale Iabla- noufky fu’l Corno linifiro , fi molle prontamente per inuellir- li : fù riceuuto prima con alcuni pezzi di artiglieria, e poi bra- uamente foftenuto l'impeto delle Truppe, eh’erano in quel- la parte, sì che lo coftrinfsero a ritirarti con qnalche confufione . Auuanzaua nel mentre con rifolutione, & ardire il Duca di Lorena medefimo alla Tetta di tutta l’Ala finiftra, e facendo il debito non fòlo di Generale ma di fòldato ancora, caricò più volte il nemico , come pure fecero con vrtarlo li Volontari j, e Corridori a legno che fù rigettato da quella parte fin' alla batta difotto, nella quale però fi limite, Tettandosù l’alto verfo la deftra molti grotti fquadroni di Caualleria Turca in bella ordinanza : Di che accortofi il Duca di Lorena^ chelanoftra Aladefiranonprogrediua al pari della finittra, per non romper 1 ordinanza, e poter ettere tolto in fianco, fece far* alto, e nel medefimo tempo brauamente auuanzando, refirinfe vn grotfittlmo fquadrone de’Turchi della loro più fcielta gente, commandata dal Bafcià di Silittria : quefio trouando in ogni lato ben formata, e chiutà la nottra ordinanza, in luogo d’inuettirci, sfilò al lungo della linea,a pochi patti da’fquadroni, fcuoprendo il fianco: il che otteruato dal Marchefedi Parella fi auuanzò con qualche numero di volontarij per inuettirlo : l’ittettò fece in quel punto fuori delle linee vn fquadrone del Veterani commandato dal Capitano Marchifio, e trouando nella difcefa il Bafcià, gli s’auuentarono in modo che quafi à momenti fu rotto è fconfitto quel grotto de’ Turchi con gran fodisfattione del Generale Iablanovutky, quale portatori auanti con vn tquadrone d’Huttàri, ettendo fiato foftenuto dal retto delle fue Truppe commandate da lui per quefio effètto mentre fi trouaua in porto da poter else re da più parti inuefiito, e matti- me da quefio grotto inimico, che s’incaminaua al fianco delli Vtta- ri, quando rinforzato opportunamente come fi è detto non fotte fiato disfatto. Il Bafcià non meno dal valor proprio, che da’fuoi, che gli morirono a canto, con efsemplarfededifefòlungamente, retto ferito, e prigione del Generale IablanoufcKi. Principiò la fuga de’nemici da ogni banda, parte verfo le paludi, parte verfò Barcano ; furono da’ nofiri acremente perfeguitati, & hauendo il Corno finifiro fatti voltar fpalla a quanti gli erano d’auanti, il Duca che Cubito fi trono alla Tetta, commandò al Dynevvalt d’incalzarli verfo le paludi, doue gran numero de fuggitiui fenza rifparmio fù da’vincitori tagliala pezzi,& egli in perfonacon Dragoni, Infanteria, & Artiglieria profeguì verfo Barcano, doue s’era con precipitofa fuga la maggior parte ritirata, riceuuti intanto gli encomij per la buona condotta non folo dal Generale de 3 Polacchi, ma dal Rè medefimo, che 6l che gcnerofamente volfe felicitarlo, e dirgli che I’Haveva ben Vendicato . S’hebbe nel medefimo iridante l’auuifo, che per il gran numero, e calca de’Turchi che foggiuano a briglia fciol ta, traboccatoli fo- degno, s’era rotto per mezzo il ponte foprail Danubio, mentre procurauano padàre, & faluarfi a Strigonia. Si (òllecitò la marchia, s’attaccò da tutte le parti Barcane con Dragoni, & infanteria, dellaqualefi fecero auuanzare li Reggimenti de’ Prencipi Luigi di Baden, di Neoburgo, & altri, quali parte guadagnando la Palanca della Città, parte facendo fuoco continuo (o- pra li Barbari ( che dilperati tempre più fi cumulauano fu’I ponte abbenche rotto incalzati li primi da’fecondi, e quefti (pinti dagli virimi al precipitio) cagionarono (àngue, e firage da per tutto, fartafiancor maggiore dallegrandini diferrumi (pezzati,ò cariacele 3 che da alcuni pezzi d’Artiglieria fenza intermitfìone foltamente coglieuano lifuggitiui, de’quali molti fi gettauano nei fiume per guadagnar la parte auuanzata del ponte, a fegno che in brieue tempo reftarono da due Elementi fuoco, & acqua didrutti, & ad (òrti, quafi di concerto più migliara demedenmi. Spettacolo, che non oftante la loro barbarie, s’attiraua la compafiìone di chi mirò la firaniezza di tante (cene, che rapprefentò vn giorno folo alla perditene di sì numerate, e braue militie. Men crudele gli fù l’Elemento della Terra .-poiché penetrati con lafpada alla mano li Dragoni, & l'Inlànteria in Barcan, abbenche moltifiìmi refiafièro ammazzati in quellimpeto, qualcheduno hebbelàluala vita, e maffi- mevn numero del 4. in 5. cento , che ritiratili nell’vltimo recinto' della ditela, vi poterò bandiera bianca, e fi reterò a diterettione. Mirabile qui fi refe la con danza d’vn Turco, chealsalitofu’l ponte da diuerfi Polacchi con la Sciabla alla mano per vcciderlo, più' volte riuenne alla carica contro di loro’, e benché ferito in più parti, anche da colpo di motehetto, dette nulladimeno (aldo, difendendoli buon pezzo fin’alfvltimolpirito. Altri , modrandole borie piene d’oro, fi precipitauano'con quelle nel fiume, che in brieue’ (patio di tempo fi vidde tutto cuoperto di Turbanti'. Crefciutala quantità degliannegati trà le edremità del ponte rotto, pareua, teruidèro(còmedi ponte mobile', li corpi morti per facilitare il padaggio a’ viui ; de’quali però pochiftìmi fi faluarono : nè fi odèruò alcuno che gettatoli a’nuoto co’! Cauallo nel Danubio ^l’hauede potuto intieramente padàre fenza rouerfeiarfi prima- di diarriuare all’oppoda riua, mentre \z maggior parte de’Cauàlli a quella di Barcano ritornarono vuoti, doue poi fi continuò per più giorni la pelea nel fiume, così di Turbanti, che de’corpi morti, con fanuanzo delle fpoglie di ricche vedi, rare fciable, e molti denari^ fi fece computo efattoperpiùdiligenzevfate, e relationi de i priggioni ancora, che in queda battaglia fodero morti piu di 9000. Turchi, e delle più fiorite, e braue militie vi fodero nella loro Armata oltre moltidìmi priggioni redati, trà quedi di conto vi furono li Bafsà di Silidria, e di Aleppo . 11 Bafsà del Cairo, il nouello Vifire di Buda, comepiù altri Sangiachi,&Officiali maggiori morti renarono fui campo, epochiffimi devnodri vi perirono. Accampò l’Armata tutta poco didante dalla riua del Danubio , attendendo le Barche per far il ponte, cpaffareairacquido di Stri- gonia, fe bene qualcheduno era di parere, che s’andaffe a Ped per i mpadronirfène. Ma hauendo i Polacchi abbruggiato li villaggi all’ intorno con quanto foraggio v’era, anzi Barcano medefimo a fine d’incomodare rinimico, fi temeua di penuria d’ogni colà, e forfè maggiore nelWnoltrarfi, tanto più che ritardando le Barche per la condruttione del ponte fui Danubio, e conuenendo perciò cercar lontano il foraggio, furono prefi da Ribelli, e Turchi alcuni foraggieri. Confiderata frà tanto l’vna, e l’altra riua del Fiume, e vida a mira d’vnTrincieramento vecchio vnlfola in mezzo, fi rifsolfè valerfene, e far tragettaruicon barche infanteria, per offeruaregli andamenti del nemico, qualnonfece altro mouimento, che venir da lontano a riconofcere, qualche giorno doppo fi vidde comparire buon numero di Caualleria dalle vicinanze di Buda, ma ritornar ben predo con qualche Carauana di Cameli, e Cariaggi, che fece credere haueflèro condotto monitioneaGran, eriportato bagaglio. Alla fine perfèttionatafi vna parte del ponte, fifecepafsar con barche quantità maggiore dTnfanteria, che cominciò alla riua di là cauar foffi con qualche riparo, da poter effer fiancheggiati, e fòftenuti dalla fopradettalfòla, e difefi da alcuni pezzi d Artiglieria piantataui opportunamente. Inquedo mentre il Duca di Lorena medefimo andò a riconofcere Grana, a cui Borghi diedero fuoco la notte alcuni Cofacchi del Rè. Il dimani, e il giorno doppo, effendo pafsati con più Dragoni, numero maggiore dTnfanteria, & auuanzandofì di nuouo molti Officiali a riconolcere la Città, e il fito, fecero credere al nemico, che farebbero per allora venuti all’attacco, onde lènza in- duggio 64 duggio pofe fuoco non folo alle Calè rimarte dal fuoco nel Borgo J maetiandioalTomasberg ò monte di S. Tomafo fortificato con Palanca (òpra Spicciola eminenza che domina in buona parte la Città di Grana, òStrigonia. Ilche fu interpretato da chi a debolezza, e da chi a fegno d’oftinata rifsolutione di fare vna risoluta difefa, qualunque hor fofse ilpenfiere de Turchi non fi tralasciò (ridotto già il ponte a fine ) d’approffimarfi con tutte le forze, e prender porti allmtorno di Grana, che riconofciuta più d’apprertò per ogni banda non ortante la buona continenza, il fuoco, e gli vrli continui de Barbari, fi determinarono li quartieri per l'Infanteria (òpra, le colline ; a Croati, Dragoni, e qualche numero di Caualleria vedo il Danubio ; a Bauari il loro attacco pure da quella parte del fiume per di fopra, doueerail Ponte verfo Barcano con vna batteria, Se al rerto dell’Iofanteria tutta diuifà in due altri attacchi, verfo il monte detto di S. Tomaio, e più a baffo con buone batterie, quali fiandauanoauuanzando, accudendouiconfomma diligenza il Generale di Starmberg, e fotto d’effo il Sig. Prencipe di Croye, li Pren- cipi diNeoburgo, e di Vvirtenbergcon li Generali Sereni, Scher- fiènberg,& altri. Si riportò in brieue con rtraordinario vigore la Città baffa, sì dalla parte Imperiale, che de Bauari animati dall’arduo dell’Elettore medefimo, che con intrepidezza efsemplare incoraggiua li fuoi : nel mentre auuanzatifi vi è più femprei^trauagli, e fatta dall 1 Artiglieria vna larga Breccia dal canto Imperiale, fi diffegnaua d’andar all’afialto : Mariconofciutofi vn fofso afsai profondo è largo, riuerti- to da due buone mura, fatte con calce, e grofse pietre, applicando il nemicoanuoui ripari dietro la breccia, conuennepenfàr a s mezzi dipafsar il fofso, & al modo, d’attaccare il minatore alle mura più alte, Se vltime della Piazza. Quella imprefa riufeì con buona forte al Marchefe di Parella, quale vnitamente co’l Generale Starmberg, epoi col Scherffenberg riconofciuto in più parti il fofso, e la piazza medefima, vi ritornò poi con vn fuo minatore, che fu fèmplice faldato per efser fiato impiegato il Capitanio all’attacco di Bauiera, Se iui ammazzato. Ritrouatofì dunque il Terreno proprio, a poterfi inoltrar prontamente nel fofso,vi fi mife fubitoin opera il detto foldato con alcuni Camarate, che fortenuti in perfòna dal fùdetto Marchefe, accompagnato dal CoErofsafeo fuo Cognato,e dal CorParella fuo fratello,dal- Co:Tadiro,e Tafsoni,dal Solaro Nobile Milanefe,e da altri volontari), che che feco vennero, fecero tanto, che non ottante li fuochi artificiati, li difturb!,e le fortite del nemico fatte per riconofcere quetto trauaglio, sboccarono al puntar del Solenelfottò, doue fi foggiarono con far trauerlà per foftenerfi,e trauagliando inceflàntemente nel medefimo tempo a romper Pincamifciatura dell’oppoftapartedel fottò,e Gallar terreno per v(cire,condurre, & attaccare il minatore olii’ viti ma muraglia della piazza, riconofciuto fai fatto poco dittarle, allungo di quello medefimo follò vna rottura, e breccia, dalia quale a fcuoperto fi poteua vfcire confantaria per impedirei minatore, ^orti il Marchelè da quella con gli accennati Cauallieri Tuoi compagni, ponendofi alla Tetta dell’Infanteria commandata, e feco if Conte Fontainecol’Ingegniere Beauffij, e furono lòttenuti dal fotte dai Barone Gali Tenente Colonelìo di Mansfeldt, e non ottante il fuoco del nemico, sì di mofchetto, che d’artificio Granate, e grolle Pietre , r che in quel tiretto grandemente gl’incommodauano, nonfolo s’alfoggiarono al difopra dall’altra parte del fottò, ma attaccarono il medefimo minatore alla muraglia copertocon forti traui,e pez- zidilegno, in manieratale, che non tu polfibile al nemico con quanti sforzi vi facettè, di sloggiarlo. Ile he obligò alla fine gli alfe- aiati di parlar in altra forma haueuano fatto la mattina, quando gli fi fece la chiamata, mentre addimandauano tempo di mandar a Buda per laper prima li lèntirnenti di quel Bafcià, ^ Allora chiamaronofuhito fofpenfione d’Armi, ma continuatofi il trauaglio dal minatore, credettero fi fermattè anco quello, come per ordine del Ducafù efequito,epocodoppo firmate le capitola- doni negli articoli già làputi, vfeirono il giorno appretto nelle forme ben note col loro bagaglio, parte del quale con alcune catte di denaro è robbe di prezzo ettendo ttato a loro tolto da diuerfi, furono per diligenza degli officiali magg iori da Polacchi, Alemanni,& Au- filiarij fatte reffituire a’ medettmi in prelènza delli due Bafcià, che ne fortirono con fomma fodisfattione de’ medettmi,& gradimento del Duca, che vojeua s’ofserualse.puntualmente la capitolatio- ne. Condotti con la {corta fin all’imbarco fecondo l’accordo, li Turchi, e partiti alla volta di Buda, fi erano dati gli ore ini neceffarij per nftabilirela fortificationediStrigonia,douefilafciò per Comman- ’dante il Sergente maggiore del Starmberg Carlouitz con prettdio competente. Ripafsaronole Truppe il ponte per accingerfiairimprefa di Pett, c ; ; E òqual- òqualch:altraPiazza.vieina:Mafirendeua troppo afpra hormaila ftagione con pioggie ,e rigore infolito: de*foraggi v’era fcarfezza intollerabile yper efser li Turchi, Ribelli, e Tartari fcorfi già prima in quelli contorni, con abbruggiare, edeuaflar ogni cofà : a che contribuirono anco li foraggieri Polacchi, elinoftrl, nonefèendoui ri- mafte, che marche dideftmttioni è rouine.. Non fu perciò poffibilepenfar, ò efequire altra imprefà, fuor di quella di occupar quartiere, tantopiù, che la gente de*circoli già partitafene ,e liBauari (partede* quali già s’erafeparata dall’Armata) la fminuiuano notabilmente con loro diftaccamenti. Se neallonta- , narono poco doppo co’l doro Rè anco li Polacchi, e gli Imperiali prefero la marchia*verfo Leuenz, nella cui vicinanza prefentò il Palatino dell’Vngheria alDucadi Lorena, vna gran parte della Nobiltà^ Officiali maggiori di quel Regno con nùmerofo corpo di gente armata sì a cauàllo, che a piedi ,che fi reccauano all’vbbidienza di S. M. C. & a riceuere gli ordini del Duca, quale benignamente accolti .tutti, ad alcuni fecondo l’ordine della Corte, che ò per neceflità ineui- tabile,òperconniuenza haueuanoadherito a J Capiiibelli, afficara- ua,& ad altrifaceua per .mezzo della fua interpofitione fperar il perdono di Gelare, riceuendo qtiellidi Leuenz , e di molti altri luoghi cireonuicini,e lieentiate finalmente le Truppe a’ quartieri fe ne partì alla rvòlta della Corte Gelàrea,lafciando il Generale Rabatta al commando dell’Armatacon'la fubordinatione del Diniuuald, Caraftà, .Mercij, Lodrone,-Scaltri Generali. I L F I N E. NO: <>7 D I S T I N T A Di quello fi trouònel Campo Turchefco doppo la fuga, e fù traportato nell* Arfenale Cefareo di Vienna «. 4500 Entenara' di Poluere. fooo Centenara di Piombo. 18 o o o> Granate di metallo da mano 1000' Granate di ferro dà mano, ioóoo Zape , Zaponi j e Badilli. 6 centenara di Michia di bombalo.. 2/00 Balle* da fuoco . . 51 Centenara di pegola. 11 Centenara di Oglio di Pefrolium > e di’ catterina> e mezzo; millione di oglio di lino. 90 Centenari di Salnitro. 51 Centenara di pezze di tella grolla, ìooooo^ Sacchidì crini, e di tella di fabia.- 81 Centenara di broche , e ferri da cauallo. 50 Centenara' di cauichie , e broche da far Ponti, e Batterie . 100 Padelle’per (quagliar la Pegola. 4000 Pezzi di pelli di Pecoraio Centenara di (pago per ligare, di peli di camello , e di Bue^ 2000 Alabarde. 400 Farci. 0i Archibugi di Gianizzeri- 52 Sacchi di Bombafo filato, e fenza filare. 1500' Sacchi di Lana vuoti. 200 0 Lame di Ferro per far Targhe, e Rondacele. ni Centenara di fonza, e di feuo. 250 corni da portar la poluere folitiapratticarfi daGianizzeri. £ 2 2600 é8 1000 Sachetti di tenir Poluere„ _ ' * 4 Folli per le Balle fuocate. 50 centenara di Lame di ferro 11 Inftromenti di leuar carri antichi, quando cadono, 8000 carri di naunitioni di bocca, e da guerra vuoti. 1000 Bombe grandi^ 1 8000 Balle d Artiglieria di ogni forte. 9 colubrine, ò Pezzi graffi di Artiglieria grandiffimi, lunghi , e di ftaordinaria culata. 1 1 o Altri pezzi di Artiglieria grandi ? e piccioli . 13 Mortari da tirar Bombe di varie forti. 6 Grandi Incudini ; 100000 Spoleteper Granate picciole, e grandi . Vna grande quantità di Tacchi per vfo del canoner - Molte fcale di corda. 11 ' >: . 1 ‘ .n T t % LI- 69 DE’ REGGIMÉNTI Che fi trouarono alla difefa di Vienna di qual numero in circa vi entraflèro. O: Starmberg, co’l Tenente Colonello, Giorgio Mau- ritio Barone Gotalmifchi di Silefia in circa < 1800 Barone. Keyferftein mezzo Reggimento col Tenente Co- lonello Vvolfgango Henrico Schenk.' 900 Co: Monsfeldt Reggimento deH’Ambafciator Cefareo in Spagna commandato dal Tenente Colonello Conte Alessandro Leslie. 1800 Co: Souches. . - 1800 Co: Scherffènberg. , - F " 1400 Bar. BecK. - ugo Neoburgo di Ludouico Antonio Prencipe, mezzo Reggimento commandato dal Barone Ariezaga Te- ' nente Colonello. . $00 Bar. Heitler mezzo Reggimento. 800 Vvirtenberg del Prencipe Ferdinando Carlo mezzo Reggimento. 900 Bar.-Thrim mezzo Reggimento. 800 Dupygni Caualli leggieri. ^ . 600 Il folito Reggimento ò Guarnigione della Città. noo Somma di tutta quella gente 15 900 E j IL * •' l' V 4 IL GOVERNO POLITICQ DI VIENNA. . i / L.- * • i ' * ■- Fù raccommandato da S, M.C.à cinque " - ‘ : .Soggetti, < * A Gafparo ZdenKO Conte di capliers Configìiere di Stato di S.M C. fuo Gentill'huonao di camera, Generale del ca- . - none, commifsario Generale> e Vice Preffidente di'Guerra . r ’ : • i Francefco Maftimiliano Conte di Molart, Gentill’huomo di camera di S. M. G? fùo configìiere di Stato, Marefciallo dell'" Auftria, e cdonello. * . Ruitgero Emetto conte di Starmberg, Gentiirhuomo di camera > configìiere di Guerra, Generale d*Artiglieria, e comman- dante di Vienna. . . J Gio: Ofvvaldo Hartmann cancelliere del Reggimento. dell’Au-1 Aria. * * ‘ * * . Carlo di Belchamp configìiere dicamera. j - Il direttorio haueua il co: capliers, nelle gionte, e confili- te. . * i CO t '"-.A •t p? • , *J ' • • i ' r 1 »C> 4 ^ AL 7 * AL COMMANDO MILITARE F V R O N O. ( I L co:diStarmberg commendante. Ileo: Vvilhelmo Gio: Antonio de Taun Tenente colonellodi Vienna, Generale di battaglia, e colonello di S. M. C. II Marchefe Ferdinando Obizzi Sergente maggiore di Vienna,e colonello di di S. M. C. bora Sergente Generale di Battaglia. Si tr omrono nell' Ajfe dio. ì II co: Sereni Sergente Generale di Battaglia di S. M. C. e colonello hora Tenente Marefciallodi campo,& General Maggiore dell’Armata Elettorale di Bauiera. Il Barone Dario di Neuhaus Sergente Generale di Battaglia. 11 co: Maftìmiliano di Trautmarstorff colonello.. Il co: Gio: cario di Fynfkyrchèn. Ilco:Godtfridodi Salaburg. r ‘ ' ' ' . v ‘ ' Il Bar. Henrico Federico diKielmanfegg. - ^ ‘ ... i Ilco:Vignancourhig. ’ ? Il Co: Germanico di Polcenico come volontario. Mattheocollaltoconte di S.Michiele Veneto. Flaminio BitthufìjcaualliereForlanocapitanio di S.MiC. e Commendante di zendreo in Hungaria. Nicolò de’Rinaldis Nobile Furiano. Ernefto Sigifmondo aZetteriz di Silefia. Franco Sigifmondo Roftaufcher di Reithofien già General Aiutante* Il Vrie Auditor Generale Hermann. E 4 LI- L 1 S T A Delle Compagnie degli Officiali Celàrei rimarti in Vienna de’ Marcanti di Corte, e del Fontico. D I compagnie quattro commandate dal co: di Trautmam ftorff furono ' ' Capitani. Vvolfgango Reufchel de Reufchelberg, Raggionato della camera diS/M.Cefarea. - v Michael a Mylberg. Marco de’Marcolini * Marco Martini. Tenenti. Gio: CriftoforoZweich. Francefco Giacomo Vvalkering.. Claudio Bugnet. Federico Scarnus.. Alfieri». Gio: cario Bortollotti. Ignatio Francefco Vvifendo * Mattia Stueber. Gio: Battaglia Vitali. In tutto 960 . Tede. Dell'VnìuerJttck , e Scolari . compagnie tre commandante.. . . Dal Barone Genero di Vvels come Tenente colonello . Paolo de Sorbais Sergente maggior Dottor Medico di corte.. Capitani Dottori di Legge. Stanislao Altmann crilìoforo Ignatio a Tyblem. Gio; Myller morto neUAffedio. Giofeppe Schmutz. Siluerio de cofcolofsa. Tenenti. Domenico Henner ab Hennenfeldt. r " ciòr Gio.'Vdalrico Ieger ab Heifenberg. , , Alfieri. • Gio: Filippo a Raidegg Gio:Francefco Vvenighoffer ,foftituito al morto*nell’Affedio. Gio: Giacomo Meifter. Girolamo ab ImmendorfF. - ; * Adamo Sutter Sindico. Gio:criftianoKyrchftetter Secretano. * Tefte in tutto 700. Vi era vn’altra compagnia de’Mercanti del Fornico, Vulgo Ni- derlag, quali come più Sgrati, e ricchi contauano Cotto le Tue bandiere zj 6.tede, pagate col proprio loro denaro ogni fettimana,e tutti portauano fchiopi rigati con azzalino, i cui Officiali fonatati. Guilielmo Schy tz, Sergente maggiore. Henrico Bytter, capitanio. criftiano Vveger, Tenente. '' .. Vvolffgango Baurenfeinct, Alfiere. : 5 Za Cittadinanza, s Di compagnie otto. Haueua per capitani* ' Il fuo confole Gio: Andrea de Liebenberg. Daniele FocKy foffituto. Capitani. ’ Gio: Martino-Tracia, Senatore. Gio:Ludouico Braun. ! ^ Nicolao Kraus. ' jA , t . Vito Henrici. * Gio:FrancefcoPeicKhard, Senatore. 1 Ernefto Goiùa Penz. , , Lotho Som. : Gio: Ernefto KircK. Tenenti. Gio:Gafparo Prams. Michaele SchmicKel. Sebaldo Stemler. Gio: oeorgio Metzger. Michaele Berggauer. Mattia Alxinger. Gio: chriftoforo Kiehn ^ Daniele PlacKner. , 74 Alfieri, ’ f .7 ■ .v r j Paulo Schmuderer. Auguttino Schmidbauer. v f - loachìmo" Klebet; ' .v . , l v > Gio: MelchioreZorn. ' ‘ ■ ; ^:o Gio: Petto Rauch. / Martino Ferner. ,7 ' ^ Gio: Paulo Maufer. . / ^ Hermanno Dubellio. ; ' . •in tutto Tette 2582... ; • - Compagnia Trance. *. Ambrofio Francie. capitano. Pietro Schvvabl. Tenente . - Luca Harte.. . Alfiere . , } capi in tutto. ; Compagnia de'Pomari . . • , Giacomo Rudolfb&Kirch, capitanió. ^ Nicolao Pyrgler,, .* Tenente. Gio: Michaele Vvagenlehner> Alfiere Tette 206* Compagnia de* Beccar /, e Bittari. Adamo Simone Schmidt ab Ehrenhaus, Capitanió. VvolffgangoSteinhardt, Tenente. Gafparo Taglang, Alfiere. • Tette 230; Compagnia di Calcolai., r Gio; Vvilhelmo Rudolphi. Capitanió. , Tette 400. Compagnia degli Hoftì , Tette 2 00, Li- “ L I S T A* DELL’ ARSENALE Di tutto il confumo di munitione fuori delle Armi> , Stromenti, & Atrezzi militari d’ogni forte, & inuentioni di Guerra, che fi cauò dal medefimo. TJ Alle di Canone. .31 z %9 13 Balle di Mofchetto. ntfjfo Cartazze. r 1 t l 99 % Granate da mano. 141 Balle di Caualletto. . r 14146? Bombe. t r 67 ls Poluere. • l. - Lire $3174* Miccia. Lire 76810, Inuentioni pratticatencli'AJfeàìo. ' * Falci fopra lunghe ftanghe per tener lontano 11 nemico dalla con* trolcarpa. „ ‘ Granate ai Vetro; Tegole ò Scindelle da legno cauate da* tetti delle calè impegola- # te,&in falcio lanciate contro il nemico per Icuoprirlo, e nuocergli negli approcciò Balle d’argilla , Molini da mano per far poluere, e farina. Legni a via di rota lunghi con anzini, e punte di ferro, con ah tre colè fimili. LI- LISTA DE’ REGGIMENTI Che haueua il Duca di Lorena durante l’Aflèdio, C Aprara, Rabatta, Dy nevvalt, Balffy Gondola, Taff, mezzo Reggimento. Ghez, Montècucoli, ' Halle vveil (di corazze tutti) Merci j cauallaria leggiera, Schulz, Dragoni -, Styrum > f Heisler, Dragoni,. . Kueffitein, 7 Herbeuille. J, Lodron, \ Kery, mezzo Reggimento.^ Croati, Ricciardi r 1 )' f -r ~r * \ ' - 41 i !.. . _ Ai Li Polacchi leuati al foldo Cefireo commandati dal Prenci- pe , e Generale Lubomisky però vennero con il Schultz, e Kueffftain Colo li jy. Luglio di rinforzo à S. A. * - • :.\ \ CA- O fia Lilla tradotta dall’Idioma Turco in Italiano trouatanelliPadi- glioni del Primo Vifire. $ elitie Soldatefche y che numerate nella T^ajjegna data alla prefenza del Primo Vi fife nel CampOy auanti Vienna il giorno fifi tuo del nobile meje Ubarne fan (cioè alli y.Settemb, 1683. » 1 TL Supremo VifìreBeffo Kara Muftaffà Bafcià con li JL Gianizzeri, e gente di fua guardia al numero di 6000 % Kara Mehemet Vifir, e Bafcià di Mefopotamia. 5000 3 Rhydir Bafcià di Boffina Comandante nell’ ìfòla detta Leopoldfìatt Egitti j. 6000 4 Ibrahim Bafcià ^ e Vifir di Buda^ il quale fu poi fatto decapitare dal Gran Vifir * $000 3 Huffeim Bafcià di Damafco . 3000 6 Hafsam Bafcià di Temifvvar. tjQOO 7 Muftafà Bafcià di SiMria. j ? 00 8 Scheich Ogli Achmet Bafcià di Magnefia, l0OO 9 Ogliaogly Relgerbeij di Soffia. 6000 10 BaKir Bafcià d'Aleppo. IOOO 11 Achmet Bafcià di Natòlia . JQOO 11 Harmos Bafcià di Mentechefia. j 00 13 Achmet Bafcià di Tyra* 6 0o 14 Hafsan Bafcià de Harmit* ^ j co 15 Haly Bafcià di Sebaffia da Turchi detta Siuas, i 00 o 16 Aly Bafcià d'Ancyra, y 0Q 17 Aly Bafcià di TeKen. j OQ 18 Achmet Bafcià di Marafia. i 00 o 19 Aly Bafcià della Caramania. i 00 o 20 Muftafà Bafcià d’ErfccK Città detta Boffina. joo 21 HuflTain Bafcià di Bolicia. <$ 0 o 22 Emir Bafcià d’Adan. j 00 1 3 Aslan Bafcià di Nicopoli, 1 o o 0 1 ' Aly 7 & 24 Hafsan Bafcià di Nigo, ,j 0 © 25 A ly Bafcià di Brutta. $00 zG Hafsan Bafcià di Chermenia » __ Joo 27 IurigèBafcià d’Agria. - 600 28 Omer Bafcià di Karahyfar. IOOO> 2p ofraan Ogli Bafcià di Chiatahy. XOOO ! 30 Ibrahim Bafcià diVaradino. 600 31 Muftafà Agà ò fia Generale de* GianizzerL r6000 32 Ofman Agà de’ Spahì.. riooo 33 Dilly Agà de’Feudatarij. 3000- 34 N. PAgà de"Volontari). jooo> 3 f Topfehy Bafcià oueroGenerale delTArtiglieria. 1300 36 Sebegì Bafsà ouem Generale (opra quelli , che hanno* la cura delleprouiande^emunitioni * 4000 37 Soldati del gran Cairo. . ^ 3300 3 8 Lauoranti minatori ftipendiati. 30 oo 39 Altri che veramente non fono Soldati ftlpendiati f ma Seruitori habili a trattar PArmi in calò' di bifogno„ 20000 40 II Kam de*Tartari. 20000 41 IITecKely cogi’Vngheri. 1300©' 42 Michiel Abaffi Prencipe della Tranfìluama v 6000 43 II Prencipe di Valacchia. 4000 44 II Prencipe di Moldauia, 2000 Somma di tutte le Truppe refiate nel Campo an- —■ cora quel giorno Tede 168000. Catalogo de'Morti nell' Jffèdio ferì alli 7. Settembre * Giobagìouero Colonelli de’ Giannizzeri. Capitani de’ Soldati del Gran Cairo. Altri Officiali de’ Feudatari;. Giannizzeri. Lauoranti negl" AproccL Spahì. Officiali dell’Artigliarla Miniffiri,e Lauoranti. Tartari. Feudatari] communi. $ 16> 300 lOOOO' 16000 rio 00 6000 2000 ' 2000 Sommano huomini 48 5-44. NOI NOI RIFORMATORI Dello Studio di Padoua, H Auendo veduto per Fede del Padre Inquifitore nel Libro intitolato, Agguaglio diftinto di quanto occorfe nella Campagna p affata ? tra TArmi ChrìMiane y e Tur- thè [che fatto V'ienna^ del Canonico Francefco de ’ Kjfvù I.V.D, e Capevano d’bonore dì S, M, C e farea , non v’eflèr colà alcuna contro la Santa Fede Cattolica, e patimenti, per atteftato del Secretano noftro, niente contro rrencipi , e buoni coflumi, concediamo licenza à Nicolò Pezzana di poterlo {lampare, ot feruando gli ordini &c. Dat. li 8. Marzo 1684. { ____ { Ferigo Marcello Riformator. Gir. Hattjft*Ni(oloJì Stgrt/arh. a /, 1 / X3 av | i. -/j.. ■ìk ^v.~ aj')bs c Iib oibuj 2 0)1:;- ì ~ ■ 'v r > -. ; ! * r 'VI T 1 ' ■ br ) k * kJ o r< -• \ li# J X» - ■ *v,qf * ;. ,oi£Ìo;i v *'*.i < neiJt * ~vf v ^ t ■:v\5.VàV f v-1 V^Ytk 4 S'k yY ^ M * $Ì\\v*-ì *> J i •% - /• C .: -j \b ri ohj* 0 hV s t rri’\ '■À'ì's'À'ì Isti :V 7 i> \b t v-tt. \ % Or ’.) ’> S\/\\ -br. q ^ . ■ -.ìh)^v ' 'ibaì r --\'9 r ? ì* f ■ ] ;.o J; i ov.no-> imu^l i; sko j>K t - il *.\Ja L O ' i ~ «*,' ,k , • <,. l O r. i.!>q ; hrDrn o.uj ; i- .(>..* o inoud D c k;i.;iT;o c i vi i noi : ÌO * isqcdtf'i v.‘‘S}eq il EfTSSS-3*! óicniVl h £Xftt>'> -, (j .Dtó binino iis ob inuiSì > f» bV' *«f«- w'jt O -i ) Ji JL - „ 9 f! v- r • c# ** , .fnioìi 5i rj-bafkirO oradmiO' :v «•* ♦ fi I ì*.?: f 'iw. Sh a 6