Wiener Stadt-Bibliothek '' r *Ì,J- ì * LA UP ILL ì * ! DRAMMA GIOCOSO. j Per Mujìca , f i ! R APRESENTATO jf GRAN - VAR AD I NO, t L’ ANNO 17-89. ZH# t - i L " <@ x && v==/ ' X X v== ’ ** * Jjf Jfc* ^ X X x x £ * ~X XX XX XX *- •*• *- *- * *• * ■ ■ "■ ■ i * $ . • l Nella Stamperia Vefcovile. P erfon aggi. PANTALONE , Tutore. Il Signor ? Andrea Rentier. ROSALBA, fua Pupilla. La Signori) Nicolina Drinka. GIACINTO, Amante di Rofalba. Il Signor*, Ghv. Rapi. Spengler. La Mufica è del Signor CARLO DlTTERS, Macftro di Capelli di SUA ECCELENZA il Vefcoyoj di Gran-Varadino. ATTO PRIMO. SCENA I. Kofah fj e ^ a y fe me lafci : ; . : D Gomme fui far del di. . , ; Dirò , che iìda fei, ■ Su la mia fè ripofa . . ; I Quell* ofelin desraeftego Che panario gh* a Nomme : O fe vedeffi còmme, ' I L* ama la paffarella, Sempre el fe vede a quell* ( D’ incorno a fvolazzar* Cusi anca mi defidèro, | Paffera abbandonada , D’ effer accompagnada j D* un Paffarin che fappia Coffa vuol dir amar. Quell* ofelin &c< SCENA II. PantaL /~ihe gran Fortuna w Se vi toccaffe , Un Vecchierello Robufto , e bella Gomme'fon io. I giovini cT oggi .Credetemi', o Figlia, * : Non ferbano Fede Ben Pazza è, chi crede Al Joro Desìo. Che gran &c. SCENA- IV. Giaci Vr-ell* Età giovine Xi Cupido >f e Venere Vi dominò,- Ed una Femmina Di fpirto nobile V’ incatenò. Ed ora, che le ceneri Sul voto Crin fi fpargono Da un vago volto .amabile, Siete Ferito ancor* Ma quefta Femmina Di cuor volubile Vi burlerà. Perch’ ella è giovine Con quelle céneri Non fi con fa. SCENA Vili;, f /~1 he bella fcienza 1* Aftrologia ! a In ella (pero la pace mia, l E il mio contento, tutto trovar. Jto.Signor Aflrologo » Vi fon tenuto. Rofal. Che fiate pure Il ben venuto. - , Gincin.V oi fiete Signore , Signora, voi fiete Padroni di me, ~ Pàvt. (Oh che Uomo cottele J ) Ro/w>* * ** ATTO ATTO SECONDO. SCENA II. ìm. ■pofalbamia bellifFima, J\ Conforte diletiflìma, •> Mirate il voftro fpofo , Che il mal vi patterà. Prendete 1’ Atta fetida^, Ch’ al male delle Femmine Sovente fi confà. SCENA III. 'Refa!. Qignor Tutore! *3 Signor Dottore ! I Il mal crefcendo và. Voi già lo fapete , Voi già m* intendete, l Abbiate Pietà. jGftff. Quando fentite quel Freddo, quel caldo. Rofalba mia cara, è la Febre d’amore Mettete la mano al core, ■ Comme batte, fentite: Tippe tappe tippe ta. \ Voi cambiate colore Vi fatte rotta, rotta L* Amo- L* amore, è la tofia Celarfi non può. Ah d’ amore fiete cotta. Rofalba cara, Non dirmi di nò. pant. Guarda lo fpofo, Rofal. lo già lo miro */ Kt '2L2 c >U ami colante ? >-! Si&%£ > f ■% -’Z£>-X %'#¥- £ 3 flHg?Si£ iifirvr V-v *> * ■“ v* , *M* 5 sS •>**** s i^J"' "VH. Épp 8 TtòtòÉìÉfctói «Otti i WIENBIBLIOTHEK